• pubblicato il 04-07-2011

Mercedes SLK: tutto il piacere della spider

di Andrea Rapelli

Tutto il piacere della spider

IN BREVE
     
Comfort
A capote aperta i fruscii sono contenuti, ma l’assetto è votato alla rigidezza, pur senza eccessi.
     
Costi
Basta davvero poco per veder lievitare il conto finale a dismisura: attenti agli optional.
     
Piacere di guida
L’anima sportiva si nota fin dalle prime curve: poco rollio, molta precisione.
     
Ambiente
Le emissioni sono piuttosto contenute anche grazie allo stop e start montato di serie.

Le nubi minacciose che circondano il Teide, il vulcano che domina Tenerife imbiancato da una neve fuori stagione, non sono proprio lo scenario ideale per iniziare la prova su strada di una roadster. Tuttavia, alcuni raggi di sole lasciano acceso un barlume di speranza. La prima cosa da fare è, naturalmente, premere il tasto sul tunnel centrale che permette di ripiegare nel bagagliaio, in 20 secondi, il nuovo tetto in magnesio, più leggero di 6 kg. E poi c’è il contributo dell’alluminio per cofano e parafanghi, col risultato di limare altri 13 kg, per un totale di 19. Se, come vedremo, tutto ciò ha contribuito a creare una SLK precisa su strada come mai prima d’ora, non si può fare a meno di notare il cambiamento, piuttosto radicale, nelle linee della carrozzeria: taglienti, come vuole l’ultima tendenza Mercedes, ma anche smussate, per un mix - va detto subito - piuttosto intrigante.

LO STILE VIENE DALLA SLS

Con il tetto aperto e il motore ancora spento, fa piacere notare che la plancia è stata totalmente rivista: le bocchette dell’aria “stile SLS” arricchiscono un quadro già positivo, composto da plastiche gradevoli al tatto e totale assenza di scricchiolii. Davanti al guidatore, troviamo quattro classici strumenti circolari e un volante inedito, da impugnare al volo per godersi questa spider. I raggi di sole che filtrano dalle nubi si fanno sempre più insistenti e il giubbotto diventa improvvisamente un accessorio di troppo. Peccato che, non essendoci alcun ripostiglio dietro i sedili, vada obbligatoriamente relegato in un vano bagagli generoso, più che adeguato per le esigenze di un weekend in coppia: 174 litri a tetto ripiegato, che diventano 335 con l’automobile chiusa. Ora finalmente si parte!

MOTORI GENEROSI

Il ventaglio di propulsori, al momento tutti a benzina a iniezione diretta, comprende due 4 cilindri (che sono montati sulla versione 200 da 184 CV e 250 da 204 CV) e un 6 cilindri a V di 3,5 litri capace di sviluppare ben 306 CV. Per cominciare, gustiamoci il più piccolo 2.0, che va a sostituire il 200 Kompressor, che fino a oggi è stato il re delle vendite nel nostro Paese. L’impressione è che questo 4 cilindri sappia il fatto suo. Pronto a spingere già prima dei 2.000 giri, è stato concepito per dare il meglio proprio nella fascia intermedia, che poi è quella che si sfrutta di più. Così, sul misto, si può lasciare il cambio manuale, ancora un filo legnoso ma corto e piuttosto preciso negli innesti, in terza marcia e gustarsi l’allungo. Volendo, si può avere la trasmissione automatica 7G Tronic (2.448 euro), che gioca la sua migliore carta nella dolcezza di funzionamento, sacrificando al contempo un po’ di rapidità nei passaggi da un rapporto all’altro. La vera sorpresa però è un’altra e non può che far piacere a chi ama divertirsi alla guida: con il Dynamic Handling Package (per il quale è richiesto un supplemento di 1.188 euro) la SLK dichiara guerra ai percorsi tortuosi, visto che si può contare su un assetto ribassato, sospensioni attive e uno sterzo diretto che, grazie alla particolare dentatura della cremagliera (con la spaziatura dei denti più diradata al centro e più fitta ai lati) varia meccanicamente il rapporto di sterzata, pur utilizzando il medesimo servocomando idraulico delle altre versioni. Effettivamente, così equipaggiata, la nuova Mercedes SLK dimostra una precisione e una reattività sconosciute, in passato, anche alla versione AMG, la più sportiva della gamma. Lo sterzo, che diventa molto diretto dopo circa un quarto di giro, aiuta nelle curve più strette e la resistenza al sottosterzo è davvero notevole per un’automobile che, in ordine di marcia, raggiunge pur sempre un peso di 1.435 kg. In configurazione normale, invece, la SLK prende le sembianze della Mercedes che tutti conoscevamo e il piacere di guida, pur rimanendo gradevole, cala di qualche punto. La versione 350, invece, ha un gran motore, voglioso di prendere i giri e quasi rabbioso oltrepassata quota 5.000, ma sconta una certa pigrizia dell’automatico 7G Tronic, di serie, che predilige i ritmi rilassati a quelli da prova speciale.

IL GIOCO DEGLI OPTIONAL

Appurato che la nuova SLK ha potenzialità e limiti molto alti, siamo anche consapevoli che da una Mercedes è giusto aspettarsi pure una buona dose di comfort. A tal proposito, la protezione dall’aria a tetto aperto non presta il fianco a critiche e, nelle fresche giornate primaverili, ma anche nei soleggiati pomeriggi invernali, l’Airscarf (492 euro, ma solo in abbinamento con gli interni in pelle) offre un caldo abbraccio che cinge il collo. In città, poi, si rivela molto utile lo stop e start. Dulcis in fundo, il capitolo sicurezza, che si arricchisce con il Pre-Safe (396 euro) capace di minimizzare le conseguenze di un eventuale incidente e con il Distronic Plus (1.860 euro), il cruise control attivo in grado di arrestare automaticamente l’auto nel caso si rischi un tamponamento. Il rovescio della medaglia? Tutto questo ha un prezzo che può anche essere molto alto.

SCHEDA TECNICA
  • N. cilindri/cilindrata
    4/1.796 cc
  • Potenza
    135 kW/184 CV
  • Coppia
    270 Nm a 1.800 giri/min
  • Cambio
    manuale a 6 marce
  • Trazione
    posteriore
  • Velocità max
    240 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    7,3 secondi
  • Consumo misto
    15,6 km/l
  • Emissioni CO2
    149 g/km
  • Dimensioni
    4,13/1,81/1,30 m
  • Bagagliaio
    225/335 litri
  • Bollo
    393,45 euro
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