• pubblicato il 02-07-2011

Peugeot 508 SW: ambizioni da ammiraglia

di Paolo Gavazzi

Ambizioni da ammiraglia

IN BREVE
     
Comfort
Insonorizzazione eccellente e nessun fruscio. Si avverte solo qualche leggero scricchiolio.
     
Costi
Il prezzo di listino è allineato a quello delle rivali dirette. Consumi mediamente contenuti.
     
Piacere di guida
Il motore è potente quanto basta. Bene cambio e sterzo.
     
Ambiente
Coefficiente aerodinamico pari a 0,26 e peso ridotto rispetto alla 407. Ma le emissioni di CO2 sono di 149 g al km.

Che strana sensazione, alla vista della nuova 508. È una Peugeot che più Peugeot non poteva essere. Eppure è completamente diversa dalle sorelle. È un modello interamente nuovo, ma le sue linee non presentano nulla di rivoluzionario. Ha un aspetto raffinato e imponente, ma al tempo stesso un’aria normale, quasi comune. Una vettura interessante, che va a sostituire l’ormai affaticata 407 (lanciata nel 2004), naturalmente in entrambe le principali configurazioni, berlina e SW, con quest’ultima, ancora, destinata a far la parte del “leone” sul mercato. Imponente si diceva. Perché, rispetto alla 407, la nuova nata misura altri 5 cm in più, arrivando alla bellezza di 4,81 m di lunghezza (la berlina si ferma a 4,79 m con una crescita di ben 10 cm). Il che conferma che con questo modello i vertici Peugeot intendono coprire lo spazio di mercato di pertinenza della 407 colmando anche il vuoto che sta lasciando l’ammiraglia 607 (praticamente un fantasma).

In ogni caso la nuova nata avrà il suo bel d'affare nel farsi spazio su un mercato da sempre strategico, ma soprattutto affollatissimo di modelli tutti piuttosto recenti o comunque vincenti: la Opel Insignia, la Ford Mondeo e soprattutto la rinnovata VW Passat, star di questo settore di mercato. Ma la Peugeot dorme sonni tranquilli e già prevede di vendere, solo in Italia, 7.200 esemplari nel 2011. La 508 è un’auto concreta, senza troppi fronzoli, quasi esente da critiche. La prima cosa che colpisce, dopo essere saliti a bordo, è la spaziosità dell’abitacolo. Non tanto sui sedili anteriori, comunque ben conformati, comodi, non c’è che dire. Soprattutto dietro, da “executive”, con una generosità encomiabile in senso longitudinale, ma anche in larghezza. Per non parlare del bagagliaio, e non soltanto quello della SW.

Ora però, torniamo al posto di guida. Come detto, nessuna rivoluzione ci attende, quanto piuttosto un senso di accoglienza noto, con un design dalle linee rassicuranti, mai estreme. Non ci sono voli pindarici: la strumentazione è come e dove deve essere, senza eccessive complicazioni o informazioni in eccesso. Spicca il nuovo head-up display con le scritte colorate proiettate ad altezza dello sguardo di chi guida, così come è comodo il Peugeot Connect stile Audi/ BMW, con la manopola centrale e quattro pulsanti esterni (per navigazione, informazioni sul traffico, musica, e sistemi multimediali). La 508 è disponibile in cinque versioni: Access, Active, Allure, Business, Gt (quest’ultima solo con l’inedito 2.2 turbodiesel da 204 CV). L’ordine è alfabetico e al tempo stesso crescente in termini di completezza: si tratta di denominazioni tutte nuove che saranno l’alfabeto delle prossime Peugeot.  Una volta avviato il motore, si  apprezza la minima rumorosità  del turbodiesel, mentre alle  alte velocità i fruscii dell’aria  sono quasi inesistenti. L’unico  disturbo è dato da qualche  scricchiolio della plancia. Strano,  perché le plastiche sono di  buona qualità, così come gli altri  materiali di rivestimento.  L’impressione è comunque di  una vettura robusta, concreta.  In marcia ci ha stupiti l’assetto,  che ci è apparso sostenuto,  quasi rigido; i pregiudizi sulle  auto francesi tutte soffici ormai  sono sfatati... Nessun problema,  comunque: al massimo  si avverte qualche leggero sobbalzo  sulle asperità più secche.

Per il resto, la vettura, nonostante  la mole, si lascia guidare  bene, dimostrandosi persino agile nei percorsi più mossi.  Naturalmente il sottosterzo  la fa da padrone se si affrontano  le curve in modo un po’  guascone. Ma è un segnale di  sicurezza, lasci l’acceleratore  e torni sulla buona strada. Le  traiettorie sono seguite fedelmente  e senza noie per chi guida  e, soprattutto, per chi viene  scarrozzato sulla nuova francesona.  Negli stretti spazi cittadini  si fa sentire invece il raggio  di sterzata un po’ ampio, e  far manovra richiede una certa  pazienza e molto occhio, data  la lunghezza della vettura e  la visibilità posteriore non eccelsa.  Meglio montare il Pack  Urban, con rilevatore di ostacoli  posteriore e chiusura dei  retrovisori esterni: costa 400  euro.

Onesto lo sterzo, mentre  i freni ci sono sembrati particolarmente performanti. Capitolo  propulsione. La 508, sia  berlina, sia SW, può contare su  una gamma ampia, rinfrescata  da aggiornamenti che la rendono  ancora più ecocompatibile.  Due le unità a benzina (1.6  da 120 e 156 CV), quattro i turbodiesel,  dal 1.600 eHDI da 112  CV, primatista in fatto di emissioni,  al nuovissimo 2.2 da 204  CV che sostituisce il 2.7 V6. La  nostra scelta è stata ovvia, ed  è caduta sull’unità destinata a  fare i numeri maggiori, il 2.0  Hdi con cambio manuale. Un  motore equilibrato, leggermente  ruvido e non scattante, ma  più che adeguato per la vettura.  L’anno prossimo, poi, arriverà  la Hybrid 4: un motore  diesel all’avantreno e un elettrico  dietro. Per emissioni sempre  più basse.

SCHEDA TECNICA
  • N. cilindri/cilindrata
    4/1.997 cc
  • Potenza
    103 kW/140 CV a 4.000 giri
  • Coppia
    320-340 Nm a 2.000 giri
  • Cambio
    manuale a 6 marce
  • Trazione
    anteriore
  • Velocità max
    210 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    10,1 secondi
  • Consumo misto
    20 km/l
  • Emissioni CO2
    130 g/km
  • Dimensioni
    4,81/1,85/1,48 m
  • Bagagliaio
    560/1.598 litri
  • Bollo
    269,61 euro
  • Prezzo
    28.700 euro
  • In consegna dal 17 marzo
IDENTIKIT
Peugeot 508 SW: ambizioni da ammiraglia

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