Mini Cooper SD Profilo
  • pubblicato il 24-08-2011

Mini Cooper SD: maxi divertimento con il superdiesel

di Stefano Cossetti

Maxi divertimento con il superdiesel

IN BREVE
     
Comfort
A bordo della Mini le esigenze di comfort vanno assolutamente lasciate a casa.
     
Costi
Rispetto alle concorrenti il prezzo è superiore. La Mini gioca sul fattore esclusività del brand.
     
Piacere di guida
Un’automobile molto piacevole da usare, quasi emozionante sul misto veloce.
     
Ambiente
Le emissioni risultano molto basse, grazie a stop e start, frenata rigenerativa e suggeritore di cambiata.

In un mondo uniformato a schemi e modelli ricorrenti, Mini riesce sempre a dare una lezione d’originalità. Pertanto, quando si prende posto nella nuova SD è meglio non dare nulla per scontato. Pazienza per il prezzo impegnativo, pazienza per la quasi totale assenza di comfort se la strada non è un tavolo da biliardo… Insomma, pazienza su tutto, ma non sul due litri turbodiesel progettato da BMW che, messo per la prima volta dentro il cofano della Mini, dà all’inglesina di origine (ma tedesca d’adozione) un’ulteriore spinta verso un nuovo pubblico.

La considerazione più ovvia è che un propulsore da 143 CV era ciò che ci voleva e non ci sono dubbi. L’Appennino bolognese si è ben prestato a farci da palestra sulla quale affrontare una serie d’esercizi muscolari, avendo per protagonista il quattro cilindri dotato di 305 Nm di coppia massima. Che in realtà si rivela un’autentica delizia quando la strada incomincia a salire e non solo voi non ve ne accorgete, ma se “puntate” la corda della curva, sarete presto ben consapevoli che l’effetto kart si farà sentire in termini di precisione e di rispetto della traiettoria, anche grazie alle gomme 205/45 R17 calzate dalla nostra Mini SD in versione cabrio.

Lo sterzo, in modalità sport, migliora inoltre la risposta, alla pari dell’erogazione della potenza in fase di accelerazione. L’esuberanza del motore si avverte già da 1.750 giri con la certezza che quando si affonda il piede si ottiene una robusta risposta. Il cambio a 6 marce suggerisce di non cercare la coppia fino all’ultimo, anche per evitare un sound che a tetto aperto può diventare un po’ invadente. In sesta, poi, ad andatura di riposo, tutto rientra nella norma e ci si riconcilia velocemente con questo autentico simbolo glamour. Insomma, diciamo che la soluzione chiamata SD (vale per tutta la gamma Mini) è quel che ci voleva per dare pepe a chi preferisce ancora la scelta del diesel, peraltro in chiave ecologica grazie ad alcuni dispositivi specifici: Brake Energy Regeneration, stop e start e indicatore di cambiata.

Tutto ciò (unito al common-rail), vale 118 grammi di emissioni al chilometro, secondo le norme Euro 5 (gli altri modelli in gamma fanno ancora meglio). Per chi non ha problemi a spendere altri 1.780 euro c’è un cambio automatico che consente pure di non togliere le mani dal volante (ci sono i paddle); in questo caso non vi accorgereste che una pedaliera poco allineata non consente un’ottimale manovra in scalata, quando invece un colpetto d’acceleratore mentre si frena favorirebbe l’inserimento del rapporto desiderato. Piccoli dettagli che la Mini si fa perdonare, compresa la problematica regolazione dello schienale del sedile.

All’interno non ci sono novità salienti e l’ambiente è tipicamente Mini. Ci sono 12 soluzioni di allestimento, che spaziano dalla stoffa alla pelle, compresa la soluzione mista tessuto-pelle. Di nuovo, c’è anche la connessione per l’iPhone. Per scaricare l’applicazione ci vogliono 170 euro. Ben poco rispetto ai 30.051 del prezzo d’acquisto dell’auto.

SCHEDA TECNICA
  • N. cilindri/cilindrata
    4/1.995 cc
  • Potenza
    105 kW/143 CV
  • Coppia
    305 Nm a 1.750 giri
  • Cambio
    manuale a 6 marce
  • Trazione
    anteriore
  • Velocità max
    210 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    8,7 secondi
  • Consumo misto
    22 km/l
  • Emissioni CO2
    118 g/km
  • Dimensioni
    3,72/1,68/1,41
  • Bagagliaio
    125/660 dm3
  • Bollo
    277,35 euro
IDENTIKIT
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