• pubblicato il 14-10-2016

Hyundai Ioniq, prime impressioni di guida

di Francesco Neri

La nuova berlina ibrida della Casa coreana si presenta bene e si guida altrettanto, vediamola nel dettaglio

IN BREVE
     
Comfort
La Ioniq è silenziosa e le sospensioni hanno una taratura molto morbida; buoni anche lo spazio a bordo e la capienza del bagagliaio (550 litri).
     
Costi
Il prezzo d’attacco di 24.900 è competitivo, soprattutto considerando i 3.250 euro di incentivi. Eccellenti i consumi.
     
Piacere di guida
Il cambio rapido e lo sterzo omogeneo rendono la guida piacevole, ma l’assetto morbido penalizza l’agilità tra le curve.
     
Ambiente
Le emissioni di CO2 sono pari a 79 g/km, vi basta?

A guardarla da fuori non lo direste. Forse solo le linee blu che “incorniciano” la calandra fanno trasparire l’anima green della Hyundai Ioniq, la nuova berlina ibrida della Casa coreana.
Una scommessa e un primo passo importante per Hyundai, che cerca di farsi spazio in un segmento in crescita con una vettura che sembra avere tutte le carte in regola per competere con i le concorrenti, o meglio, con la Toyota Prius.

INTERNI E DIMENSIONI

L’abitacolo della Huundai Ioniq è moderno ma non si ha la sensazione di essere su un’astronave: la plastiche sono di buona fattura (morbide al tatto sulla parte superiore della plancia) e i comandi sono tutti dove dovrebbero essere. Un buon inizio.
Lo spazio è appropriato per una berlina del segmento C (la Ioniq è lunga 4,46 m e larga 1,82) e il bagagliaio da 550 litri è generoso. Anche la visibilità è adeguata, anche se il lunotto posteriore “spezzato” crea qualche problema nelle manovre, ma per questo ci sono i sensori di parcheggio.
Ci troviamo di fronte alla versione Ibrida, ma presto arriveranno una versione elettrica (fine ottobre) e una ibrida plug-in (febbraio 2017).

ATTENTA ALL’ARIA

La Hyundai Ioniq è un’auto filante, proporzionata e, passatemi il termine, normale. E questo è positivo, perché svincola le vetture ibride dai soliti look strambi e sfacciatamente ecologici.
Un linea gradevole ma anche pensata per fendere l’aria: il CX della Ioniq è di 0,24, un dato ottenuto grazie al fondo piatto della vettura, allo studio dei flussi sulla carrozzeria e ai flap attivi all’interno della griglia anteriore.
La Hyundai Ioniq ibrida monta un motore 1.6 GDI benzina aspirato da 105 CV e 147 Nm abbinato ad un motore elettrico che fornisce 43 CV e 170 Nm, per una potenza totale dell’intero propulsore di 141 CV. Le batterie da 1,56 kWh ai polimeri di litio allo stato solido (più compatte ed efficienti) sono alloggiate sotto i sedili posteriori in modo da abbassare il baricentro, in modo da migliorare la manovrabilità e garantire un miglior piacere di guida. Sì, ho detto piacere di guida: la Hyundai Ioniq è stata studiata per garantire una guida immediata, piacevole, che non vuol dire per forza sportiva. Il cambio infatti è un automatico a doppia frizione a sei rapporti: rapido, fluido; molto più gradevole del CVT utilizzato da Toyota che, seppur garantisca una fluidità di marcia notevole, spesso allontana i clienti che cercano una guida più coinvolgente.

SI GUIDA BENE E CONSUMA POCO

L’accoppiata motore-trasmissione della Hyundai Ioniq funziona bene: in “D” il cambio pensa a innestare i rapporti con dolcezza il prima possibile, mentre il sistema ibrido lavora al meglio per utilizzare la spinta elettrica alle basse velocità, quella termica in salita ed entrambe ad andature medio-alte. La strumentazione digitale, moderna e chiara, vi aiuta a capire quanto siete “eco” nella guida, fornendovi tutte le informazioni che vi servono. Mettendo il cambio in modalità sport, invece, spunta un contagiri (digitale), lo sterzo si fa più corposo e il cambio più rapido (oltre che utilizzabile in modalità manuale).

La risposta all’acceleratore è buona e si percepisce chiaramente la coppia del motore elettrico correre “in soccorso” ai bassi regimi, dove il 1.6 benzina non è ancora nel suo range ideale. La spinta è sufficiente, così come la ripresa. La Casa dichiara uno 0 a 100 km/h in 10,8 secondi e 185 km/h di velocità massima; ma il dato più interessante riguarda il consumo: 3,4 l/100 km, sia nel ciclo combinato che nell’urbano. Durante il nostro test drive l’abbiamo guidata in modo “poco attento” riuscendo a tenere una media ben superiore ai 20 km/l, davvero notevole.

Piacevole da guidare dunque? Sì, ma in modo tranquillo. il piacere di guida sulla Hyundai Ioniq infatti deriva più dalla silenziosità, dalla fluidità di marcia e dal buon cambio, piuttosto che dalla tenuta di strada e dalla precisione di guida. L’assetto infatti è tarato per il massimo comfort che tradotto significa: bene sulle sconnessioni, ma c’è un discreto rollio in curva.

PREZZI E ALLESTIMENTI

Il prezzo d’attacco della Hyundai Ioniq è di 24.900 euro nella versione Classic, che monta di serie il sistema di frenata d’emergenza, il cruise control adattivo, il clima bizona e i sensori di parcheggio con retrocamera posteriore.
La Comfort, invece, costa 26.500 euro e aggiunge i cerchi da 17”, i fari a LED posteriori e bi-xeno anteriori e lo start button con il sistema smart key.
La top di gamma Style, infine, costa 29.000 euro e dispone praticamente di tutti gli optional, lo schermo TFT da 8 pollici con impianto “Infinity Sound System”, Blind Spot Detection e sensori di parcheggio anteriori. Prezzi molto competitivi, soprattutto considerando gli incentivi di 3.250 euro, che portano i prezzi finali rispettivamente a 21.650, 23.250 e 25.750 euro.
La garanzia invece copre 5 anni (con km illimitati) e 8 anni e 200.000 km per le batterie.

SCHEDA TECNICA
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Hyundai Ioniq, prime impressioni di guida

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