Citroen DS5 Tre quarti posteriore
  • pubblicato il 09-12-2011

Citroen DS5: prove tecniche di grandeur

di Alessandro Ferrari

Prove tecniche di grandeur

IN BREVE
     
Comfort
È il primo pregio della DS5: spaziosa, silenziosa e con sospensioni ad alto assorbimento.
     
Costi
Il listino di questa versione parte da quasi 35.000 euro, più gli optional a cui è difficile rinunciare.
     
Piacere di guida
Ottima per una guida tranquilla, poco adatta a uno stile sportivo.
     
Ambiente
Emissioni e consumi bassi, anche se la Hybrid4 riesce a fare molto meglio.

Volete una berlina che non dia troppo nell’occhio, comoda, affidabile e rivendibile con facilità in ogni momento? Una specie di assegno circolare? Allora saltate queste pagine e andate in una concessionaria di una Casa tedesca. Se, invece, una volta nella vita vi ritenete pronti per fare un passo originale e per portarvi a casa un’automobile vistosa, diversa dalle altre, che vi distingua dal resto del mondo e che faccia girare molte teste quando la userete, allora questo è probabilmente proprio il modello che fa per voi: la nuovissima Citroën DS5.

Stiamo parlando del terzo componente (ma non sarà l’ultimo) della linea di prodotti esclusivi inventata dalla Casa francese proprio per accontentare gli automobilisti più esigenti e (perché no?) eccentrici, ma con prezzi alla portata di tanti, visto che la meccanica è quella delle Citroën più “plebee”. Nel nostro caso, nonostante il numero 5, questa berlina/crossover utilizza il pianale allungato della C4, quello usato per la Grand Picasso, sul quale è stata modellata la nuova carrozzeria. Il look è molto filante e molto elaborato. Noi troviamo aggressivo il muso, più “normale” la coda, caratterizzata dai consueti fanalini a boomerang e dal doppio lunotto.

Fra l’altro, sul vetro inferiore, quello più verticale, è montato un tergilunotto di dimensioni lillipuziane che però ha la sua utilità, perché la coda tronca si sporca facilmente quando piove. A proposito di visibilità, quella dal posto guida si può definire buona anche in manovra e comunque è migliore di quanto ci potessimo aspettare, vista la linea di cintura così alta. Se la carrozzeria della DS5 è originale e vistosa, forse anche troppo per effetto delle numerose e spesse cromature sparse qua e là, l’interno non è da meno. I designer della Citroën dicono di essersi ispirati alla cabina degli aerei quando l’hanno progettato. Ed effettivamente questa è proprio la sensazione che si prova una volta che ci si è infilati fra la plancia e la voluminosa console centrale.

Qui il tocco di originalità è dato dai comandi nella parte centrale del tetto, che permettono di regolare la posizione del piccolo schermo dietro il volante, su cui si proiettano tachimetro e navigatore, e dalle tendine elettriche dei tetti in vetro, che sono addirittura tre: uno grande posteriore e due a pozzetto sopra le teste dei passeggeri anteriori. Lo spazio è notevole anche per cinque persone e le finiture appaiono di alto livello. In particolare, abbiamo trovato molto elegante il disegno dell’orologio rettangolare sulla plancia e un po’ “fredde” le finiture in alluminio, soprattutto le voluminose maniglie di presa nelle portiere.

I componenti, naturalmente, derivano dalla grande produzione PSA. Notevole la capacità del bagagliaio, facilmente accessibile dal grande portellone e attrezzabile secondo le esigenze personali. I tecnici francesi affermano anche di avere voluto dare un’impronta particolarmente dinamica al comportamento su strada della DS5. Ma su questo punto non siamo d’accordo fino in fondo, almeno per quanto riguarda il modello che abbiamo provato: una turbodiesel da 163 CV automatica.

Se dovessimo riassumere in una parola il nostro giudizio su questa crossover, non avremmo dubbi: confortevole. Il motore 2.0, una vecchia conoscenza, ha dato ancora una volta prova di essere molto silenzioso e anche molto generoso, grazie non solo ai cavalli di cui dispone, ma soprattutto per l’elasticità e per la rotondità di funzionamento, senza i vuoti in basso tipici di tanti turbodiesel della concorrenza. L’ottimo cambio automatico - azionabile anche manualmente ma, in questo caso, privo delle levette sul piantone del volante - fa il resto: è dolce e sufficientemente pronto.

Lo sterzo ha una buona prontezza e il leggero indurimento del volante nell’inserimento in curva dà la sensazione di tenere l’auto sempre sotto controllo. Il sottosterzo è limitato anche se non si montano gomme super ribassate, che oltretutto riducono il comfort, e i freni sono potenti e hanno una buona resistenza all’affaticamento. Un discorso a parte lo meritano le sospensioni: la DS5 è estremamente confortevole. I sedili sono ampi e comodi, le infiltrazioni di rumorosità aerodinamiche e di rotolamento sono limitate al massimo.

L’assorbimento delle irregolarità del fondo stradale è ottimo, anche quando si va veloci su asfalti piuttosto dissestati. E allora che cosa c’è che non va? Semplice: nella DS5 ci saremmo aspettati di trovare le sospensioni idrodinamiche a controllo elettronico dell’assetto. E invece niente. Su questo punto le risposte dei tecnici sono state piuttosto evasive. Probabilmente erano d’accordo con noi, ma... non potevano dirlo. La risposta, a nostro avviso, è di natura economica. Il pianale della DS5 è quello della C4 che, per essere dotato di sospensioni idrauliche, richiederebbe una spesa ingente. E probabilmente anche passare alla piattaforma della C5, questa volta predisposta, avrebbe fatto salire i costi finali per l’acquirente. Peccato.

SCHEDA TECNICA
  • N. cilindri/cilindrata
    4/1.997 cc
  • Potenza
    120 kW/163 CV
  • Coppia
    340 Nm a 2.000 giri
  • Cambio
    automatico a 6 rapporti
  • Trazione
    anteriore
  • Velocità max
    n.d.
  • Acc. 0-100 km/h
    n.d.
  • Consumo misto
    16,9 km/l
  • Emissioni CO2
    154 g/km
  • Dimensioni
    4,53/1,87/1,51 m
  • Bagagliaio
    325/1.145 litri
  • Bollo
    335,40 euro
IDENTIKIT
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