• pubblicato il 26-01-2015

Saints Row 4 ritorna su PS4 e Xbox One in HD e con un'espansione: La recensione

di Stefano Valente

Il free-roaming più folle ritorna sulle nostra console: gli diamo una seconda chance? 

Ormai dovremmo esserci abituati: le versioni HD (o remaster, che dir si voglia) pullulano sulle nostre console e anche se spesso preferiremmo giocare a titoli nuovi, certe volte si tratta di ottime occasioni per recuperare alcuni giochi che ci sono sfuggiti, come ad esempio nel caso di Sleeping Dogs. Oppure, in altri casi, le versioni HD si rivelano essere il piatto principale del quale avemmo solo un antipasto, come nel caso di GTA 5.

Parlando sempre di conversioni e giochi free-roaming ora è la volta di Saints Row di ritornare alla ribalta con il suo quarto capitolo (su PlayStation 4 e Xbox One) e l’espansione stand alone Gat Out of Hell (disponibile a parte anche sulle "vecchie console). Varrà la pena tornare a Steelport a far casino con i Saints? Scopriamolo nella recensione!

Gat Out of Hell

Iniziamo con la novità, che poi è anche la scusa per la conversione in HD: parliamo ovviamente della folle espansione stand alone Gat Out of Hell. Come lascia intuire il nome del DLC il protagonista è Gat che avrà il compito di scendere all’inferno per recuperare il Presidente, fatto ostaggio da Satana. L’uomo più potente del mondo infatti è anche il capo dei Saints e si è guadagnato la sua carica a suon di colpi d’arma da fuoco nel precedente capitolo e chi meglio di lui può ritenersi degno di sposare la figlia di Satana, Jezebel?

I due non sono consenzienti e toccherà al nostro Gat avventurarsi in una città demoniaca (New Hades) per fare losche amicizie e stringere improbabili alleanze con personaggi storici che risiedono all’inferno come Vlad, Barbanera e… Shakespeare.

La trama di Gat Out of Hell in realtà si ferma qua: per affrontare Satana dovrete mettere a soqquadro la città affinché lui vi noti. Un pretesto abbastanza puerile per scatenare l’inferno all’inferno e stanare il demonio. Passerete dunque le quattro o cinque ore che servono a completare la parte principale del DLC a scorrazzare per la città, sfruttando tutti i deliranti poteri che l’inferno vi offrirà.

Tra i tanti citiamo la possibilità di volare e di correre a velocità super sonica: entrambe renderanno pressoché inutile l’uso dei veicoli, specialmente quando inizierete a svilupparle. Gli unici mezzi che esulano da questo discorso sono i veicoli della polizia demoniaca, che sarà sempre uno spasso rubare ed utilizzare per fare danni in città. 

Un arsenale infernale 

Come sempre anche il vostro arsenale si farà distinguere: tra mazze in stile Darksiders e lanciagrante che sparano rane (come se fossero piaghe divine), avrete sempre un sorriso ebete stampato in faccia.

Per attirare l’attenzione dell’angelo caduto dovrete portare a termine diverse missioni, che forse a lungo andare possono diventare ripetitive, ma che comunque per la loro assurdità e follia vi faranno sempre sorridere: su tutte ci ha davvero colpito la truffa demoniaca, durante la quale dovrete impersonare un dannato che provoca incidenti stradali per (sostanzialmente) subire danni che diminuiscano la sua pena all’inferno.
Non poteva certamente mancare la classica missione “Devastazione” che potrete tranquillamente immaginare come si svolga. Quando l’indicatore di rabbia di Satana sarà pieno, potrete affrontarlo per giungere alla schermata dei titoli di coda.

Se nel concreto quindi Gat Out of Hell non rappresenta nulla di nuovo (missioni standard in un mix tra Crackdown, Prototype e Darksiders) e nonostante la grafica non sia certamente al top, è innegabile che questo stand alone sia dannatamente divertente come poche altre cose in questo periodo. Il continuo citazionismo tipico della serie e il non-sense regnano sovrani per un divertimento innegabile, anche a fronte di qualche aspetto più standard. 

Re-elected

L’uscita di Gat Out Of Hell è anche la perfetta scusa per Volition per riproporre quello che è forse il miglior capitolo di Saints Row, anche se purtroppo spiace constatare come Saints Row IV: Re-elected sia tra le versioni remaster che affollano gli scaffali quella tecnicamente meno convincente. La differenza rispetto alle versioni PlayStation 3 e Xbox 360 si nota, ma era lecito aspettarsi qualcosa di più. Il contenuto invece convince come all’uscita originale del gioco, grazie al sapiente dosaggio di ironia, citazionismo, non-sense e meccaniche consolidate e divertenti.
Per chi si fosse perso Saints Row IV, Re-elected è comunque un titolo valido e da recuperare, magari senza avere l’aspettativa di trovarsi davanti ad un capolavoro, ma con la certezza di uscire da una partita con un bel sorriso stampato in faccia.

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