• pubblicato il 13-11-2015

Mini Clubman, una vera station wagon

La piccola station wagon britannica è ora un'auto adatta anche alle famiglie

IN BREVE
     
Comfort
Una familiare compatta di alta qualità: in quattro si viaggia molto bene.
     
Costi
Chi guarda a Mini sa che proprio economica non è. Ma la qualità si paga.
     
Piacere di guida
Il classico feeling Mini resta un punto all’attivo. Eccellenti le prestazioni del 4 cilindri turbo.
     
Ambiente
I nuovi motori non perdono in brillantezza e scendono in consumi ed emissioni.

Mini Clubman terza generazione. La prima fu un successo, con gli inserti in legno nella carrozzeria, le due porticine posteriori che davano accesso a un bagagliaio quasi vero, comunque molto più capiente della macchina ideata da Alec Issigonis nel 1959.

La seconda generazione, nel 2008, riprendeva l’idea delle due porte posteriori, era più lunga di 25 cm e in più aveva una seconda porticina, lato passeggero, per facilitare l’ingresso a chi sedeva dietro. Un po’ inspiegabilmente non fu un gran successo, la piccola familiare non incontrò quel pubblico femminile che aveva invece decretato il successo della sua antenata.

Ora siamo a una nuova Clubman che, pur mantenendo l’idea forte delle due portiere posteriori, non è più una Mini allungata, ma una vera station, tanto da arrivare a 4 metri e 25, posizionandosi così come una prima auto da famiglia. La larghezza in più, per quanto ben armonizzata nelle nuove linee, c’è e si vede, anche perché le quattro porte conducono l’occhio verso il retro. I primi segnali di accoglienza del mercato sono incoraggianti: nell’open week dai concessionari sono stati raccolti più di 1.000 ordini.

Stile e interni

Il lavoro dei designer Mini è senza dubbio riuscito. Anche se non c’è l’effetto wow che ti era scappato quando presentarono la Countryman, la nuova Clubman è Mini a tutti gli effetti. Inconfondibile. Con un pregevole incastro di linee orizzontali e tondeggianti.

Le quattro porte, per la prima volta sulla Mini Clubman, non danno fastidio, anche perché la linea laterale tende a scendere verso il posteriore, con un leggero effetto di schiacciamento che alleggerisce l’impatto della fiancata.

Ma è negli interni che è stato fatto il maggior lavoro, completamente ridisegnati, pur nei codici classici Mini. Così resta il grande strumento circolare a centro plancia, illuminato da un anello a led (che può cambiare colore), prevalgono le forme rotonde, tranne nelle bocchette d’aerazione, oggi a sviluppo rettangolare. E per la prima volta intorno al cambio c’è il tunnel centrale.

Vani oggetti più che sufficienti e qualche invenzione in puro spirito Mini, come il fascio luminoso che dalla portiera lato guida proietta il logo sul terreno quando si apre o si chiude l’auto. Gli interni della Clubman sono luminosi (si può avere il tetto in cristallo) e la visibilità è buona, aiutata in retromarcia dalla videocamera posteriore. Infine, per richiamare l’attenzione dei progettisti ai particolari, sulla pinna sul tetto, c’è una luce rossa che si illumina quando schiacciate il telecomando per farvi ritrovare la vostra Mini anche nei parcheggi più affollati.

Impressioni di guida

Per la nuova Clubman sono disponibili motorizzazioni di ogni genere, a tre o quattro cilindri, diesel e benzina, tutte turbo e omologate Euro 6. Si va dalla più tranquilla One col tre cilindri da 102 CV fino alla Cooper S con 192 CV.

Per la nostra prima impressione di guida della Mini Clubman abbiamo scelto il Cooper D da 150 CV, il miglior mix a nostro avviso tra potenza e consumi, tenendo conto che chi acquista una Mini tendenzialmente fa una scelta sportiveggiante, almeno tra gli uomini. Per le signore con figli la One basta e avanza.

La prova si è svolta tra le vie di Milano e tratti stradali verso sud, autostrada compresa. In città, rispetto alle Mini più corte, si apprezza il buon lavoro delle sospensioni che non rimbalzano sul pavé, pur rimanendo di taratura più rigida di tanta concorrenza. Bene l’insonorizzazione e bene il capitolo musica a bordo.

Fuori città, la Mini Clubman spinge il dovuto, entra ed esce rapidamente e senza scomporsi dalle curve anche quelle più strette. Va detto che il famoso “go kart feeling” della versione corta non viene abbandonato, l’auto è reattiva e lo sterzo diretto il giusto. Al paragrafo cambio debutta un nuovo sistema di trasmissione a otto rapporti, in alternativa al classico maniuale a sei marce. Per il tre cilindri l’automatico è il tradizionale Steptronic a sei rapporti.

Certo non può essere identico, la lunghezza della Clubman c’è e un po’ la si sente. Ma sono finezze di guida che chi va verso questo modello sicuramente non avvertirà, anzi, arrivando magari da berline di stessa fascia di mercato, resterà sorpreso dalla sportività di guida che la Clubman consente. Insomma, una familiare bella, sportiveggiante e confortevole. Tra il resto il baule è quasi a prova di coppia con figli in vacanza.

Conclusioni e prezzi

Nella gamma di prodotti Mini (ma ci saranno altre sorprese, il piano industriale prevede cinque nuovi modelli entro il 2020) la Clubman è una proposta più originale. Va incontro a chi ha bisogno di spazio senza perdere quelle caratteristiche di design e sportività tipiche del brand.

Il prezzo d’attacco è in linea con la qualità alta della vettura: si parte da 22.300 euro per la One e si arriva a 31.300 euro per la Cooper SD, turbodiesel da 190 CV. Ricca come sempre la gamma di optional, comprese alcune funzionalità utili, come l’head-up display davanti a chi guida o il sistema di assistenza al parcheggio.

SCHEDA TECNICA
  • N. cilindri/cilindrata
    4/1.995 cc
  • Potenza
    110 kW (150 CV) a 4.000 giri
  • Coppia
    330 Nm a 1.750 giri
  • Cambio
    manuale a sei marce
  • Trazione
    anteriore
  • Velocità massima
    212 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    8,6 secondi
  • Consumo
    24,4 km/l
  • Dimensioni
    4,25/1,80/1,44 metri
  • Passo
    2,67 metri
  • Bollo
    296,70 euro
IDENTIKIT
Mini Clubman, una vera station wagon

L'opinione dei lettori