Porsche Panamera D Profilo
  • pubblicato il 19-09-2011

Porsche Panamera D: un diesel per entrare nel club

di Adriano Tosi

Un diesel per entrare nel club

IN BREVE
     
Comfort
Assetto in grado di isolare perfettamente, a velocità elevate così come in città.
     
Costi
Più cara di A7 e CLS, a fronte di una dotazione un po’ scarsa. Però i consumi sono contenuti.
     
Piacere di guida
Non soffre le due tonnellate e nemmeno il motore diesel. Agile, precisa, veloce.
     
Ambiente
CO2 contenuta (172 g/km), ma le concorrenti fanno meglio: 156 g/km la A7, 159 la CLS.

Dopo aver infranto il tabù gasolio con la Cayenne prima generazione, Porsche allarga l’orizzonte del diesel pure alla grossa Panamera.

Come in passato, il motore è il 3.0 V6 dell’Audi: seppur rivisitato, con una potenza di 245 cavalli non è certo fra i più brillanti 3 litri oggi in circolazione. BMW ha oltrepassato la soglia dei 100 CV/litro ormai da diversi anni, mentre la stessa Casa dei quattro anelli ha recentemente lanciato il 3.0 biturbo da 313 cavalli.

In Porsche, tuttavia, non si scompongono. A chi gli fa notare il gap di potenza, loro replicano senza nascondersi: Panamera diesel è la entry level della gamma e non vuole certo misurarsi con le rivali (né con la “sorella” a benzina 3.6 V6 da 300 CV...) quanto a performance.

Piuttosto, serve a offrire un’alternativa concreta a tutti i professionisti del volante: a quelli, cioè, che percorrono molti chilometri l’anno e che all’ibrido preferiscono il gasolio. Una preferenza non molto difficile da comprendere, se si pensa che il secondo consente ancora un risparmio notevole alla voce carburante.

Inoltre, la sua presenza è assolutamente discreta, al punto che è davvero difficile dire che si tratti di un diesel. Anzi, in sede di presentazione, gli ingegneri di Zuffenhausen ci hanno invitato ad apprezzare le note emesse dagli scarichi.

Il flat-six (l’intramontabile boxer di Casa Porsche), riconoscibile in mezzo a mille, è ovviamente tutt’altra cosa. Questo V6 diesel riesce comunque a camuffare egregiamente la propria origine e, soprattutto, a imprimere le accelerazioni che ci si aspetta da una Porsche.

La spinta è forte e senza interruzioni nel range che va da 1.400 a 4.200 giri circa, grazie anche al cambio automatico Tiptronic: morbido negli innesti, grazie alla puntuale selezione dei rapporti (fra gli 8 disponibili) riesce a contenere il regime di rotazione e, di conseguenza, anche rumorosità, emissioni e consumo di gasolio. In un percorso misto nei dintorni di Stoccarda, il computer di bordo indicava una percorrenza media di 11,2 km/l.

Inoltre, nonostante la classica soluzione del convertitore di coppia, gli innesti sono rapidi, così come le risposte ai comandi impartiti manualmente.

Non delude il comportamento nel misto: la massa in gioco è notevole (1.955 kg), ma la validità dell’assetto frena il rollio e assicura elevati limiti di tenuta. Inoltre, lo sterzo è rapido, sensibile ai piccoli angoli e restituisce un buon feeling al guidatore.

Il comfort? Da ammiraglia di rappresentanza, da tutti i punti di vista. L’aerodinamica non genera fruscii (nemmeno a velocità consentite solo in Germania...), mentre il motore e i pneumatici sono isolati alla perfezione e l’assetto regolabile PASM (3.528 euro) smorza in modo esemplare le asperità più secche, così come gli avvallamenti autostradali.

Infine, l’abitabilità: quattro adulti siedono comodamente, grazie a poltrone singole ampie, ma profilate, tutte riscaldabili e ventilate (a pagamento).

SCHEDA TECNICA
  • N. cilindri/cilindrata
    6/2.967 cc
  • Potenza
    184 kW/250 CV
  • Coppia
    550 Nm a 1.750 giri
  • Cambio
    automatico a 8 rapporti
  • Trazione
    posteriore
  • Velocità max
    242 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    6,8 secondi
  • Consumo misto
    15,4 km/l
  • Emissioni CO2
    172 g/km
  • Dimensioni
    4,97/1,93/1,42 m
  • Bagagliaio
    445/1.263 dm3
  • Bollo
    583,08 euro
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