• pubblicato il 07-04-2014

Jeep Cherokee

La "cura Fiat" ha reso la SUV "yankee" più comoda su asfalto e meno assetata. Ora le manca solo un diesel più potente

IN BREVE
     
Comfort
Silenziosa, morbida e con un pratico divano scorrevole. Il bagagliaio potrebbe essere più ampio
     
Costi
Non è regalata ma consuma davvero poco.
     
Piacere di guida
Avesse un motore turbodiesel più vivace sarebbe perfetta
     
Ambiente
La prima Jeep "astemia" di sempre emette 154 g/km di CO2

La Jeep Cherokee - giunta alla quinta generazione - è la prima vettura della Casa statunitense realizzata interamente sotto la supervisione del Gruppo Fiat. Il pianale è praticamente lo stesso - allungato - dell’Alfa Romeo Giulietta e anche i motori 2.0 turbodiesel MJT da 140 e 170 CV sono quelli che la compatta del Biscione adottava prima del restyling.

Beve poco

Grazie all’intervento del colosso piemontese quella che una volta era una Sport Utility eccezionale in off-road e un po’ meno sull’asfalto è diventata una vettura per famiglie adatta a tutte le occasioni: in fuoristrada resta due gradini sopra alla concorrenza (anche se la versione specifica per un utilizzo “intenso” - la Trailhawk - è disponibile esclusivamente con un propulsore 3.2 V6 a benzina da 272 CV poco appetibile in Italia) e sulle strade normali si rivela comoda e poco assetata (17,2 km/l dichiarati per la 2.0 MJT 170 CV del nostro test).

La nuova Jeep Cherokee è, insomma, la prima 4x4 del marchio “yankee” che non ha paura di sfidare le rivali anche in città, sulle statali e in autostrada. Il comfort è garantito dalle sospensioni dalla taratura morbida e da un abitacolo ben insonorizzato mentre quando si cerca un pizzico di brio emergono i principali limiti di questa vettura.

Non molto sportiva

Lo sterzo è più adatto ad un uso turistico e il motore 2.0 turbodiesel MJT da 170 CV e 350 Nm di coppia, pur offrendo una spinta notevole ai bassi regimi, è un po’ povero di puledri. Risultato? Lo spunto non è particolarmente entusiasmante (10,3 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari) e l’eccellente cambio automatico a nove rapporti in grado di offrire passaggi marcia impercettibili non riesce a nascondere una certa flemma nei sorpassi.

La “cura Fiat” sulla Jeep Cherokee si nota anche alla voce “finiture”. Dimenticatevi le plastiche tristi e rigide della precedente generazione: stavolta i materiali sono soft e regalano una sensazione di qualità difficile da trovare in altre vetture “born in the USA”. Fuori si continuano invece a notare leggere imperfezioni nell’assemblaggio dei pannelli della carrozzeria. La praticità arriva dal divano posteriore scorrevole (14 centimetri in senso longitudinale) che regala un mare di spazio alle gambe di chi si accomoda dietro a patto di sacrificare una buona parte del bagagliaio.

Costa parecchio ma offre tanto

La Jeep Cherokee 2.0 MJT 170 CV Limited del nostro test costa 50.000 euro: un prezzo elevato a cui corrisponde però una dotazione di serie estremamente ricca. Qualche esempio? Cambio automatico, cerchi in lega da 18”, fari bixeno, interni in pelle, portellone posteriore ad apertura elettrica, sedile del guidatore regolabile elettricamente e sensori di parcheggio anteriori e posteriori.

Chi intende risparmiare qualcosa può puntare sulla 2.0 MJT 140 CV Limited: costa 46.000 euro, è un po’ meno briosa (ma non troppo, visto che la coppia è identica) e monta il cambio manuale. L’allestimento “base” Longitude si porta a casa con 5.000 euro in meno ma a nostro avviso costringe a troppe rinunce alla voce “dotazione”.

SCHEDA TECNICA
  • N. cilindri/cilindrata
    4/1.956 cc
  • Potenza
    125 kW/170 CV a 4.000 giri
  • Coppia
    350 Nm a 1.750 giri
  • Cambio
    automatico a 9 rapporti
  • Trazione
    integrale
  • Velocità max
    192 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    10,3 secondi
  • Consumo
    17,2 km/l
  • Emissioni CO2
    154 g/km
  • Dimensioni
    4,62/1,86/1,67 metri
  • Bagagliaio
    412/1.267 litri
  • Bollo
    354,75 euro
IDENTIKIT
Jeep Cherokee

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