Primo contatto

Renault Twingo: una francesina ricca di personalità

di Paolo Gavazzi -
Comfort
L’insonorizzazione potrebbe essere migliore, però nel complesso è ok.
Costi
La gamma parte da 10.950 euro, che salgono a 13.700 per la diesel. Ma le dotazioni sono buone.
Piacere di guida
Propulsore sufficientemente vivace, anche in ripresa, sterzo e cambio onesti. Bene.
Ambiente
Motori ulteriormente affinati significa leggere riduzioni delle emissioni di CO2.

Ma che faccia divertente, questa nuova Twingo. Un muso che ispira simpatia, con quei fendinebbia aggiuntivi che fanno un po’ rally anni ‘60…

Del resto, che la seconda serie della francesina (quella del 2007, in commercio fino a qualche giorno fa) fosse diventata sin troppo seria, perdendo tutto quell’alone spiritoso e fresco che aveva portato al successo la prima Twingo, lo avevamo detto un po’ tutti.

Va bene crescere, ma perdere in vivacità non ha senso. È quanto deve aver pensato il giovane direttore dello stile Renault, Laurens Van den Acker che, per il restyling della piccola francese, ha puntato nuovamente sull’effetto simpatia.

E non si è fermato al frontale, più divertente e tipicamente Renault al tempo stesso.

Qualche ritocco lo si nota anche dietro, dove spiccano i gruppi ottici sdoppiati. E poi, ampio spazio alle possibilità di personalizzazione: tinte, strips, cerchi in lega, accessori, guarnizioni colorate, spoiler.

Lo stesso vale per gli interni. La parola d’ordine è “customizzazione”. D’altronde era forse proprio solo la personalità l’unica vera carenza del modello precedente.

Di cui la New Twingo ripropone la stessa meccanica e le stesse dimensioni. In occasione del lancio della new Twingo abbiamo avuto modo di (ri)provare la vettura francese, e possiamo confermare che le doti per ben figurare sul mercato ci sono tutte.

Certo, la concorrenza è agguerritissima. Ancor più in questo momento, con due importantissime novità come Fiat Panda e VW up! che scalpitano.

Ma la Twingo può reggere il colpo. Puntando innanzitutto sulle sue misure generose nell’abitacolo (dove però le plastiche sono sempre economiche).

Ma anche sulla guidabilità che, a parte un filo di pigrizia nell’inserimento in curva, è calzante per la guida in ambienti urbani, ma anche extraurbani.

Quanto ai motori, la gamma è confermata: 1.2 da 75 CV, 1.2 TCe da 100 CV e 1.5 dCi da 75 CV, per finire con il 1.600/133 CV della Gordini RS.

Tutti ulteriormente migliorati sul versante delle emissioni. Noi abbiamo scelto il 1.500 turbodiesel, sufficientemente brillante e non troppo rumoroso.

E soprattutto piuttosto parco nei consumi. Più succose sono le novità che riguardano la riorganizzazione della gamma, che ora prevede gli allestimenti Wave e Live, entrambi abbastanza ben dotati.

Il primo comprende ABS, 4 airbag, computer di bordo, clima manuale, radio cd/mp3 e fendinebbia.

Il secondo è arricchito da cerchi in lega, contagiri e guarnizioni in pelle. Peccato per l’ESP a 350 euro. Il listino parte da 10.950 euro (per la 1.2/75 CV). Ma per i primi mesi c’è un’offerta lancio a 8.000 euro!

Scheda Tecnica
N. cilindri/cilindrata 4/1.461 cc
Potenza 55 kW/75 CV a 4.000 giri
Coppia 180 Nm a 1.750 giri
Cambio manuale a 5 marce
Trazione anteriore
Velocità max 170 km/h
Acc. 0-100 km/h 11,2 secondi
Consumo misto 29,4 km/l
Emissioni CO2 90 g/km
Dimensioni 3,69/1,65/1,47 m
Bagagliaio 165/959 dm3
Bollo 141,90 euro