Range Rover Evoque Vista frontale
  • pubblicato il 09-09-2011

Range Rover Evoque: la Range veste Prada

di Valerio Boni

La Range veste Prada

IN BREVE
     
Comfort
Insonorizzazione di buon livello, abitabilità all’altezza del marchio. Ottime le sospensioni.
     
Costi
I prezzi di listino partono dal basso, ma per avere un’auto completa bisogna investire.
     
Piacere di guida
È a proprio agio in tutte le situazioni, grazie soprattutto all'elasticità del motore.
     
Ambiente
I valori di emissioni sono nella media. Ma andrà ancora meglio con la 2WD da 150 CV.

Tra le sempre numerose novità in uscita, alcune sono più attese e desiderate di altre.

Fra queste è difficile che si tratti di Sport Utility ma, si sa, ci sono sempre le eccezioni. E la nuova Range Rover Evoque lo conferma.

Lo ha dimostrato convincendo i vertici inglesi (ma soprattutto quelli indiani) a passare in tempi record dal prototipo LRX all’industrializzazione del modello. Ma soprattutto con la capacità di “bruciare”, prima ancora del lancio, l’intera produzione prevista per il 2011.

La Evoque è diventata rapidamente un oggetto del desiderio, grazie innanzitutto a una linea coraggiosa ma azzeccata che ha fatto invecchiare rapidamente molte delle SUV oggi in commercio. Ma che auto è?

Di certo è il modello con il quale si accede alla gamma Range Rover, soprattutto per quanto riguarda le dimensioni. Si può infatti definire una Range compatta. Non una Range economica. Perché se da un lato è vero che bastano 35.551 euro per l’allestimento più economico (e ne basteranno ancora meno quando saranno disponibili le versioni a due ruote motrici) non bisogna dimenticare che il listino arriva a superare quota 50.000 euro, destinati a diventare molti di più se non si resiste alla tentazione di attingere alla lunga lista di optional dedicati.

Per realizzare la Evoque è stata utilizzata la collaudata struttura della Freelander, ulteriormente affinata, come dimostra il risultato del pianale abbassato, ma con una luce a terra incrementata. Una sorta di magia, i cui aspetti positivi si apprezzano in particolare nella guida offroad, ottenuta grazie a un particolare schema di sospensioni.

Inconfondibile all’esterno, con quella linea spiovente del tetto, dentro dimostra di disporre di gran parte del DNA delle Range di razza. Rispetto al top di gamma mancano solo le marce ridotte, mentre tutto il resto conferma gli elevati standard qualitativi delle affermate ammiraglie 4x4. Con un solo neo: una visibilità non perfetta nella zona posteriore, conseguenza diretta del taglio estremo delle superfici vetrate. Per questo motivo la percezione degli ingombri non è sempre ottimale, al punto da consigliare l’acquisto dei sensori anche anteriori (e telecamera) di aiuto al parcheggio.

Tra le varie combinazioni di motori e carrozzerie, per il primo contatto abbiamo scelto la cinque porte con motore 2.2 SD4 in configurazione da 190 CV, un mix che si rivela perfetto per un impiego a 360 gradi.

La prima particolarità che colpisce chi si mette al volante è l’ottimo livello di insonorizzazione generale; si è talmente isolati dal suono del motore e da quanto avviene all’esterno, che il rumore più evidente è quello del tergicristalli che arrivano a fondo corsa in caso di guida sotto la pioggia. Il turbodiesel, al quale sarà successivamente affiancata anche in Italia una variante di pari cilindrata ma con 150 CV, è una vecchia conoscenza della produzione Land Rover e Jaguar e sulla Evoque dimostra di avere un temperamento piuttosto docile.

Non bisogna aspettarsi accelerazioni simili a quelle delle Range Rover Supercharged, perché le prestazioni brillanti rientrano più nel raggio d’azione del motore a benzina da 240 CV. Il quattro cilindri a gasolio si fa invece apprezzare per le doti di coppia, utili in tutte le situazioni, dalla guida in città ai tornanti di montagna, dai rilassati spostamenti in autostrada dove la velocità di crociera si mantiene con un filo di gas, alle uscite offroad.

In tutte queste situazioni differenti, la Evoque utilizzata per questo primo test ha dimostrato di disporre di un assetto sempre all’altezza della situazione. Il merito va probabilmente al fatto che l’esemplare era dotato dell’Adaptive Dynamics con MagneRide (le sospensioni elettroniche, in pratica, un optional da 1.240 euro) ma le efficaci risposte sui tratti più veloci, come sulle buche della guida in fuoristrada sono state tali da farci considerare questo equipaggiamento nella lista delle dotazioni irrinunciabili. Provare per credere.

SCHEDA TECNICA
  • N. cilindri/cilindrata
    4/2.179 cc
  • Potenza
    140 kW/190 CV
  • Coppia
    420 Nm
  • Cambio
    manuale a 6 marce
  • Trazione
    integrale permanente
  • Velocità max
    max 200 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    0-100 km/h 8,5 sec.
  • Consumo misto
    17,5 km/l
  • Emissioni CO2
    149 g/km
  • Dimensioni
    4,36/1,96/1,63 m
  • Bagagliaio
    575 dm3
  • Bollo
    412,80 euro
IDENTIKIT
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