Toyota GT86 - IN motion
  • pubblicato il 11-07-2012

Toyota GT86: finalmente una sportiva vera

di Adriano Tosi

Trazione dietro, leggerezza, poca elettronica: finalmente una sportiva vera

IN BREVE
     
Comfort
L’assorbimento delle asperità è ottimo, non altrettanto l’abitabilità: c’è posto solo per due
     
Costi
In un ipotetico rapporto tra euro e piacere di guida sarebbe la n° 1. Ma 12,8 km/l sono un po’ impegnativi.
     
Piacere di guida
Finalmente una sportiva che si lascia guidare. Elettronica solo per la sicurezza.
     
Ambiente
La CO2 va a braccetto con i consumi: le rivali turbo fanno meglio.

La Toyota GT86 la voleva il Presidente Akyo Toyoda in persona.

Un desiderio nato cinque anni fa per dare una spolverata al marchio, fin troppo ingessato tra ecosostenibilità e raziocinio.

Missione dei tecnici: inventarsi una sportiva di quelle che “così non se ne fanno più”. Ovvero, orientata al piacere di guida prima che ai freddi numeri di prestazioni spesso fini a se stessi.

DNA sportivo di razza

Stabilito questo, sono stati fissati i tre pilastri attorno ai quali sviluppare il progetto GT86: leggerezza, baricentro basso, trazione posteriore.

La prima è testimoniata dai soli 1.239 kg di peso a secco.

Il secondo è stato ottenuto grazie alla partnership con la Subaru, che ha fornito il top da questo punto di vista: il motore boxer.

Per la trazione posteriore è stata invece creata appositamente una nuova piattaforma. Risultato: la missione impossibile, in tempi di chip a profusione ed emozioni quasi azzerate, è compiuta.

Motore e prestazioni

La Toyota GT86 non impressiona per le prestazioni, ma esalta come poche altre rivali.

Il motore richiede alti regimi per esprimere il meglio di sé: fra 5.000 e 7.500 allunga con decisione, mentre al di sotto di tale range latita un po’.

In qualsiasi altro caso parleremmo di scarsa elasticità, qui si tratta invece di un piacere da intenditori: arrivare in curva con la marcia giusta è parte del “gioco”, complice una leva del cambio corta, secca negli innesti e precisissima anche quando viene maltrattata.

Un motore sovralimentato avrebbe sicuramente dato una spinta più decisa, ma avrebbe anche costretto a utilizzare pneumatici più larghi (in luogo degli “anoressici” 215/45 R 17), innalzando così i limiti di tenuta e togliendo progressività. Cronometro alla mano, i vantaggi sarebbero stati evidenti, non altrettanto i sorrisi del guidatore.

Per gli amanti della guida sportiva

Già, perché quando si entra in piena sintonia con la vettura, provocare sovrasterzi è facile tanto quanto controllarli.

Le perdite di aderenza sono progressive e facilmente recuperabili, mentre il differenziale autobloccante aiuta a scaricare potenza al suolo e lo sterzo si dimostra progressivo, oltre che prodigo di informazioni.

Comfort di marcia

Infine, il comfort.

Innanzitutto va chiarito che l’abitacolo è quasi esclusivamente per due: solo se chi siede davanti non supera i 170 cm di altezza, si possono caricare a bordo due bambini; diversamente, manca lo spazio per le gambe.

Meglio del previsto l’assorbimento delle asperità, così come l’insonorizzazione: il boxer si fa sentire, piacevolmente, solo se “stuzzicato” da 5.000 giri in su.

SCHEDA TECNICA
  • N. cilindri/cilindrata
    4 boxer/1.998 cc
  • Potenza
    147 kW/200 CV a 7.000 giri
  • Coppia
    205 Nm a 6.400-6.600 giri
  • Cambio
    manuale a 6 marce
  • Trazione
    posteriore
  • Velocità max
    226 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    7,6 secondi
  • Consumo misto
    12,8 km/l
  • Emissioni CO2
    181 g/km
  • Dimensioni
    4,24/1,78/1,29 m
  • Bagagliaio
    243 dm3
  • Bollo
    439,89 euro
IDENTIKIT
Toyota GT86: finalmente una sportiva vera

L'opinione dei lettori