Kia Rio Vista anteriore
  • pubblicato il 05-10-2011

Kia Rio: la Corea cala l’asso per togliere clienti a Punto & co.

di Andrea Rapelli

La Corea cala l'asso per togliere clienti a punto&co

IN BREVE
     
Comfort
Coniuga bene guidabilità e assorbimento delle sospensioni. Motore rumoroso in alto
     
Costi
Dotazione di tutto rispetto, prezzo contenuto, 7 anni di garanzia: c’è di che sorridere
     
Piacere di guida
Erogazione piuttosto piatta: restituisce sensazioni gradevoli al pilota. Motore un po’ pigro
     
Ambiente
Sorprende notare che solo il 1.100 CRDi ha il sistema stop e start. Emissioni nella norma
GALLERY

Non ce n’è: il mercato chiede vetture di segmento B. Vuoi per la ridotta capacità d’acquisto degli italiani, vuoi perché ormai queste auto possono tranquillamente fare le veci della macchina di famiglia, quella che un tempo era la classicissima berlina.

Quindi, non deve stupire se Kia ha deciso di rispolverare il nome Rio per entrare in un segmento combattutissimo, ma anche molto redditizio.

La ricetta della Casa coreana è sempre la stessa: cercare di offrire un ottimo rapporto qualità-prezzo in un involucro dal design frizzante, con dotazione degna di categorie superiori e animo “verde”.

Pur essendo tutt’altro che in discesa, la strada percorsa dal management Kia sembra proprio quella giusta. A partire dalla carta d’identità di questa piccola: la Rio nasce congiuntamente dalle matite dei designer americani (di Irvine, in California) e tedeschi, che lavorano alacremente nel quartier generale europeo di Francoforte. Il risultato è un bel passo avanti rispetto al passato: mascherina riconoscibile fra mille, fiancate alte e possenti, posteriore “sodo”.

E la possibilità, da gennaio 2012, di avere la versione a tre porte.

Dobbiamo dirvi, però, che l’accessibilità, anche con le cinque aperture, non soddisfa appieno: per accomodarsi dietro i più alti dovranno piegare il collo e con tutta probabilità, una volta seduti, la testa sfiorerà il padiglione. Colpa dei montanti posteriori, che pregiudicano anche la visibilità in manovra. In più, il lunotto è piccolo.

Per contro, a un primo approccio non si ravvisano sbavature all’interno. La plancia con la fascia centrale in materiale morbido è riservata solo all’allestimento Ex Plus ma, durante il nostro test-drive, non abbiamo notato scricchiolii o rumori parassiti.

La ricchezza di vani portaoggetti fa passare in secondo piano un look interno non proprio da urlo: c’è di buono che si ha sempre sotto controllo il traffico, grazie al parabrezza di dimensioni generose e alla posizione di guida alta. Regolati - su misura - volante e sedile, siamo pronti per appurare se il salto qualitativo c’è stato anche su strada.

Le prime impressioni sono positive: nel traffico facciamo conoscenza con uno sterzo leggero, forte di un rapporto demoltiplicazione ben calibrato, che non costringe a sbracciarsi troppo nelle manovre.

Se il caos del centro di Lisbona (che ha ospitato il nostro test) ha messo in luce i già citati problemi di visibilità posteriore, ai tecnici Kia va dato il merito di avere sviluppato con attenzione le sospensioni. Perché, pur essendo equipaggiata con i cerchi da 17” (400 euro, solo su Ex Plus) la nostra Rio s’irrigidisce fastidiosamente solo in presenza delle asperità più secche e difficili.

Bene l’accoppiata frizione-cambio: la prima è morbida, il secondo preciso.

Usciamo dalla città e i limiti del 1.200 a benzina con variatore di fase da 85 CV escono allo scoperto: fluido e disponibile a prendere i giri, sconta una coppia un po’ in alto, con il picco a 4.000 giri. Così, ci si trova a spingere più di quanto si vorrebbe sull’acceleratore.

Ciò detto, il telaio risponde con piglio deciso e risoluto fra le curve: pochi movimenti della scocca, feeling assolutamente non sportivo, ma più che gradevole, questo sì.

Come lo sterzo, che soddisfa per prontezza e precisione, senza però restituire ai polpastrelli l’esatta percezione di cosa stiano facendo le ruote anteriori. Un peccato veniale se consideriamo che i freni possono vantare un pedale dall’attacco pronto e esuberante, quasi da sportiva.

Oltre al 1.200 a benzina ci sono anche un 1.100 CRDi da 75 CV che dichiara consumi ed emissioni da record (27,8 km/l e 84 g/km di CO2) e un 1.400, sempre turbodiesel, da 90 CV e 24,4 km/l nel ciclo combinato.

Tutt’altro che da sottovalutare, la garanzia, ormai un cavallo di battaglia del marchio: 7 anni o 150.000 chilometri.

SCHEDA TECNICA
  • N. cilindri/cilindrata
    1.248 cc
  • Potenza
    63 kW/85 CV
  • Coppia
    121 Nm a 4.000 giri
  • Cambio
    manuale a 5 marce
  • Trazione
    anteriore
  • Velocità max
    172 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    13,1 secondi
  • Consumo misto
    20 km/l
  • Emissioni CO2
    114 g/km
  • Dimensioni
    4,05/1,72/1,46 m
  • Bagagliaio
    288/923 dm3
  • Bollo
    162,54 euro
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