Chevrolet Traz Profilo
  • pubblicato il 05-12-2012

Chevrolet Trax: la sorella yankee della mokka

di Alessandro Marchetti Tricamo

La sorella yankee della mokka

IN BREVE
Abbiamo già provato la versione americana della piccola SUV Opel. E’ funzionale e, col motore 1.400, è brillante e consuma poco.

Il segmento delle crossover compatte è il più promettente del futuro e General Motors ha deciso di giocarsi qui le tre “sorelle”: Buick Encore (non arriverà in Europa), Chevrolet Trax e Opel Mokka.

Noi, in anteprima assoluta, abbiamo provato sulle strade della California la Trax per avere un primo assaggio di questi modelli GM.

La linea è tipica del dna Chevrolet: profilo laterale muscolare e calandra anteriore massiccia, con il “cravattino” del marchio in bella evidenza.

Il risultato è molto “yankee” ma su un’auto di questo tipo ci può ben stare.

A colpire di più è l’impostazione degli interni in stile europeo: tutto è razionale, i comandi ricordano le auto GM (Chevrolet e Opel) già note e numerosi sono i vani dove riporre gli oggetti.

La Trax si presenta poi in linea con la nuova generazione digitale, grazie al sistema MyLink che collega il proprio smartphone alla vettura.

Niente più costoso navigatore (o ingombranti e antiestetici sistemi portatili): è sufficiente scaricare un’app sul cellulare per leggere, direttamente sul display della console centrale, mappe e indicazioni.

Non male. L’esemplare che abbiamo provato era equipaggiato con il 1.400 turbo a benzina da 140 CV, un motore equilibrato che garantisce potenza e coppia sufficienti.

La fluidità in basso è buona e l’ingresso del turbo, nonostante un’aerodinamica frontale non ottimale, assicura buone accelerazioni.

Semmai, qualcosa bisogna sopportare in termini di rumorosità: il cambio automatico della vettura provata (in Europa all’inizio si avrà solo un manuale a 6 marce), nelle accelerazioni più spinte, tende a tenere la Trax un po’ troppo su di giri.

Buoni anche i consumi registrati durante la prova (sebbene in quasi totale assenza di traffico): quasi 15 km con un litro di benzina (c’è lo start e stop).

Ricca la dotazione di sicurezza che comprende anche l’Hill Start Assist per le partenze in salita.

Difficile dire qualcosa sulla dinamica di guida.

Lungo le strette curve della Highway 1, in uscita da San Francisco, il rollio si è mostrato evidente, così come lo sterzo non sempre diretto. «La vettura in prova è impostata per il mercato nordamericano e canadese, per l’Europa cambierà tutto», assicura Jim Federico, responsabile di piccole e SUV di Chevrolet.

Come dire che per l’handling bisognerà attendere le versioni europee.

Una riflessione finale proprio in quest’ottica: oltre che con il 1.400 turbo a benzina, la Trax arriverà con un 1.600 aspirato, sempre a benzina, e con un 1.700 turbodiesel.

Se il 1.400 provato sembra tagliato su misura per il dna dell’auto, qualche perplessità esiste per gli altri due.

Il 1.600 ha una potenza non elevata (115 CV) e il diesel 1.7 sembra eccessivo in un periodo di downsizing: «Però garantisce consumi di 25 km con un litro ed emissioni di CO2 di 120 g/km che pongono la Trax comunque al vertice del segmento», spiega Jim Federico.

L’auto sarà disponibile in versione a 2 e 4 ruote motrici (in un secondo momento) con trasmissione tipo on demand e arriverà in Italia la prossima primavera.

SCHEDA TECNICA
  • N. cilindri/cilindrata
    4/1.364 cc
  • Potenza
    103 kW/140 CV a 6.000 giri
  • Coppia
    200 Nm a 1.850 giri
  • Cambio
    automatico a 6 rapporti
  • Trazione
    anteriore
  • Velocità max
    195 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    9,8 secondi
  • Consumo misto
    15,6 km/l
  • Emissioni CO2
    149 g/km
  • Dimensioni
    4,25/1,78/1,67 m
  • Bagagliaio
    356 dm3
  • Bollo
    269,61 euro
IDENTIKIT
Chevrolet Trax: la sorella yankee della mokka

L'opinione dei lettori