Citroen C4 Tre quarti anteriore
  • pubblicato il 15-06-2012

Citroen C4 Aircross: la francese col trucco

di Alessandro Ferrari

La francese col trucco

IN BREVE
     
Comfort
Sospensioni confortevoli e sedili comodi, peccato per la rumorosità del motore.
     
Costi
Costa di più delle concorrenti dirette a eccezione di Ford Kuga e Toyota Rav 4. Però ha una discreta dotazione di serie.
     
Piacere di guida
Motore sufficientemente potente, fluido e piacevole. Lo sterzo ha una progressione migliorabile.
     
Ambiente
Questa versione ha emissioni decisamente contenute.

Le crossover di medie dimensioni continuano a riscuotere un certo successo, nonostante la crisi del mercato.

Anzi forse proprio per questo, perché sono una soluzione che unisce praticità, modernità e un prezzo il più delle volte ragionevole.

Tutte le Case automobilistiche, quindi, cercano di offrire auto di questa tipologia.

E chi non dispone di risorse sufficienti per sviluppare un nuovo modello, si allea con altri costruttori.

E’ proprio quello che ha fatto il gruppo francese PSA che, grazie all’accordo ormai collaudato con Mitsubishi, ha realizzato due crossover sulla base della nuova generazione della ASX, quella che è stata presentata a fine 2011 al Salone di New York: la Peugeot 4008 (che per il momento non arriverà in Italia) e la Citroën C4 Aircross, che è già ordinabile e che abbiamo già provato su strada.

Della Mitsubishi ASX, la C4 Aircross riprende in toto i contenuti tecnici, essendosi i francesi limitati a ristilizzare il muso e la coda, personalizzandoli con decisione.

Insomma qualcosa di più di una semplice “marchiatura” di un altro prodotto, sul genere di quanto fatto da Fiat col Freemont.

In quest’ottica, la vettura ha un aspetto riuscito.

Il grande “double chevron” nel muso e i gruppi ottici posteriori danno un look francese alla carrozzeria, compatta ed elegante.

Gli interventi, però, finiscono qui.

Appena si sale a bordo ci si trova davanti una plancia di chiara impostazione giapponese, dominata da grandi superfici di plastica grigia dall’aspetto un po’ triste.

Solo il logo al centro del volante ricorda che l’auto porta un marchio francese.

La finitura appare buona e il montaggio sufficientemente solido, però manca quella fantasia e quell’originalità che contraddistingue le automobili Citroën.

La visibilità è discreta (in retromarcia aiuta la telecamera che fa parte di un pacchetto di optional), l’abitabilità è abbastanza buona davanti e anche dietro, dove la struttura incavata degli schienali anteriori consente di guadagnare centimetri utili per le gambe.

Promossa la capacità di carico, mentre l’accessibilità posteriore potrebbe essere migliore se le portiere avessero un grado di apertura più generoso.

Per il nostro primo contatto stradale, abbiamo scelto una versione con livello di allestimento intermedio, il motore HDi da 115 CV e la sola trazione anteriore, visto che molti acquirenti di auto di questo genere in realtà non avvertono l’esigenza di avere le quattro ruote motrici.

Con questo turbodiesel, nonostante la potenza sia relativamente contenuta, la C4 Aircross ha un comportamento piacevolmente brillante sia in accelerazione che in ripresa, anche con le marce alte.

Il motore è fluido, senza buchi o vuoti di potenza ai bassi regimi e inoltre consuma e inquina poco, anche grazie allo stop e start montato di serie.

L’unico difetto è la rumorosità a tutti i regimi, molto probabilmente dovuta all’insonorizzazione del corpo vettura, visto che si avvertono anche fruscii aerodinamici e il rotolamento delle ruote già a velocità inferiori ai 100 all’ora.

Anche questo particolare rivela l’origine orientale di quest’auto, che viene prodotta in Giappone da Mitsubishi insieme con gli altri due modelli gemelli. Cambio e sterzo hanno comportamenti discreti.

Il primo ha un’escursione della leva un po’ ampia, il secondo è leggero nelle piccole sterzate, poi tende a indurirsi sotto sforzo, comunque entrambi vanno bene per una guida tranquilla, la più indicata per questa versione.

Infine il prezzo. Su questa Citroën gravano la produzione giapponese e il trasporto, quindi costa più di una Nissan Qashqai o di una Volkswagen Tiguan.

Con al vertice della gamma la 1.8 HDi da 150 CV Executive 4x4 venduta a 33.000 euro, appena 2.695 euro meno della Range Rover Evoque di accesso!

SCHEDA TECNICA
  • N. cilindri/cilindrata
    4/1.560 cc
  • Potenza
    84 kW (115 CV) a 3.600 giri
  • Coppia
    270 Nm a 1.750 giri
  • Cambio
    manuale a 6 marce
  • Trazione
    anteriore
  • Velocità max
    182 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    10,8 secondi
  • Consumo misto
    21,7 km/l
  • Emissioni CO2
    119 g/km
  • Dimensioni
    4,34/1,80/1,63 m
  • Bagagliaio
    416/1.193 dm3
  • Bollo
    216,72 euro
IDENTIKIT
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