Jeep Grand Cherokee Frontale
  • pubblicato il 25-07-2013

Jeep Grand Cherokee: se otto marce vi sembrano poche

di Andrea Rapelli

Se otto marce vi sembrano poche

IN BREVE
     
Comfort
Il diesel è un po’ rumoroso agli alti regimi, ma fruscii e pneumatici disturbano poco.
     
Costi
I prezzi si alzano del 5% rispetto al passato. Ma la dotazione è piuttosto completa.
     
Piacere di guida
Prendendo le curve velocemente, si dondola un po’. Più a suo agio in offroad.
     
Ambiente
La massa è importante e il sistema stop&start non è proprio previsto.

Quello sguardo da dura, incastonato fra le classiche sette feritoie verticali della calandra, parlano chiaro.

Anzi, chiarissimo.

E raccontano di una gran voglia di evadere, sia su strada sia fuori.

Perché è dal lontano 1992 che la Jeep Grand Cherokee si propone come trait d’union fra pietraie e passeggiate in centro.

Oggi, giunta alla quarta generazione, lo stile diventa sempre più stirato e muscoloso, nel frontale come nella coda.

E arrivano, per stare al passo con la più agguerrita concorrenza, una serie di novità che una SUV di un certo lignaggio deve avere.

Parliamo di un signor cambio automatico ZF a 8 rapporti certo, ma anche di interni profondamente rinnovati.

Arricchiti del sistema multimediale UConnect, con display touch da ben 8,4” e dalla nuovissima strumentazione TFT, che contiene una miriade di informazioni.

Basta navigare nei menu con i tasti sulle razze del volante, tanti e di qualità non eccelsa.

Come alcune plastiche, che potrebbero essere di livello più elevato.

Ciò detto, una Grand Cherokee si compra per altri motivi.

Il fuoristrada, per esempio: fra sospensioni pneumatiche Quadra-Lift, per un’escursione delle ruote fino a 28 cm, trazione integrale Quadra Drive II e programma Selec- Terrain con cinque settaggi per altrettanti tipi di fondo, c’è davvero da divertirsi.

E il (troppo breve, per la verità) test sugli sterrati siciliani ci ha dato un’idea di cosa può fare questa Jeep, che non si sente in soggezione nemmeno su fango e pietraie.

Soprattutto considerando che il peso in ordine di marcia si attesta intorno ai 2.500 kg e che le dimensioni esterne non sono proprio lillipuziane.

La situazione si ribalta sui percorsi ricchi di curve, dove la Grand Cherokee “galleggia” un po’ e soffre di uno sterzo impreciso, che non rende bene l’idea di cosa stiano facendo le ruote anteriori.

Se si eccettua una certa rombosità di fondo, il 3 litri CRD da 250 CV conquista solo lodi.

Vivace e pastoso, va d’amore e d’accordo con il cambio.

Molto buono il comportamento in autostrada, grazie a una certa cura nell’insonorizzazione e nella capacità delle sospensioni pneumatiche di incassare i colpi in velocità.

Il tutto, per prezzi che si alzano del 5% rispetto al passato.

E senza la Laredo con il CRD da 190 CV, che riusciva ad abbattere i costi di gestione.

SCHEDA TECNICA
  • N. cilindri/cilindrata
    6/2.987 cc
  • Potenza
    184 kW/250 CV a 4.000 giri
  • Coppia
    570 Nm a 2.000 giri
  • Cambio
    automatico a 8 rapporti
  • Trazione
    integrale
  • Velocità max
    202 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    8,2 secondi
  • Consumo misto
    13,3 km/l
  • Emissioni CO2
    198 g/km
  • Dimensioni
    4,88/1,94/1,79 m
  • Bagagliaio
    782/1.554 dm3
  • Bollo
    583,08 euro
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