Volkswagen Golf Variant Tre quarti anteriore
  • pubblicato il 29-08-2013

Volkswagen Golf Variant: progettata per essere una vera station wagon

di Alessandro Marchetti Tricamo

Progettata per essere una vera station wagon

IN BREVE
     
Comfort
Elevato. Silenziosa come un’auto di categoria superiore e grande abitabilità interna
     
Costi
È una Golf: non può costare come le altre. Ma la formula a rate la rende più accessibile
     
Piacere di guida
Il motore, senza essere sportivo, ha una buona coppia in basso per spunti veloci
     
Ambiente
Consumi bassi e emissioni CO2 di 124 g/km, per le prestazioni offerte, non sono male

Fino ad oggi la Variant, ovvero la Golf station wagon, non ha avuto successo, almeno in Italia.

Pur avendo un nome altisonante, questa versione non ha mai convinto.

I numeri, del resto, non ammettono repliche: solo il 4% dei clienti Golf acquista la versione familiare, rispetto a una media del 65% delle concorrenti. Insomma, la Golf nell’immaginario del cliente resta solo a tre o cinque porte.

Punto e basta.

Adesso però i tedeschi ci riprovano con una Variant progettata e sviluppata sin dall’inizio con la berlina, e così l’obiettivo per Volkswagen Italia diventa quello di arrivare a una quota del 10% nella nicchia delle station wagon: ci riuscirà? Vedremo.

Nel frattempo abbiamo provato in Olanda la Variant con il 1.400 turbo a iniezione diretta di benzina da 122 CV e cambio manuale a 6 marce (in alternativa è disponibile anche con l’automatico DSG a 7 marce).

Una proposta che riteniamo interessante, perché, sebbene il 1.600 TDI da 105 CV sia quello che, nelle previsioni, farà la parte del leone nelle vendite, è anche vero che costa 2.100 euro in più, non pochi di questi tempi per una famiglia.

La scelta si dimostra azzeccata anche in termini di prestazioni e comfort: il motore ha coppia già in basso e, nonostante la cilindrata contenuta, spinge bene la familiare tedesca.

È difficile aver bisogno di scalare marcia per trovare il tiro giusto.

A colpire in positivo è poi la silenziosità: ai bassi e medi regimi sembra di viaggiare su un’auto di categoria superiore.

Segno che anche dal punto di vista aerodinamico e dell’insonorizzazione i tedeschi hanno fatto un buon lavoro.

Un aspetto che sarà apprezzato dai clienti di flotte, in particolare da quelli che, per motivi di spending review, saranno costretti a scendere di categoria.

L’erogazione è fluida senza buchi, come conferma la lancetta del contagiri, che sale veloce e in maniera regolare.

Certo non aspettatevi un carattere sportivo.

Per quello, meglio puntare sulla versione da 140 CV, magari abbinata al cambio automatico DSG (per un totale di 2.500 euro in più), ma è comunque un buon andare.

Lo sterzo è progressivo e omogeneo e, rispetto alla generazione precedente, si dimostra più pronto: la reattività non è ancora delle migliori, ma è pur sempre una familiare.

L’assetto, con quei 30 cm di lunghezza in più nei confronti della berlina, è turistico: reattivo quanto basta, con un rollio appena accennato, un leggero sottosterzo ma tutto prevedibile e corretto, in caso di difficoltà, dalla solita elettronica, per una grande tranquillità di guida.

I consumi misurati sono stati circa di 16 km con un litro di benzina, su un percorso però quasi del tutto extraurbano.

Un risultato positivo che è possibile ripetere in città grazie al sistema stop e start.

Seppur migliorata nel design e nella convenienza economica (con la formula Progetto Valore VW costa circa 20 euro in più al mese rispetto alla 5 porte), la domanda resta la stessa: la Variant è una vera Golf? Al mercato, ancora una volta, la risposta.

SCHEDA TECNICA
  • N. cilindri/cilindrata
    4/1.395 cc
  • Potenza
    90 kW/122 CV a 5.000 giri
  • Coppia
    200 Nm a 1.500 giri
  • Cambio
    manuale a 6 marce
  • Trazione
    anteriore
  • Velocità max
    204 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    9,7 secondi
  • Consumo misto
    18,9 km/l
  • Emissioni CO2
    124 g/km
  • Dimensioni
    4,56/1,80/1,48 m
  • Bagagliaio
    605/1.620 dm3
  • Bollo
    232,20 euro
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