Mercedes Classe GLK: meno spigolosa sempre efficace

  • Mercedes GLK 2012 - Posteriore
    • Comfort
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    • Comoda e silenziosa, è paragonabile a SUV appartenenti a segmenti di mercato superiori.
    • Costi
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    • Gli allestimenti sui quali Mercedes Italia ha deciso di puntare sono forse un po’ troppo impegnativi.
    • Piacere di guida
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    • Un’auto da guidare in modo tranquillo. Lievemente “pigra” in fase di inserimento in curva.
    • Ambiente
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    • Lo stop e start è di serie; Audi Q3 e BMW X3 hanno livelli lievemente più bassi.

IN BREVE

 

Identikit

N. cilindri/cilindrata 4/2.143 cc
Potenza 125 kW/170 CV a3.200 giri
Coppia 400 Nm a 1.400 giri
Cambio automatico a 7 rapporti
Trazione integrale
Velocità max 205 km/h
Acc. 0-100 km/h 8,8 secondi
Consumo misto 16,3 km/l
Emissioni CO2 159 g/km
Dimensioni 4,53/1,84/1,66 m
Bagagliaio 450/1.550 dm3
Bollo 354,75 euro

Sembra che anche i più scettici abbiano ormai imparato ad apprezzare il ruolo che la classe GLK si è ritagliata nel settore delle SUV compatte di lusso, superando le critiche, soprattutto iniziali, sulle forme squadrate della carrozzeria.

Adesso, a cinque anni circa dal lancio, Mercedes propone un restyling esterno e interno. La carrozzeria adotta nuovi gruppi ottici anteriori e posteriori di forma più arrotondata, con luci a led e una nuova calandra meno spigolosa, che si distingue nelle versioni Sport e Premium.

Quella del nostro test è la Premium, che viene venduta con il pacchetto AMG: la dotazione prevede l’assetto sportivo, paraurti anteriore, posteriore e sottoporta in tinta, griglia specifica e cerchi AMG in lega da 19” a 5 razze.

All’interno, troviamo i sedili sportivi in pelle ecologica, la pedaliera sportiva in acciaio e una profonda rivisitazione della plancia, disponibile sia con finiture in alluminio sia in legno. L’intervento include anche un nuovo quadro strumenti.

Infine è stato rivisto il disegno delle bocchette di aerazione, alle quali è stato dato un fascino leggermente “vintage” (che peraltro non stona per nulla) e nei modelli dotati di cambio automatico la leva è stata trasferita sul piantone dello sterzo.

Il risultato, in termini pratici, si è tradotto in un’area libera che è stata occupata da un capiente e utile vano portaoggetti.

Il nostro test si è concentrato sulla 220 CDI BlueEfficiency da 170 CV.

Una potenza assolutamente onesta, in grado di fornire le risposte che ci si attende dalla GLK.

I 400 Nm di coppia motrice a partire da 1.400 giri assicurano una discreta reazione quando si affonda il piede sull’acceleratore.

Su strada, quindi, la 220 CDI è un’ottima compagna di viaggio, a patto che non si chiedano prestazioni sportive, che sono comunque del tutto fuori luogo per un’auto di questo genere.

Lo sterzo è un po’ insensibile, soprattutto se si viaggia su strade con asfalto a scarsa aderenza. Ma si tratta di sensazioni assolutamente secondarie rispetto alla lista di doti apprezzabili che la GLK riesce a regalare all’automobilista di tutti i giorni, che la può usare tranquillamente per viaggiare in città e sulle lisce strade asfaltate, ma volendo anche per affrontare momenti di difficoltà.

Infatti, dotata di quattro gomme tassellate, la GLK riesce ad affrontare dei tratti off-road davvero impegnativi.

Come abbiamo sperimentato nel nostro test. Chi vuole fare altrettanto, però, deve mettere mano al portafogli, aggiungere 714 euro e acquistare il Pacchetto Tecnico Offroad.

Così, con la semplice pressione su un tasto, si entra in modalità fuoristrada, la GLK modifica i parametri del cambio e dell’acceleratore e si muove con agilità anche sui terreni davvero difficili.

In queste situazioni è utile la carrozzeria rialzata da terra di 30 mm, che amplia gli angoli di attacco e di uscita dai dossi.

In caso di discese ripide e viscide, poi, nessun problema, perché interviene il DSR, in pratica un regolatore della velocità.

Non serve accelerare o frenare.

Mercedes Classe GLK: meno spigolosa sempre efficace

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