Opel Astra Sports Tourer Tre quarti anteriore
  • pubblicato il 28-02-2012

Opel Astra SW: la tecnologia diventa qui molto familiare

La tecnologia diventa qui molto familiare

IN BREVE
Abbaglianti automatici, strumentazione che cambia colore, sospensioni attive. Elegante e pratica, la wagon tedesca sa però mantenere la “muscolosità” della berlina da cui deriva.

Per i designer il compito più arduo è quello di creare una station wagon spaziosa che non sacrifichi lo stile e l’eleganza della berlina con cui condivide metà della carrozzeria.

Per l’Astra, i tedeschi della Opel hanno fatto un bel lavoro: un’auto elegante, ma anche spaziosa e funzionale.

L’Astra Sports Tourer si ingrossa rispetto alla serie precedente (4,67 m) e mantiene la muscolosità della berlina: la parte anteriore è la medesima, stessa griglia e fari uguali, mentre la novità comincia dal montante centrale dove i vetri laterali che scorrono lungo la fiancata si restringono verso la coda, in cui si trovano i fari curvilinei di giusta proporzione che non appesantiscono la forma.

L’interno, ormai noto, è dominato da una plancia importante e fin troppo ricca di comandi più o meno intuitivi e che creano un po’ di confusione.

I sedili, in pelle e con supporto lombare, sono di grande impatto, ma la regolazione è manuale e trovare la posizione di guida ideale è un’operazione chirurgica.

Il bracciolo centrale, poi, tende a scorrere indietro quando ci si appoggia in modo deciso.

Il clima automatico bizona è all’altezza delle aspettative, funziona in modo ottimale ed è ben regolabile, ma pecca per la mancanza delle bocchette posteriori.

L’abitacolo è spazioso, si sta comodi anche in cinque (senza doversi toccare troppo) e lo spazio per le gambe dei passeggeri è più che discreto.

Le finiture, tuttavia, non sono sempre impeccabili: alcune plastiche sono troppo rigide.

Il propulsore diesel 2 litri da 165 cavalli spinge grazie all’abbondante coppia (350 Nm a soli 1.750 giri), garantendo riprese brillanti e coprendo il classico 0-100 km/h in 9,3 secondi.

Tenendo giù il piede destro allunga fino a quota 4.000 giri, regime da cui la turbina termina di pompare e la spinta cala.

Per fortuna i consumi non risentono troppo dello stile di guida e percorrere 14,5 km/l non è difficile.

Così i costi di gestione non si impennano.

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