Honda Civic Tourer
  • pubblicato il 21-01-2014

Honda Civic Tourer: sport utiity, la buona ricetta giapponese

di Andrea Rapelli

Sport utility, la buona ricetta giapponese

IN BREVE
     
Comfort
Le sospensioni posteriori lavorano bene. Nella media l’insonorizzazione alle alte velocità.
     
Costi
Il giudizio è sospeso, almeno in attesa di conoscere il listino. I consumi sono quasi da utilitaria.
     
Piacere di guida
Facile e maneggevole, la Tourer non fa pesare i kg in eccesso e riesce perfino a divertire tra le curve.
     
Ambiente
I 99 g/km di CO2 sono un ottimo risultato. Lo stop e start è di serie.

Non commettete il classico errore dell’automobilista medio. Prima di fermarvi alle apparenze, di fronte ad una linea originale e forse per qualcuno troppo “carica”, scavate in profondità. Cominciando dal bagagliaio. Perché è proprio lì che la Civic Tourer gioca la sua partita contro le sempre più amate (e difficili da sconfiggere) SUV compatte. Lasciamo parlare i numeri.

Dimensioni

I 23,5 cm di lunghezza in più, rispetto alla 5 porte, hanno consentito ai tecnici Honda di ricavare un bagagliaio che va da 624 (avete letto bene) ad oltre 1.600 litri. Con una praticità quasi da monovolume: abbattendo gli schienali si crea un piano perfettamente piatto mentre la soglia di carico, a circa 59 cm da terra, è una delle più basse del segmento.

Sotto il pavimento è celato un furbo doppiofondo capace di contenere ben due trolley piccoli mentre la cappelliera si può far scomparire con la semplice pressione di una mano. Mica finita: non manca neppure il sistema “Magic Seat”, grazie al quale le sedute del divano posteriore si alzano. Così, chi pratica sport ingombranti ha un sacco di spazio in più a disposizione.

Guida

Nulla di nuovo invece al volante, dove si ritrova la solita plancia dal taglio decisamente futuristico e la nota posizione di guida, sempre piuttosto alta rispetto alla strada. Che la mettiate su un percorso tutto curve, un tratto autostradale o fra i temibili sanpietrini romani, la Civic Tourer digerirà il tutto con un aplomb invidiabile.

Uno dei segreti è senza dubbio l’avvento delle sospensioni posteriori adattative, regolabili su 3 modalità (Comfort, Normal e Dynamic) e offerte di serie sull’allestimento più ricco: se in Dynamic la guida si fa appuntita e precisa, in Comfort i movimenti della scocca non impenseriscono su quasi tutti i tipi di avvallamenti, anche in velocità.

Buona parte del piacere di guida passa inoltre dall’1.6 turbodiesel da 120 CV, fluido e corposo fin dai 1.500 giri, e dallo sterzo elettrico a servoassistenza variabile. Senza dimenticare affinamenti nelle sospensioni, con diversi valori di campanatura e convergenza (dietro) e tarature modificate.

Manca solo un prezzo giusto: al momento di andare in stampa non è ancora stato comunicato ma in Honda assicurano che saprà stupire.

SCHEDA TECNICA
  • N. cilindri/cilindrata
    4/1.597 cc
  • Potenza
    88 kW/120 CV a 4.000 giri
  • Coppia
    300 Nm a 2.000 giri
  • Cambio
    manuale a 6 marce
  • Trazione
    anteriore
  • Velocità max
    195 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    10,1 secondi
  • Consumo misto
    26,3 km/l
  • Emissioni CO2
    99 g/km
  • Dimensioni
    4,54/1,77/1,48 m
  • Bagagliaio
    624/1.668 dm3
  • Bollo
    227,04 euro
IDENTIKIT
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