Primo contatto

Peugeot 208 GTi: ritorna il lato sportivo del leoncino

Ritorna il lato sportivo del leoncino

di Andrea Rapelli -
Comfort
Non abbiamo rilevato fastidiosi scossoni, ma non pensate che la GTi sia un’auto morbida.
Costi
Il prezzo è interessante e la dotazione di serie piuttosto completa.
Piacere di guida
Fa tutto molto bene. Anche quando si spinge. Gli sportivi veri la troveranno persino troppo “piantata a terra”.
Ambiente
Non c’è lo stop e start, comunque le emissioni non sono eccessive.

Ventisette anni.

Tanto tempo è passato da quando uscì una belvetta come la 205 GTI, che riusciva ad ammaliare e contemporaneamente intimidire folte schiere di giovani appassionati, cresciuti a pane e rally.

Look

Oggi i tempi sono decisamente cambiati.

E la nuova stirpe GTi sembra averne preso intimamente coscienza.

Perché se da una parte la Peugeot 208 GTi contiene molti richiami al suo passato, alcuni anche forti, il dna si è un po’ adagiato su concetti quali “sportività chic” oppure ancora “usabilità quotidiana”.

In effetti, basta guardarla: l’ultima nata della stirpe 208 GTi punta su un’estetica sportiva ma non troppo spinta, sia fuori che dentro.

Dove il “fil rouge” rimane, oggi come ieri, proprio nel rosso: elegante contorno del quadro strumenti, sui sedili, in plancia, nelle porte.

A bordo è difficile percepire la posizione di guida più bassa di un centimetro rispetto a tutte le altre Peugeot 208.

Si sente invece lo sterzo, che purtroppo non varia nel rapporto di demoltiplicazione, che è lo stesso delle sorelle normali, ma ben più consistente nell’azione.

Motore

I primi segnali, lungo il percorso che s’arrampica verso il Col de Vence, in Provenza, scenario del nostro test, parlano di una GTi molto granturismo e un po’ meno sport.

Perché la 208 può andar forte ma non ha quell’animo che ti fa venir voglia di strapazzarla al ritmo di una prova speciale.

Il 1.600 THP da 200 CV, preso in prestito dalla RCZ, offre una coppia consistente – soprattutto fra i 1.500 e i 5.500 giri – poi si ferma.

Con una sonorità presente, ma mai troppo urlata.

Lo stesso discorso vale per l’assetto.

Guida

Nonostante le sospensioni siano state irrigidite, la Peugeot 208 GTi copia piuttosto bene le irregolarità dell’asfalto, senza saltellare sulle pieghe più pronunciate.

Tuttavia – ed è questo che rimpiangeranno di più gli orfani della 205 – è il retrotreno che non prende mai davvero parte al gioco.

Anche rilasciando bruscamente il gas in curva, la coda se ne sta buona buona, senza che il controllo di stabilità (volendo completamente escludibile) debba entrare in azione.

Non un accenno, non un movimento, nemmeno per aiutare a chiudere la traiettoria. Come invece accade su alcune rivali, Renault Clio RS in primis.

Dal canto suo, la Peugeot 208 GTi sa mettere sul piatto una dote importantissima, specie di questi tempi: permette di non essere sempre in “prova speciale”.

I sedili in pelle sono sufficientemente comodi, il clima automatico (di serie) mantiene la temperatura giusta e l’insonorizzazione è curata anche in autostrada, dove si può anche contare sul cruise control.

Senza dimenticare le prese usb per ascoltare la musica preferita e il comodo schermo touch in plancia.

Così, il tragitto casa-lavoro non diventa un inferno. Però, sul misto, ci si può sempre togliere qualche soddisfazione.

Scusate se è poco.

Scheda Tecnica
N. cilindri/cilindrata 1.598 cc
Potenza 147 kW/200 CV a 6.000 giri
Coppia 275 Nm a 1.700 giri
Cambio manuale a 6 marce
Trazione anteriore
Velocità max 230 km/h
Acc. 0-100 km/h 6,8 secondi
Consumo misto 16,9 km/l
Emissioni CO2 139 g/km
Dimensioni 3,96/1,74/1,46 m
Bagagliaio 285 dm3
Bollo 439,89 euro