Suzuki Swift Profilo
  • pubblicato il 05-01-2012

Suzuki Swift Sport: sportivetta full optional

di Andrea Rapelli

Sportivetta full optional

IN BREVE
     
Comfort
Grandi miglioramenti: sospensioni ammorbidite, sesta marcia, acustica un po’ più curata.
     
Costi
Di serie c’è tutto e anche di più, compresa la vernice metallizzata.
     
Piacere di guida
Ha perso un po’ di carattere, ma è sempre divertente. L’1.6 ama gli alti regimi...
     
Ambiente
I consumi scendono, così come le emissioni. Peccato non sia disponibile il sistema stop&start.

Tre porte, dimensioni contenute, faccia da furbetta: basta osservarla per capire che questa è una Swift un po’ speciale. Parliamo della Sport, versione al peperoncino della piccola giapponese. Lo s’intuisce meglio dai doppi scarichi incastonati in un estrattore d’aria (fin troppo simile a quello della Clio RS), dai cerchi in lega da 17” e da appendici aerodinamiche sparse qua e là senza esagerare. Per un risultato azzeccato che prepara, in un certo senso, a interni ancora più a punto.

Soprattutto ricordando il vecchio modello: al posto di plastiche bruttine e rigide, qui c’è un design più curato, un piantone dello sterzo ben regolabile in altezza e profondità e una totale assenza di scricchiolii. Certo, i materiali sono tutt’altro che morbidi, gli schienali dei sedili anteriori non tornano da soli in posizione dopo essere stati abbattuti e il bagagliaio è sempre lillipuziano. Per non parlare della cappelliera: bisogna riaccompagnarla a mano nel suo alloggiamento prima di chiudere il portellone.

Piccolezze, se si considera che la dotazione di serie comprende tutto: clima automatico, cruise control, ESP, fari allo xeno, impianto audio con presa usb, specchi esterni ripiegabili elettricamente, vivavoce Bluetooth e perfino la vernice metallizzata. Le sorprese continuano su strada: il numero 6 stampato sul pomello del cambio indica la presenza della sesta marcia, chiesta a gran voce dalla (già soddisfatta) clientela. Che potrà godere ora di una sensibile riduzione di consumi e decibel in autostrada.

Perché questa Swift non è più un’arma da prova speciale: le sensazioni che giungono da sterzo e sospensioni fra le curve raccontano di un’auto godibile, divertente e sincera, ma non racing e impegnativa nelle reazioni come l’antenata. L’eterno 1.6 aspirato, forte dei suoi 136 CV, è rimasto ancorato ai vecchi principi: il meglio va cercato agli alti regimi.

Anche ai medi un po’ di spinta c’è ma, se si vuole un po’ di cattiveria, bisogna insistere sul gas. Gli smanettoni lamenteranno pure una certa mancanza di grinta, condita con un sound fin troppo signorile. La consolazione arriverà dal cambio, ben manovrabile, e dai freni, prontissimi nell’attacco. Senza dimenticare un prezzo al top e una chicca: nei 17.900 euro dovuti è compreso, fino a gennaio, un corso di guida sicura in pista. Per non farsi mai cogliere impreparati.

SCHEDA TECNICA
  • N. cilindri/cilindrata
    4/1.586 cc
  • Potenza
    100 kW/136 CV a 6.900 giri
  • Coppia
    160 Nm a 4.400 giri
  • Cambio
    manuale a 6 marce
  • Trazione
    anteriore
  • Velocità max
    195 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    8,7 secondi
  • Consumo misto
    15,6 km/l
  • Emissioni CO2
    147 g/km
  • Dimensioni
    3,89/1,70/1,51 m
  • Bagagliaio
    211/512 litri
  • Bollo
    258 euro
IDENTIKIT
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