I ritocchi alla carrozzeria e agli interni della nuova Avensis si possono definire interventi secondari rispetto a quelli apportati alla meccanica.
Gli ingegneri hanno lavorato sul telaio, cercando di vincere ogni compromesso tra comfort e piacere di guida.
E dopo aver percorso oltre 200 km di test possiamo affermare che la risposta dell’assetto è migliorata.
Con un inserimento più rapido e una minore rotazione del volante, ora con cremagliera dello sterzo dal rapporto più diretto.
Seppur perfezionato, lo sterzo presenta ancora un sensibile vuoto al centro, tipico dei comandi elettrici.
Ma il piatto forte del restyling Avensis è la nuova edizione del motore 2.0 D-4D da 124 CV, che abbina all’ottima coppia motrice di 310 Nm (solo 30 meno del 2.0 D-4D da 150 CV), consumi ed emissioni paragonabili a un motore di cilindrata inferiore: la percorrenza media dichiarata è di 21,7 km/l con 120 g/km di emissioni di CO2.
Guidando sia sul veloce sia sui tracciati costellati di curve, questo quattro cilindri non sembra soffocato.
Fluido e pronto in basso, si lascia maltrattare usando le marce alte (c’è anche l’indicatore di cambiata). Un bel motore che si adatta al tipo di vettura.
Anche l’insonorizzazione è decisamente migliorata: una maggiore ovattatura che si apprezza in autostrada.
A 130 km/h l’auto scorre senza innescare rombosità dalle gomme. E le sospensioni filtrano i colpi: l’aventreno McPherson ha una bielletta per migliorare la rigidità dell’ammortizzatore, la cui presenza si avverte subito sullo sconnesso.
A essere pignoli, dagli specchi si avverte un evidente fruscio, ma non tale da disturbare la conversazioni o l’ascolto della musica all’interno della vettura.
I passeggeri viaggiano, infatti, in un ambiente elegante, ben supportati da una climatizzazione efficace e silenziosa e da un livello di finitura a prova di tocco.
I materiali sono solidi e ben assemblati. Il volante, per esempio, è ben sagomato, con la corona corposa che dà la sensazione di poter dominare l’auto e la strada.
E col volante l’Avensis si controlla proprio bene: agile e fidata, se condotta al limite sottosterza con progressione e non ha reazioni improvvise.
Con l’ESP pronto a mettere una mano sulla spalla del guidatore se questo esagera con la velocità o con le manovre brusche.
Insomma: un’auto sicura. L’ultima notazione va al listino che è stato semplificato.
Per la Wagon del nostro test, ben equipaggiata di suo, occorrono 29.400 euro.
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