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Seat Ibiza: prestazioni da 1.600 consumi da mille

Motore generoso nelle prestazioni, ma attento ai consumi. Muso più sportivo, ma interno ancora troppo classico.

di Alessandro Marchetti Tricamo -
Comfort
Assetto rigido ma buon assorbimento delle sospensioni. E abitacolo silenzioso.
Costi
Alcune rivali sono vendute a prezzi promozionali un po’ più bassi.
Piacere di guida
Il motore è pronto a tirare anche in basso. Il cambio DSG lo asseconda e l’assetto consente una guida divertente.
Ambiente
124 g/km di CO2, un risultato buono ma non eccezionale. C’è però la 1.2 TDI che si ferma a 89 g/km.

Seat è Ibiza. Ibiza è Seat.

La compatta è il manifesto della Casa spagnola, quindi è inevitabile che il piano di rilancio (l’ennesimo) dei tedeschi di VW riparta da qui: frontale e paraurti ridisegnati, nuovi fari anteriori, anche con luci diurne a led, e vista laterale più sportiva.

Più banale la coda. L’Ibiza si presenta poi come una vera famiglia di auto: sportiveggiante 3 porte, classica 5 porte e station wagon, con 9 motorizzazioni (5 benzina e 4 diesel).

La scelta della nostra prova è caduta sulla 1.2 TSI a benzina con il cambio automatico DSG a 7 rapporti: un’auto equilibrata per una famiglia che non percorre molti chilometri e non vuole essere penalizzata nelle prestazioni (105 CV, lo stesso motore montato anche sulla Audi A1).

La caratteristica migliore della nuova Ibiza è l’assetto: la taratura è rigida ma non troppo e garantisce un grande equilibrio tra comfort e sportività.

I cambi di direzione sono rapidi, l’inserimento in curva sempre preciso (buon feedback dello sterzo, anche se forse il carico è da migliorare) e il rollio è assente in tutte le condizioni.

Niente male. Il motore turbo a iniezione diretta, pur in una cilindrata ridotta, è sempre “pieno” e tira anche in basso senza problemi.

Sembra un 1.600 ma ha gli stessi consumi di un 1.000: senza spingere troppo con l’acceleratore, in un percorso misto, abbiamo fatto quasi 18 km con un litro.

Qualche esitazione solo nelle marce più alte (e nei passaggi quinta-sesta e sesta-settima), con l’elettronica che tende a privilegiare consumi ed emissioni,

La caratteristica migliore della nuova Ibiza è l’assetto: la taratura è rigida ma non troppo e garantisce un grande equilibrio tra comfort e sportività.

I cambi di direzione sono rapidi, l’inserimento in curva sempre preciso (buon feedback dello sterzo, anche se forse il carico è da migliorare) e il rollio è assente in tutte le condizioni.

Niente male. Il motore turbo a iniezione diretta, pur in una cilindrata ridotta, è sempre “pieno” e tira anche in basso senza problemi.

Sembra un 1.600 ma ha gli stessi consumi di un 1.000: senza spingere troppo con l’acceleratore, in un percorso misto, abbiamo fatto quasi 18 km con un litro.

Qualche esitazione solo nelle marce più alte (e nei passaggi quinta-sesta e sesta-settima), con l’elettronica che tende a privilegiare consumi ed emissioni, rispetto alle prestazioni.

Soddisfacente l’insonorizzazione, anche alle velocità più elevate.

Nel complesso, la nuova Ibiza con il 1.200 TSI si è dimostrata un’auto equilibrata, senza brusche reazioni, facile da gestire e assistita in maniera corretta da un ESP puntuale a mai invasivo.

Qualche critica semmai viene dall’interno, con un’immagine classica e non proprio moderna: da un’auto che punta ai giovani e definita dalla stessa Seat “cosmopolita”, forse ci si poteva aspettare qualcosa in più.

I prezzi partono da 11.450 euro per la versione 3 porte SC col 1.2 da 60 CV.

Scheda Tecnica
N. cilindri/cilindrata 4/1.197 cc
Potenza 77 kW/105 CV a 5.000 giri
Coppia 175 Nm a 1.550 giri
Cambio automatico a 7 rapporti
Trazione anteriore
Velocità max 190 km/h
Acc. 0-100 km/h 9,7 secondi
Consumo misto 18,9 km/l
Emissioni CO2 124 g/km
Dimensioni 4,06/1,69/1,44 m
Bagagliaio 292 dm3
Bollo 198,66 euro
Foto

Seat Ibiza (2012)

L'utilitaria di segmento B della Casa spagnola.