• pubblicato il 01-09-2016

Kia Optima Sportswagon 1.7 CRDI: la Corea gioca la sua carta

di Francesco Neri

La nuova station coreana si dimostra agile nella guida e curata nelle finiture e nell’allestimento, il tutto ad un prezzo allettante

IN BREVE
     
Comfort
Elevato, la Optima è ben insonorizzata e gli ammortizzatori copiano bene le irregolarità. Lo spazio a bordo è generoso.
     
Costi
Ad un prezzo di circa 31.000 euro la Class ha di serie quello che serve e anche di più, mentre il consumo 4,2 l/100 km è notevole per una station di questa stazza.
     
Piacere di guida
Ci è piaciuto lo sterzo pronto, così come il cambio automatico rapido e puntuale, l’assetto è più votato al comfort che alla guida sportiva
     
Ambiente
Emissioni di 116 g/km di CO2 sono da pollice verde.

Una linea sinuosa, spazio in abbondanza e un prezzo competitivo: Kia raccoglie in 4,85 metri il meglio di quello che sa fare, e il risultato si chiama Optima Sportswagon. La station wagon coreana - rivale Ford Mondeo e Renault Talisman e Opel Insignia, per capirci - appare snella e grintosa, grazie anche ai fari a LED sottili e alle linee tese lungo le fiancate; linee che mascherano bene i 485 cm di lunghezza e 186 di larghezza.
Se c’è una cosa che non manca è lo spazio: dietro stanno comodi anche i passeggeri più alti, grazie ad una seduta sdraiata e ad un passo di 2,8 metri che permette cm in abbondanza; il bagagliaio da 552 litri è di facile accesso e “quadrato” quanto basta e, grazie alla possibilità di abbattere i sedili nella configurazione 40:20:40, supera i 1600 litri.

CURA PER I DETTAGLI

Gli interni della Kia Optima Sportswagon sono ordinati e semplici, ma non per questo austeri. Troviamo pelle morbida sulla parte superiore della plancia, inserti in simil-alluminio attorno al vano porta oggetti vicino al cambio, un cielo morbido al tatto e plastiche dure dall’aspetto solido. Non siamo ai livelli di una premium, ma lo standard qualitativo raggiunto da Kia è lodevole.
Anche la strumentazione è ben studiata: molto “Audi” il tachimetro e il contachilometri, mentre lo schermo touch da 7 pollici (8” a richiesta) ha i tasti fisici dove servono ed è ben integrato nella plancia e nella parte inferiore trova posto anche un vano dotato di ricarica wireless per lo smartphone. I sedili regolabili elettricamente sono dotati di memoria, oltre ad essere riscaldabili e refrigerabili, e tra i sistemi di sicurezza troviamo la frenata automatica, il sistema di mantenimento della corsia, il cruise control adattativo, l’avviso di angolo cieco e i sistemi di aiuto al parcheggio.

UN MILLESETTE CHE FA IL DUEMILA

La Kia Optima Sportswagon sarà ordinabile dal mese prossimo in due versioni: la diesel 1,7 CRDI da 141 CV e la GT 2.0 turbo benzina da 245 CV, ma concentriamoci sulla versione a gasolio.
Il motore quattro cilindri 1,7 litri produce 141 CV e 340 Nm di coppia a soli 1.750 giri, valori degni di un 2,0 litri, ma con consumi decisamente inferiori. La Casa dichiara una media di 4,2 litri/100 km e 116 g/CO2, mentre lo 0-100 km/h viene coperto in 11 secondi.
Per ora è disponibile solo con il cambio automatico doppia frizione a sette rapporti, ma presto arriverà anche la versione manuale a 6 marce.

KIA OPTIMA PHEV

In arrivo anche una versione della Kia Optima Ibrida Plug-In (bisognerà attendere il 2017 per la Sportstwagon) capace di 54 km di autonomia in modalità elettrica, che diventano circa 1000 km con l’aggiunta del motore 2.0 CDI a benzina a iniezione diretta. Le batterie al litio da 9.8 kWh producono 50 Kw, mentre la potenza complessiva (motore a benzina + elettrico) è di 205 CV e 375 Nm. Il sistema Plug-In nel ciclo di omologazione produce solo 37 g/km di CO2.

ALLA GUIDA DELLA OPTIMA

La Kia Optima Sportswagon sorprende per le sue doti di maneggevolezza e per la guida vellutata. Il volante dal diametro ridotto ha una bella impugnatura, ma quel che fa più piacere è che è collegato ad uno sterzo pronto e preciso, anche se un po’ filtrato.
Non sembra di avere un “millesette” sotto il cofano, almeno finché si viaggia tranquilli: la coppia è generosa fin dai bassissimi regimi (340 Nm a 1.750 giri) e l’elasticità e la progressione sono da cubatura maggiore. Solo superando la soglia dei 3.000 giri si sente la mancanza di quei centimetri cubici ma, anche se qualche cavallo in più non si disdegna mai, il 1.7 CRDI non risulta per niente sottodimensionato. Il cambio DCT a sette rapporti aiuta il motore a dare il meglio, cambiando con rapidità e dolcezza, anche in modalità manuale.

Gli ammortizzatori regolabili, poi, permettono di regolare la guida secondo il proprio umore, proponendo tre settaggi ben calibrati e mantenendo sotto controllo il rollio anche nel setup più morbido, garantendo sempre una guida fluida. Tuttavia le strade che circondano Monaco di Baviera non ci hanno permesso di mettere sotto sforzo la vettura o di stressare le sospensioni su terreni più sconnessi, quindi riserviamo il giudizio definitivo per la prova su strada di lunga durata.

INCLUSI NEL PREZZO

I prezzi della Kia Optima Sportwagon non sono ancora stati definiti nel dettaglio, ma sappiamo che la versione 1.7 CRDI diesel manuale con allestimento Class sarà sotto la barriera dei 31.000 euro, mentre con l’automatico doppia frizione DCT costerà circa 32.000 euro.

L’allestimento Class monta già tutto ciò che serve: cerchi da 17”, navigatore con schermo da 7 pollici e clima automatico bizona. La versione GT Line, invece, aggiunge cerchi da 18”, minigonne nere, impunture rosse a sulla plancia, pedaliera in alluminio con il pedale dell’acceleratore incernierato e impianto Hi-Fi Harman Kardon con amplificatore da 490 Watt.

SCHEDA TECNICA
  • LUNGHEZZA
    485 cm
  • ALTEZZA
    147 cm
  • LARGHEZZA
    186 cm
  • MOTORE
    1,7 Litri quattro cilindri diesel
  • BAGAGLIAIO
    552 litri
  • POTENZA
    141 CV
  • COPPIA
    340 Nm a 1.750 giri
  • CAMBIO
    Manuale 6 rapporti/Automatico 7 DCT
  • 0-100 Km/h
    11 secondi
  • Velocità massima
    ND
  • CONSUMO
    4,2 l/100 km
  • PREZZO
    Da definire (meno di 31.000 euro Class manuale, 32.000 Class DCT)
IDENTIKIT
Kia Optima Sportswagon 1.7 CRDI: la Corea gioca la sua carta

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