Honda CR-V 2012 - Linea laterale
  • pubblicato il 12-09-2013

Honda CR-V: l’attesa è finita ecco la baby diesel

di Valerio Boni

L’ attesa è finita ecco la baby diesel

IN BREVE
     
Comfort
Una buona abitabilità, ma il motore ha una tonalità più marcata rispetto ad altri diesel.
     
Costi
Il prezzo sarà reso noto solo a fine settembre. Ma dovrebbe rimanere sotto i 26.000 euro.
     
Piacere di guida
Si può contare su una buona dose di coppia, ma anche su un assetto irrigidito nella parte posteriore.
     
Ambiente
Difficile chiedere di più a un’auto di questa categoria. La riduzione degli attriti limita i consumi.

Honda non ha mai amato molto i motori diesel, arrivati a completare l’offerta solo dopo lunghe attese.

Il primo 2.2 è nato infatti nel 2005 e, solo ora, si aggiunge il più piccolo 1.6, più in linea con le esigenze europee e con le trappole fiscali tutte italiane. Bisogna però ammettere che coi giapponesi le attese non sono mai vane, così il 1.600 che equipaggia la CR-V dimostra di avere ottime qualità.

Se il 2.2 era nato per la Accord, il nuovo i-DTEC è progettato espressamente per auto più compatte.

Ecco allora che alla costruzione in alluminio si sono aggiunte altre tecnologie mirate a contenere pesi e consumi, che vanno dall’eliminazione dei contralberi equilibratori, a un’attenta riduzione degli attriti.

Sulla bilancia il quattro cilindri 1.6 pesa 47 kg meno del 2.2.

Se questa caratteristica non è sfruttata sulla Civic, che ha visto incrementare il suo peso, sulla SUV compatta contribuisce ad abbattere sensibilmente la massa, visto che il taglio è di 116 kg.

Per quanto riguarda la guida, in linea di massima valgono le medesime valutazioni fatte in precedenza per la CRV, con la sola differenza che risulta evidente una maggiore rigidità della parte posteriore.

Una modifica che non arriva a compromettere il comfort per chi viaggia sulla seconda fila di sedili, ma che riesce comunque a offrire una percezione di maggiore stabilità e precisione in fase di ingresso in curva.

Tuttavia la sorpresa più gradevole arriva dall’erogazione del piccolo diesel, che appare quasi più vivace (se si rinuncia ad attivare la funzione Eco) del 2.2.

Colpisce soprattutto la capacità di riprendere con qualunque marcia inserita ben sotto la soglia dei 2.000 giri, nonostante il peso da spostare superi i 1.500 kg, e la carrozzeria, come quella di tutte le SUV, non sia il top in tema di aerodinamica.

La progressione non delude, nemmeno quando si cerca di spremere tutti i 120 CV. Il brio c’è, a patto di non insistere nella ricerca dell’allungo; meglio cambiare molto prima della zona rossa.

In questo modo si ottengono benefici anche alla voce consumi: fino a 23,8 km/l.

Di questa Honda si apprezzano lo sterzo preciso, e l’agilità che si rivela preziosa in città, come sulle strade extraurbane più strette e tortuose.

SCHEDA TECNICA
  • N. cilindri/cilindrata
    4/1.598 cc
  • Potenza
    88 kW/120 CV a 3.750 g
  • Coppia
    320 Nm a 1.750 giri
  • Cambio
    manuale a 6 marce
  • Trazione
    anteriore
  • Velocità max
    180 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    12,0 secondi
  • Consumo misto
    23,8 km/l
  • Emissioni CO2
    110 g/km
  • Dimensioni
    4,30/1,77/1,58 m
  • Bagagliaio
    430 dm3
  • Bollo
    227,04 euro
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