Bentley Continental GT Speed Muso
  • pubblicato il 23-09-2013

Bentley Continental GT Speed: lusso british sport Tedesco

di Alessandro Pasi

Lusso british sport Tedesco

IN BREVE
Il classico 12 cilindri a w ideato a wolfsburg è ancora più potente, tanto da fare della continental gt speed la bentley più veloce della storia: ma il fatto di raggiungere i 330 km/h non ha compromesso il fascino, la qualità e addirittura il comfort del british style

Si racconta che Ferdinand Piëch, capo assoluto del gruppo Volkswagen, dopo aver acquistato la Bentley, nel 2003, se ne sia volato in Gran Bretagna, in quel di Crewe, con un pacco molto particolare.

Una maquette in legno, a grandezza naturale, del nuovo motore dodici cilindri a W, ovvero con due bancate a V che si incrociano.

Una sua idea, un propulsore innovativo lungo e largo la metà di un dodici cilindri tradizionale e che in più riprende la W della città della Casa tedesca, Wolfsburg. Piëch voleva essere certo di una cosa: che il motore si infilasse esattamente nel cofano delle auto inglesi, dei cui motori tradizionali non aveva una grande opinione.

Il W12 entrò perfettamente e da allora è diventato il motore Bentley.

Crescendo via via di potenza: sulla ristilizzata Continental di questa prova ha guadagnato altri 25 CV, arrivando così alla bella cifra di 625 a 6 mila giri.

Che dovrebbero spingerla a 330 km/h e farle bruciare lo zerocento in 4,2 secondi.

Se tenete conto che la Continental GT Speed pesa la bellezza di 2.300 chili, il lavoro a cui è chiamato il W12 non è uno scherzo.

In linea generale sono un amante delle sportive più leggere e questo tipo di auto mi è sempre sembrata una forzatura.

Perchè è sempre abbastanza difficile trovare il punto di equilibrio tra lusso e sportività, difficile conciliare prestazioni esasperate e interni da yacht.

Oggi con l’elettronica applicata anche alle... viti, il compito è più semplice, la tecnologia disponibile consente di tarare sterzo, sospensioni e risposta del motore sulla base di parametri più o meno votati al comfort o alla sportività.

Comunque per farci provare con mano che la GT Speed tiene fede al suo nome, ci hanno portati su una pista di un piccolo aeroporto a Nord di Berlino, per lanciare l’auto in totale serenità fino al massimo della velocità e divertirci a fare un po’ di slalom e frenate al limite tra i birilli.

Come documenta la foto a piè di pagina i 300 km/h li abbiamo beccati e superati di poco al terzo tentativo. Va detto che le cellule erano piazzate in modo da avere poi davanti spazio sufficiente a fermarci e con qualche centinaio di metri ancora di rettifilo sono convinto che avremmo fatto anche meglio.

Per quanto riguarda la frenata, avete la possibilità di montare i dischi carboceramici a soli 10 mila euro in più: ma, visto il prezzo dell’auto, è una scelta più che consigliabile.

Quando abbiamo inchiodato a circa 200 km/h, la Bentley coi dischi in acciaio si è fermata tre macchine più avanti rispetto alla nostra coi carboceramici.

Insomma di forza ce n’è, anche se, una volta lasciato l’aeroporto e imboccata una tranquilla provinciale tedesca, resettata la Bentley su un assetto maximum comfort, abbiamo potuto apprezzare fino in fondo che cosa vuol dire quel listino da 170 mila euro.

In due si viaggia veramente al top: i sedili sono quanto di meglio si possa immaginare, dopo la Frau di casa, la posizione di guida è eccellente, riproduzione musicale e condizionamento sono ineccepibili.

Con una differenza importante. Gli inglesi erano strana gente: spendevano migliaia di sterline in pelle, radica e legni pregiati per far sembrare l’abitacolo il salotto della regina e poi lesinavano sui particolari meccanici, i comandi secondari spesso sgraziati e con materiali modesti, Rolls e Bentley comprese.

Per non parlare dell’affidabilità meccanica: andavano trattate coi guanti bianchi, se si provava a forzare l’andatura o a strapazzarle erano guai.

Ora con la meticolosità tedesca tutto è preciso, non ci sono ripieghi, anche i pochi particolari in plastica sono di qualità e perlopiù cromati.

Per non parlare della bontà meccanica del W12 che, lo ricordiamo ha pure il doppio turbo e un cambio automatico che, se non vi va di smanettare coi paddle, infila le marce con decisione e velocità, sia in salita che in scalata.

Che anche in strada vi dà sempre una prontezza di risposta da brividi, sorpassi alla velocità della luce, riprese esagerate.

Lo sterzo e le sospensioni sembrano non faticare a tenere a bada la massa della Continental che in curva si inserisce con prontezza e mantiene la traiettoria come una palla da biliardo ben sparata, aiutata - e si sente - dalla efficacissima trazione integrale.

Insomma, un prodotto che vale tutti gli euro che richiede.

L’unico cruccio è il consumo: 5-6 km con un litro.

SCHEDA TECNICA
  • Motore
    w12 biturbo, 6.000 cc
  • Potenza
    460 kw/625 CV a 6.000 giri
  • Coppia
    800 Nm a 2.000 giri
  • Cambio
    automatico a 8 rapporti
  • Trazione
    integrale
  • Velocità max
    330 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    4,2 secondi
  • Consumo misto
    6 km/l
  • Emissioni CO2
    347 g/km
  • Dimensioni
    4,80/1,94/1,40 m
  • Bagagliaio
    358 l
IDENTIKIT
Bentley Continental GT Speed: lusso british sport Tedesco

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