Mini Roadster Vista laterale
  • pubblicato il 09-04-2012

Mini Roadster: il ritorno della spiderina

di Renato Dainotto

Il ritorno della spiderina

IN BREVE
     
Comfort
Con la capote chiusa non si viaggia male. Open air gli spifferi si sentono. Dure le sospensioni.
     
Costi
Il prezzo è elevato, mala dotazione è buona e i consumi di benzina non fanno paura. Bassa la svalutazione.
     
Piacere di guida
Affilata e divertente come e più di tutte le Mini. Un’auto pensata per chi ama guidare da una curva all’altra.
     
Ambiente
Emissioni basse,indicatore di cambiata e stop e start: quindi è OK.

La Mini Roadster è ancora più british con l’abitacolo a due posti coperto da una piccola, ma robusta capote in tela.

Il passaggio da coupé a spider è più che riuscito.

L’auto ha una linea filante e proporzionata e il tettuccio in tela porta con sé la piacevole nostalgia delle roadster inglesi.

Le analogie finiscono qui, però.

Perché la Mini Roadster sfodera un comportamento stradale e un livello di comfort impensabili per le antenate scoperte “made in UK”.

In curva o sullo sconnesso, l’auto sta insieme: vogliamo dire che il parabrezza resta bello fermo e tutta la componentistica interna non traballa,grazie alla scocca rinforzata con la cornice del vetro antischiacciamento in caso di ribaltamento.

La capote di tipo multistrato assicura poi un efficace isolamento acustico e termico.

Cioè permette al climatizzatore di raggiungere alla svelta la temperatura impostata e non costringe ad alzare il tono di voce per conversare in velocità.

Abbassando il tettuccio, però, non aspettatevi miracoli:anche con il frangivento montato (200 euro),di aria se ne prende parecchia.

Uno scotto da pagare per godersi la guida a cielo aperto.

Un leggero fastidio che si dimentica dopo qualche chilometro, perché si viene inesorabilmente coinvolti dal sound del motore sovralimentato da 184 CV e dall’assetto che guida le ruote nelle curve con precisione da chirurgo.

L’auto volta subito, alla minima rotazione del volante, e non flette sulle sospensioni, con la carrozzeria che resta piatta e ben appoggiata sulle gomme generose.

Così,cambi di direzione, curve veloci o lente non mettono in difficoltà, grazie anche all’abbondanza di elettronica per aiutare il guidatore: dall’ESP (di serie) al differenziale elettronico (205 euro).

Il motore è il solito della Cooper S: potente, ma razionale nella richiesta di benzina, grazie all’iniezione diretta.

Tra le novità della Roadster anche l’interfaccia con il telefonino (505 euro).

Usando l’iPhone si può navigare su Internet,ascoltare la webradio, attingere agli mp3 con l’ascolto anche in modalità dinamica, cioè il ritmo della musica segue quello dello stile di guida.

Ovviamente si può anche usare l’interfaccia per telefonare a mani libere, nel massimo rispetto del Codice.

La Mini Roadster è disponibile in tre varianti a benzina: Cooper 24.950 euro, Cooper S29.950 e John Cooper Works 34.800.

Poi c’è la Cooper SD a gasolio a 30.950 euro.

Insomma i prezzi non sono popolari, tuttavia l’auto è di qualità e dovrebbe mantenere un buon valore nel tempo.

SCHEDA TECNICA
  • N. cilindri/cilindrata
    4/1.598 cc
  • Potenza
    135 kW/184 CV a 5.500 giri
  • Coppia
    260 Nm a 1.730 giri
  • Cambio
    manuale a 6 marce
  • Trazione
    anteriore
  • Velocità max
    227 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    7 secondi
  • Consumo misto
    16,7 km/l
  • Emissioni CO2
    139 g/km
  • Dimensioni
    3,73/1,68/1,38 m
  • Bagagliaio
    240 litri
  • Bollo
    393,45 euro
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