Nel 2011, in Italia la BMW ha venduto ventisette 550i, la Mercedes quattro E500.
In questa marginalissima nicchia di mercato (almeno da noi), si inserisce ora l’Audi con la S6 - berlina e Avant - spinta da un V8 di 4 litri biturbo da 420 CV.
Motore anacronistico, eppure all’avanguardia: se da un lato, infatti, la congiuntura economica e il “superbollo” (leggere ultima riga dell’Identikit) lo rendono un lusso per pochissimi, dall’altro è un fiorire di soluzioni hi-tech volte alla riduzione dei consumi e delle emissioni.
Stiamo parlando dell’iniezione diretta, del cylinder on demand (che disattiva 4 cilindri quando si guida a velocità costante e moderata) e della doppia turbina.
Del resto, una S6 è soprattutto un’auto “manifesto” del livello tecnologico raggiunto dalla Casa, come dimostrano la miriade di sistemi di ausilio alla guida, l’esclusivo rivestimento in alluminio e legno Beaufort e l’active noise control, il sistema attivo di riduzione del rumore e delle vibrazioni (di serie).
Un dispositivo già adottato sulla S8 e davvero efficace nel rendere completamente inavvertibile il passaggio da 8 a 4 cilindri, situazione in cui il propulsore è soggetto a vibrazioni e tentennamenti. Sulla S6, invece, tutto è rigorosamente ovattato. Forse fin troppo, per gli amanti del sound: il V8 è “muto” anche a pieno gas e agli alti regimi.
A nostro avviso, una colonna sonora un pelo più coinvolgente non avrebbe stonato, quanto meno per differenziare la S6 da una A6 qualunque.
All’Audi, probabilmente, preferiscono aspettare la RS6 per lasciarsi andare con le emozioni. Come dimostra la messa a punto del telaio.
La S6 vanta, infatti, limiti di tenuta elevatissimi, grazie anche alla trazione integrale che invia il 60% della coppia alle ruote posteriori (percentuale che può arrivare fino a 80%) e non spreca nemmeno un Nm dei 550 sprigionati dal V8.
Ineccepibile, dal punto di vista della sicurezza.
Meno da quello del divertimento: la tedesca va esattamente dove si vuole che vada e il compito più difficile, per chi guida, è quello di tenere sotto controllo la velocità, se non ci si vuole rivolgere al proprio avvocato penalista.
Per il resto, la più sportiva delle A6 ripropone la solita cura maniacale per i dettagli e spazio a volontà.
I materiali conferiscono una sensazione tattile e visiva di assoluto livello, gli assemblaggi sono praticamente perfetti e l’ergonomia viene esaltata dai sedili specifici, più contenitivi ma non soffocanti.
Al top, infine, la dotazione tecnologica.
La tedesca offre persino l’Audi Connect, che trasforma l’abitacolo in un’area Wi-Fi.
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