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MINI: la gamma ALL4 a trazione integrale

Abbiamo provato la gamma MINI ALL4 tra le curve e i tornanti di Livigno

di Francesco Neri -

Mini che diventano maxi, sportive che diventano SUV, trazioni anteriori che diventano ALL4. Non è una novità: la trazione integrale ALL4 sulla MINI è disponibile già dal 2010, l’anno in cui è stata lanciata la prima Countryman. Ora la trazione integrale è disponibile anche sulla Clubman e sulla Countryman di seconda generazione, ed è stata affinata e migliorata per rendere le vetture più sicure e meno assetate. Anche perché sono sempre di più i clienti che vogliono una MINI versatile, appagante nella guida ma allo stesso tempo in grado di portarli in montagna senza problemi, neve o non neve. I numeri lo confermano: nel 2017 sono state vendute quasi 3.600 MINI con la trazione ALL4, circa il 14% del totale. La nuova MINI Countryman, rinnovata l’anno passato, ha pesato l’86% delle vendite, mentre la MINI Clubman il 14%. Ma vediamo insieme le novità della trazione integrale ALL4.

INTEGRALE EFFICIENTE

La trazione integrale ALL4 di MINI è un sistema complesso ed efficace. In situazione di marcia standard, senza perdite di grip, l’auto si comporta come una trazione anteriore, con indubbio vantaggio per i consumi. Quando il grip viene a mancare, però, il sistema trasferisce la coppia dove ce n’è più bisogno in maniera rapida e intelligente: se le ruote anteriori perdono grip, la potenza viene ripartita su quello posteriore immediatamente. Il tutto è gestito e “orchestrato” dall’elettronica, questo non solo permette di avere più trazione sui fondi scivolosi, ma anche una migliore tenuta in curva, una maggiore stabilità, un comportamento più o meno sportivo – a seconda della modalità di guida selezionata – e consumi più bassi. Un bel passo avanti rispetto al sistema di trazione integrale ALL4 di prima generazione. A questo si aggiunge una mano da parte dell’ESP, che “pinza” con i freni le ruote che perdono aderenza, in modo da simulare l’azione di un differenziale su entrambi gli assi.

SU STRADA

Afferro una MINI Countryman Cooper D ALL4 e mi dirigo verso Livigno: sono circa una quarantina di km di curve e tornanti, spesso innevati, anche se oggi non molto. La Cooper D è spinta dal quattro cilindri 2.0 diesel da 150 CV e 330 Nm di coppia, un motore elastico, pieno ai bassi regimi e poco rumoroso; più che sufficiente a far danzare la Countryman nel misto stretto di montagna. L’asfalto è pulito, con rari tratti di nevischio, ma l’aderenza è buona, quindi stacco i controlli, metto la modalità Sport e cerco di far lavorare la trazione integrale. Fuori dai tornanti, anche in seconda marcia, è quasi impossibili far pattinare le ruote, e se succede è solo per una frazione di secondo, prima che il cervellone elettronico e il differenziale comincino a fare il loro mestiere. Anche se provocata, stuzzicata, addirittura forzata, la MINI Countryman rimane stabile, composta, prevedibile. Infonde un grande fiducia al guidatore, anche con -7 gradi e le strade sporche. E questo è rassicurante, anche perché l’agilità e la dinamica sportiva tipica della MINI non viene minimamente intaccata. Insomma, la trazione ALL4 aggiunge qualcosa ma non toglie niente. Volendo essere pignoli, aggiunge anche un po’ di peso (tra i 65 e i 70 kg a seconda del modello) e alza un po’ i consumi. La Casa dichiara una media di 4,3 l/100 km per la MINI Cooper D Countryman da 150 CV a due ruote motrici, e di 4,8 l/100 perla versione ALL4. Il prezzo invece cambia poco: la prima parte da 30.050 euro, mentre la seconda da 32.000 euro.

LA GAMMA ALL4

La trazione integrale ALL4 è disponibile sulle versioni MINI Clubman (nelle motorizzazioni Cooper S e Cooper SD), MINI Countryman (nelle motorizzazioni Cooper D, Cooper S, Cooper SD, nella versione Plug-In Hybrid Cooper S E) e sulle versioni “hard” John Cooper Works.

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