• pubblicato il 02-06-2014

Arriva Watch Dogs, ecco la recensione: capolavoro o delusione?

di Stefano Valente

Dopo due anni, il titolo Ubisoft è finalmente disponibile

Dopo quasi due anni di attesa, Watch Dogs è finalmente tra noi.

Sin dalla sua presentazione all’E3 2012, il gioco di Ubisoft è stato uno dei più attesi. Sono bastati infatti due trailer, uno che spiegasse la tecnologia su cui si basa la storia del gioco e uno che facesse vedere una missione per far sì che ogni giocatore del mondo lo aspettasse.

Poi però qualcosa è andato storto, il gioco è stato rimandato poco prima della sua uscita e quando si è fatto rivedere sembrava molto cambiato, soprattutto da un punto di vista grafico.

Viene dunque naturale chiedersi se, alla fine dei conti, Watch Dogs è davvero quel capolavoro che tutti si aspettavano o se forse è stato sopravvalutato. Proviamo a dare una risposta in questa nostra recensione.

La trama: hacking is our weapon

Come molti di voi sapranno, in Watch Dogs impersoneremo Aiden Pearce, un giustiziere armato di uno smartphone molto particolare.

La città di Chicago è infatti dotata di un sistema operativo (il ctOS) che gestisce qualsiasi cosa e lo smartphone di Aiden può hackerare tutto quello che è controllato dal ctOS, oltre che ovviamente entrare nei dati sensibili di molti cittadini attraverso i loro smartphone.

Ma Aiden non è mosso solo da nobili intenti: alle spalle c’è una storia di ladri, vendetta e sangue innocente versato, il sangue della nipote del nostro protagonista.

Aiden intraprende così un viaggio verso l’inferno digitale della città alla ricerca dei veri colpevoli dietro la scomparsa prematura della bambina e lungo il suo cammino incontrerà un buon numero di personaggi, alcuni alleati, altri invece da abbattere senza pietà.

E qui viene subito fuori uno dei (pochi) punti deboli del gioco: a fronte di personaggi ben descritti e caratterizzati come Clara (sexy ragazza punk che vi darà una mano) e T-Bone (genio freak vostro alleato), ne troveremo altri (sopratutto nemici) privi di quel spessore in grado di rendere veramente epica la storia.

Tutta la prima parte del gioco scorre in maniera confusa, sino ad un colpo di scena che indirizzerà tutte le energie di Aiden su un obiettivo, rendendo la storia più chiara ed avvincente.

Il fatto che il gioco sia sviluppato da Ubisoft e che abbia una struttura free-roaming che vi permette di esplorare tutta la città ha fatto sin dall’inizio di Watch Dogs un gioco etichettato come “un incrocio tra GTA e Assassin’s Creed”: in realtà da entrambi non ha preso niente di più di quel che ogni free-roaming condivide con GTA o che un gioco con elementi di parkour ha in comune con Assassin’s Creed.

Sì certo, si corre, si spara, ci si arrampica, ma ridurre Watch Dogs a semplice incrocio di questi due titoli è riduttivo.

L’avventura di Aiden ha una sua chiara identità in cui, per una volta, il concept del gioco è rispettato nel gameplay ed è davvero possibile hackerare praticamente qualsiasi cosa su schermo. 

 

Tantissime cose da fare

Proseguendo nel gioco si acquisiscono nuove abilità che ampliano i poteri del vostro smartphone, ma per quanto la sensazione di onnipotenza sia sempre crescente, non credete di cavarvela facilmente.

Watch Dogs è infatti abbastanza impegnativo a livello normale e rende ogni combattimento avvincente grazie all’uso combinato che dovrete fare delle vostre capacità di tiratore scelto e di hacker.

Anche durante gli scontri infatti sarà possibile interagire con la città e quindi hackerare elementi dell’ambiente per cambiare in vostro favore la situazione.

Per tutti i fan degli sparatutto sarà un piacere inoltre sapere che il gioco è dotato di una vastissima scelta di armi e di un ottimo sistema di copertura che rende gli scontri molto realistici e tattici.

Non manca ovviamente una componente di crafting con cui potrete costruire granate, disturbatori di comunicazione e altri oggetti utili.

Ma nonostante gli scontri siano così curati, spesso la via preferenziale è quella silenziosa che con un po’ di sana azione stealth vi porterà a infiltrarvi in qualsiasi edificio disponibile e raggiungere il vostro obiettivo: anche in questo caso l’hacking dell’ambiente sarà determinante.

Se dovessimo poi entrare nel dettaglio di tutto quello che si può fare nel gioco non basterebbero pagine e pagine per elencare tutte le attività disponibili in città tra crimini da sventare, serial killer da pedinare, bande da sgominare e tanti altri tocchi di genio.

Ad esempio il menu del gioco è come se fosse la home del vostro smartphone e da esso potrete accedere a tutte le missioni secondarie, tra le quali è impossibile non citare quelle in realtà aumentata in cui dovrete raccogliere delle monete digitali che vi compariranno davanti, trasformando il vostro Aiden in un Mario improvvissato.

Altro tocco di classe sono i trip digitali nei quali Aiden sviene e si “immagina” dei mini-giochi tanto curati quanto violenti e folli.

Un gioco di guida? Presto, al volante!

Ma se stiamo parlando di Watch Dogs qui su Panoramauto è perché, come in ogni free-roaming, ci sono moltissimi veicoli che potremo pilotare.

Dalle moto, alle city car, dalle muscle cars ai coupé, passando per tir, camion e tanto altro, ce n’è davvero per tutti i gusti in Watch Dogs.

Purtroppo nessuno dei bolidi a vostra disposizione ha la licenza ufficiale, ma ad esempio è facile intravedere delle simil-Ferrari in giro per Chicago, così come sarà facile distinguere i cloni delle Ford Focus e della Golf.

Per mettere alla prova la vostra abilità di pilota ci sono due modalità dedicate alle corse.

Nella prima dovremo portare dei veicoli in determinati punti della città senza danneggiarli e nel minor tempo possibile, mentre la seconda modalità è una bella corsa online contro altri avversari su vari tracciati cittadini. 

Impossibile trascurare inoltre i numerosi inseguimenti durante le missioni principali, sempre molto adrenalinici e ricchi di azione grazie alla possibilità di hackerare semafori, dissuasori, tubature ed altro ancora per depistare i nemici. 

Tutti gli eventi multiplayer possono essere selezionati dal menu dello smartphone, ma un aspetto interessante del gioco è che spesso verrete invitati a partecipare ad essi anche durante l’esplorazione della città.

In questo modo la componente multiplayer si integra nell’avventura principale senza interruzione di continuità e proponendosi come una delle tante missioni da fare in giro. Si tratta quindi senza dubbio di un approccio ibrido molto originale che fa del singleplayer e del multiplayer quasi una cosa sola. 

Watch Dogs e Chicago: una città credibile

Dove però Watch Dogs eccelle davvero e lascia indietro molti altri giochi è nella costruzione del mondo.

Chicago è la città più dettagliata e viva che si sia mai vista in un videogioco: ogni personaggio ha la sua routine e reagisce in maniera imprevedibile e credibile alle azioni di Aiden.

La possibilità di carpire informazioni personali dai passanti attraverso il vostro smartphone rende ogni passeggiata una vera e propria scoperta. La cura riposta da Ubisoft nella creazione di così tanti dettagli è impressionante e rende Watch Dogs un gioco più unico che raro.

Graficamente il tutto è reso molto bene anche se probabilmente siamo lontani da quella famosa demo mostrata all’E3 del 2012.

Poco importa, l'impatto è comunque più che positivo, specie per gli effetti di riflesso di notte e con la pioggia. Probabilmente gran parte dei limiti tecnici del gioco derivano dal fatto che Ubisoft ha deciso di rilasciare il gioco sia sulle console della scorsa generazione (PlayStation 3 e Xbox 360) che sulle nuove (PlayStation 4 e Xbox One), rendendo difficile il lavoro di ottimizzazione finale. Al momento poi non è possibile ancora verificare quale sarà la qualità grafica della versione Wii U perché è stata rimandata al prossimo autunno, ma dovrebbe attestarsi sul risultato ottenuto dalle "vecchie" console. 

Il risultato comunque è più che soddisfacente, specie su PC dove si può (a patto di avere un hardware adeguato) raggiungere un livello di dettaglio veramente inedito per un free-roaming.

Promesse (quasi) mantenute

Watch Dogs ha dunque numerose frecce al suo arco grazie a una storia che decolla tardi, ma ingrana bene, a un mondo vivo e coerente e a un gameplay fedele alle premesse del gioco, vario e che viene ben sfruttato in tutte le missioni.

Un game design delle singole missioni pressoché perfetto e capace di soddisfare sia i palati stealth che quelli più frenetici chiude il cerchio dietro a questo gioco che sarà senza ombra di dubbio il primo di una nuova serie di successo per Ubisoft, nonché (volendo) un buon spunto di riflessione per la sicurezza dei nostri dati in rete.

Perché ricordate che molto di quel che si vede in Watch Dogs non è poi così distante dalla realtà. 

 
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