• pubblicato il 09-11-2015

Fuoristrada: Rise of the Tomb Raider, la recensione

di Stefano Valente

Il ritorno in gran stile di Lara Croft

Lara Croft, probabilmente il personaggio più famoso del mondo dei videogiochi insieme a Super Mario, non smette di riservarci sorprese: dopo un lento declino è ritornata nel 2013 in gran stile per riprendersi lo scettro di regina dei giochi d'avventura, conteso con la serie Uncharted alla quale il reboot si è sicuramente ispirato. Se nessuno si sarebbe aspettato una tale rinascita, ancora meno probabile era vedere un nuovo capitolo di questa serie in esclusiva su esclusiva su una console, ma Microsoft l'ha fatta grossa, aggiudicandosi per la proficua stagione natalizia l'esclusiva temporanea su Xbox One e Xbox 360. I giocatori PC e PS4 dovranno infatti aspettare un bel po' per poter addentrarsi nella profonda Siberia in compagnia di Lara (rispettivamente inizio 2016 e fine 2016): vediamo quindi in questa recensione se Microsoft ha fatto un investimento oculato o se avrebbe fatto meglio a tenersi i soldi.  

L'ascesa di Lara Croft 

La storia di Rise of the Tomb Raider vede la nostra giovane, bella ed intelligente Lara impegnata nella riabilitazione del nome Croft, macchiato dal padre (anch'esso un noto archeologo) durante la ricerca di un oggetto misterioso, chiamato Sorgente Divina, capace di donare l'immortalità. Screditato da tutti, Lord Croft cadde in disgrazia e si suicidò, lasciando la giovane Lara sola con la matrigna Ana. Passati alcuni anni la nostra eroina decide dunque di capire se davvero il padre era impazzito e se la Sorgente Divina esiste davvero. Nel suo cammino incontrerà organizzazioni militari composte da fanatici religiosi, strane popolazioni eremite ed affascinanti (nonché misteriosi) personaggi che l'aiuteranno nel suo cammino. Con un paio di colpi di scena piazzati ad arte (anche se in parte prevedibili), la trama di Rise of the Tomb Raider scorre con un buon ritmo, senza mai punti morti o fasi ingiustificate volte ad allungare il brodo. 

Open-world ma non troppo

Sulle tracce della Sorgente Divina dovrete quindi esplorare la Siberia, tra gulag sovietici e valli misteriose. Pur non trattandosi di un gioco open-world, Rise of the Tomb Raider presenta delle aree molto vaste che potrete esplorare e che hanno moltissimo da offrirvi come i classici collezionabili che potrete raccogliere, grotte, cripte e tombe da esplorare, personaggi secondari con cui parlare per affrontare missioni secondarie, sfide di abilità da completare, animali da cacciare e infine continuare nella storia. Ogni area può quindi essere completata in pochi minuti andando dritto verso l'obiettivo oppure può richiedere anche diverse ore per scovare ogni segreto. 

Il secondo approccio è ovviamente il più indicato, non solo perché vi farà godere appieno di tutto quello che Rise of the Tomb Raider ha da offrire, ma anche perché darà un vero senso all'avventura, facendo di Lara una vera esploratrice assetata di conoscenza: tra rovine perdute e miniere pericolanti, avrete modo di scoprire scorci mozzafiato assaporando così il vero senso dell'avventura e del piacere dell'esplorazione.

Lara, passione esploratrice

In particolare le tombe e le cripte offrono al giocatore delle enormi strutture visivamente stupende e che richiedono l'ingegno per potere essere depredate dei loro tesori: purtroppo bisogna sottolineare che la difficoltà degli enigmi, anche nelle fasi più avanzate, non è mai in grado di impensierire i giocatori più scafati, limitandosi quindi ad ampliare quel senso di stupore per l'oggetto ritrovato, ma senza mai dare filo da torcere ai fan di Lara. Nel complesso il gioco non offre un livello di sfida molto alto: abbiamo affrontato per questa recensione tutta l'avventura al livello di difficoltà normale ed è davvero difficile morire sotto i colpi dei nemici, complice anche l'arsenale letale che in poco tempo Lara si costruirà. 

Parola d'ordine: sopravvivenza

Come nel precedente Tomb Raider, anche in questo capitolo Lara inizia senza neanche un arco e lungo tutta la sua avventura costruirà gli strumenti e le armi che la renderanno una macchina da guerra inarrestabile. La componente survival è leggermente sfumata rispetto al precedente capitolo (vi capiterà raramente di essere a corto di materiali e dover adottare un approccio stealth), ma in compenso avrete più scelta su cosa costruire e su come approcciarvi ai nemici, arrivando addirittura a potervi costruire da soli le munizioni per tutte le armi. Lara inoltre esplorando e combattendo acquisisce punti esperienza che possono essere spesi per acquisire nuove abilità che la renderanno sempre più letale, ma anche più colta: la nostra esploratrice può infatti apprendere le lingue del posto (greco, russo e mongolo) leggendo reperti e trovando manufatti ed alcuni di questi daranno a Lara la collocazione di tesori sulla mappa, riuscendo così a concatenare tutti gli aspetti del gameplay.  

Paesaggi mozzafiato

Un altro ottimo motivo per proseguire nella vostra avventura è la bellezza della realizzazione tecnica di Rise of the Tomb Raider: nonostante alcune incertezze (animazioni talvolta a caso, rallentamenti nei video e alcuni bug), il nuovo titolo di Crystal Dynamics si presenta come uno dei più belli visivamente su Xbox One, capace di spremere la console al massimo. I panorami sono spesso mozzafiato, le rovine incantevoli e gli effetti di cenere durante gli incendi o della neve durante le tempeste quasi indimenticabili, per non menzionare poi le glaciali e spettrali caverne di ghiaccio: da questo punto di vista Rise of the Tomb Raider non teme rivali.  

La sorpresa delle spedizioni

Se la trama principale quindi non dura moltissimo, gli sviluppatori hanno elaborato un paio di trucchi per allungare il brodo: innanzitutto alcune tombe non sono subito esplorabili, ma richiederanno un costante back-tracking per poter essere affrontate con I nuovi gadget trovati da Lara. In aggiunta al gioco principale troviamo poi nel menu iniziale alla voce "Spedizioni" delle particolari sfide, dove potrete rigiocare alcune sezioni del gioco con lo scopo di fare il punteggio più alto e sfidare così I vostri amici. L'aspetto più interessante di queste Spedizioni sono le carte che potrete comprare nel negozio spendendo I soldi raccolti durante il gioco: ogni carta funziona come un modificatore della missione e potrete così creare nuove avventure da affrontare in diverse aree. 

Buon viaggio, Lara! 

Pur non essendo esente da difetti, Rise of the Tomb Raider è un'ottima avventura che conferma la validità del nuovo progetto su Lara Croft: riportarla in vita era possibile e questo nuovo capitolo dimostra che l'archeologa ha ancora qualcosa da dire e da offrire ai giocatori. È una nuova Lara quella che stiamo imparando a conoscere: giovane, determinata, coraggiosa, pronta a sbagliare pur di scoprire la verità ed arrivare al suo obiettivo. Ci piace molto questa giovane Croft e sicuramente Microsoft ha messo a segno un bel colpo garantendosi per almeno un anno l'esclusività di questa splendida avventura.  

Fuoristrada: Rise of the Tomb Raider, la recensione

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