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Honda Civic Tourer: sport utiity, la buona ricetta giapponese

Sport utlity, la buona ricetta giapponese

di Andrea Rapelli -
Comfort
Le sospensioni posteriori lavorano bene. Nella media l’insonorizzazione alle alte velocità.
Costi
Il giudizio è sospeso, almeno in attesa di conoscere il listino. I consumi sono quasi da utilitaria.
Piacere di guida
Facile e maneggevole, la Tourer non fa pesare i kg in eccesso e riesce perfino a divertire tra le curve.
Ambiente
I 99 g/km di CO2 sono un ottimo risultato. Lo stop e start è di serie.

Non commettete il classico errore dell’automobilista medio. Prima di fermarvi alle apparenze, di fronte ad una linea originale e forse per qualcuno troppo “carica”, scavate in profondità. Cominciando dal bagagliaio. Perché è proprio lì che la Civic Tourer gioca la sua partita contro le sempre più amate (e difficili da sconfiggere) SUV compatte. Lasciamo parlare i numeri.

Dimensioni

I 23,5 cm di lunghezza in più, rispetto alla 5 porte, hanno consentito ai tecnici Honda di ricavare un bagagliaio che va da 624 (avete letto bene) ad oltre 1.600 litri. Con una praticità quasi da monovolume: abbattendo gli schienali si crea un piano perfettamente piatto mentre la soglia di carico, a circa 59 cm da terra, è una delle più basse del segmento.

Sotto il pavimento è celato un furbo doppiofondo capace di contenere ben due trolley piccoli mentre la cappelliera si può far scomparire con la semplice pressione di una mano. Mica finita: non manca neppure il sistema “Magic Seat”, grazie al quale le sedute del divano posteriore si alzano. Così, chi pratica sport ingombranti ha un sacco di spazio in più a disposizione.

Guida

Nulla di nuovo invece al volante, dove si ritrova la solita plancia dal taglio decisamente futuristico e la nota posizione di guida, sempre piuttosto alta rispetto alla strada. Che la mettiate su un percorso tutto curve, un tratto autostradale o fra i temibili sanpietrini romani, la Civic Tourer digerirà il tutto con un aplomb invidiabile.

Uno dei segreti è senza dubbio l’avvento delle sospensioni posteriori adattative, regolabili su 3 modalità (Comfort, Normal e Dynamic) e offerte di serie sull’allestimento più ricco: se in Dynamic la guida si fa appuntita e precisa, in Comfort i movimenti della scocca non impenseriscono su quasi tutti i tipi di avvallamenti, anche in velocità.

Buona parte del piacere di guida passa inoltre dall’1.6 turbodiesel da 120 CV, fluido e corposo fin dai 1.500 giri, e dallo sterzo elettrico a servoassistenza variabile. Senza dimenticare affinamenti nelle sospensioni, con diversi valori di campanatura e convergenza (dietro) e tarature modificate.

Manca solo un prezzo giusto: al momento di andare in stampa non è ancora stato comunicato ma in Honda assicurano che saprà stupire.

Scheda Tecnica
N. cilindri/cilindrata 4/1.597 cc
Potenza 88 kW/120 CV a 4.000 giri
Coppia 300 Nm a 2.000 giri
Cambio manuale a 6 marce
Trazione anteriore
Velocità max 195 km/h
Acc. 0-100 km/h 10,1 secondi
Consumo misto 26,3 km/l
Emissioni CO2 99 g/km
Dimensioni 4,54/1,77/1,48 m
Bagagliaio 624/1.668 dm3
Bollo 227,04 euro