• pubblicato il 24-04-2015

Volkswagen Golf Variant: GTD, R e Alltrack, ecco come vanno

Volkswagen presenta tre varianti esclusive della Golf Variant: la crossover Golf Alltrack dal look off-road, la sportiva turbodiesel GTD da 184 CV e l’esagerata R da 300 CV

IN BREVE
Tre modelli differenti con peculiarità diverse. La Golf Variant R è senz’altro la più emozionale, tanto che in un track day farebbe la sua figura nonostante la carrozeria wagon – ce ne siamo accorti spingendola a tutto gas nello stupendo Circuito Ascari – mentre la Golf Variant GTD riesce a combinare egregiamente prestazioni di tutto rispetto con costi di gestione contenuti. E poi c’è la Golf Alltrack, familiare versatile dalla forte personalità che strizza l’occhio alle giovani famiglie che amano divertirsi nel tempo libero.  

Chi desidera la praticità di una station wagon compatta ma non si accontenta di una banale familiare può finalmente scegliere qualcosa di diverso. Tutte e tre hanno caratteristiche ben precise che rispondono a esigenze differenti.

Golf Alltrack, la familiare crossover

La Golf Alltrack, che segue le orme di Passat Alltrack, è una familiare dal carattere off-road. Si tratta infatti di una versione crossover con assetto più alto  di 20 mm, adornata da fascioni paracolpi e paraurti specifici. Una ricetta di successo per le cugine Audi Allroad, che piacciono per la personalità decisa e per la versatilità che potrebbe offrire un SUV senza averne gli svantaggi.

Ma non si tratta di un mero fattore estetico perché pur non avendo le caratteristiche per guadare fiumi in piena, la Golf Alltrack è in grado di trarsi d’impaccio in situazioni per niente facili, come ci ha dimostrato nelle ripide salite e discese del percorso sterrato dell’Ascari Resort (ebbene sì, non c’è solo il circuito asfaltato), dove con tutta probabilità darebbe del filo da torcere a molti SUV in commercio.

La trazione integrale 4Motion con frizione Haldex può contare su un differenziale elettronico che provvede al bloccaggio trasversale su entrambi gli assi: tanto per capirci distribuisce la coppia sulle ruote che hanno più motricità per uscire da situazioni difficili e su strada, quando si procede in curva ad alta velocità, frena le ruote interne per migliorare la dinamica di guida. E poi c’è il sistema Hill Descend Control controlla la velocità nelle discese più ripide.

La Golf Alltrack è disponibile in tre versioni diesel (1.6 TDI da 110 CV, 2.0 TDI da 150 CV e 2.0 TDI 184 CV) di cui solo la più potente equipaggiata – di serie – con il cambio automatico a doppia frizione DSG a 6 rapporti. Su strada è senz’altro la più confortevole delle tre, ovviamente per la maggiore altezza da terra non può offrire quel feeling di guida che invece è in grado di garantire la Golf GTD Variant, dotata di un assetto sportivo ribassato.

In ogni caso ha un handling migliore di qualunque SUV compatto, mostra un’ottima motricità grazie alla trazione 4Motion che la rende sicura in ogni condizione di marcia e offre la possibilità di spingersi dove le altre station wagon mai potrebbero nemmeno pensare di fare. La taratura delle sospensioni e il baricentro più alto invogliano ad adottare una guida piuttosto rilassata, anche se l’accoppiata motore-cambio della versione 2.0 TDI DSG da 184 CV dà grandi soddisfazioni quando si cercano le prestazioni.

I prezzi della Volkswagen Golf Alltrack partono da 29.400 euro nella versione 1.6 TDI BlueMotion Technology 110 CV fino ad arrivare ai 34.400 per la 2.0 TDI DSG BlueMotion Technology 184 CV. Le prevendite avranno inizio a maggio e la sua commercializzazione a giugno.

Golf GTD Variant, tanto pepe e poca sete

E’ la prima volta che sul portellone posteriore di una Golf Variant compare la scritta GTD. Il suo aspetto è minaccioso almeno quanto quello della Golf GTi (non disponibile con carrozzeria Variant), e basta aprire la portiera per scoprire che i sedili sono rivestiti con il classico tessuto Tartan da sempre dedicato alla sportiva versione a benzina.

Non fa niente se sotto il cofano di questa familiare sportiva ci sia un motore a gasolio, ormai è un tabù del tutto sdoganato quello che le auto prestazionali debbano a tutti i costi andare a verde. Anzi, la coppia di 380 Nm della Golf GTD Variant (né uno di più né uno di meno della Golf R Variant da 300 CV), costanti tra i 1.750 e i 3.250 giri, consente di avere una risposta tempestiva alle richieste del driver, con la conseguenza che fare un sorpasso diventa un gioco da ragazzi, soprattutto se la vettura è equipaggiato con l’ottimo cambio automatico DSG a doppia frizione.

Nella modalità di guida “Sport” la Golf GTD Variant aggredisce l’asfalto con una grinta galvanizzante, accompagnata da un rumore più cupo che però non possiamo certo definire musica per le orecchie: il diesel avrà tanti pregi, ma un sound entusiasmante non l’ha mai avuto. Il tiro di questo due litri turbodiesel è notevole, almeno fino ai 4.000 giri, poi la spinta comincia ad attenuarsi. Meglio quindi godersi l’abbondante coppia ai bassi e medi regimi, tra l’altro scaricata a terra sulle ruote anteriori senza problemi di sorta grazie all'aiuto del differenziale elettronico XDS.

Le prestazioni di questa familiare compatta sono solitamente riservate a vetture di segmento superiori. Tra le curve la Golf GTD Variant mostra un piglio da sportiva ma non chiede sacrifici in fatto di comfort perché l’assetto, pur ribassato di 15 mm, non è eccessivamente rigido e isola discretamente dalle imperfezioni dell’asfalto. E le prestazioni elevate (229 km/h e 0-100 in 7,9 secondi con cambio DSG) non incidono sui consumi, sempre che non ci si faccia prendere dall’entusiasmo: la percorrenza media dichiarata dalla Casa è di oltre 20 km/l.

Il divertimento alla guida è assicurato, e ben presto ci si dimentica di essere su una familiare: la Golf GTD Variant si lascia strapazzare come fosse una hot hatch, con quella spinta poderosa e l’assetto fermo, ma alle andature tranquille non è difficile avvicinarsi ai 18 km/l reali di percorrenza media.

La Golf GTD Variant costa 34.200 euro con il cambio manuale e 36.100 con il DSG; la sua commercializzazione partirà dal mese di giugno.

Golf R Variant, sportiva in formato famiglia

Questa versione per padri di famiglia ossessionati dalle prestazioni non sarà presente nella gamma per l’Italia a causa dei tanti problemi che tutti conosciamo (tra i quali il superbollo); fortunatamente però è possibile averla su ordinazione. Il prezzo quindi non è stato ufficializzato, ma a rigor di logica dovrebbe superare di poco quello della Golf R 5 porte in listino a 42.650 euro.

La praticità e lo spazio della Golf Variant si uniscono alle doti del motore  2.0 4 cilindri turbo da 300 CV e 380 Nm con trazione integrale 4Motion e cambio DSG a 6 rapporti. Nella modalità di guida "Comfort" la Golf R Variant è, sì, vispa, ma è anche dolce nelle risposte, fluida e sorniona: non fa rimpiangere le altre versioni nemmeno quando si va a spasso in compagnia.

In quella "Race", invece, ti incolla al sedile un istante dopo aver affondato il pedale del gas, il tutto con un sound capace di accendere gli animi senza però essere eccessivo. Le prestazioni dichiarate rendono l’idea delle sue performance: con il sistema launch control scatta da 0 a 100 km/h in 5,1 con una semplicità disarmante e gli ingegneri tedeschi ci hanno confidato che hanno toccato una velocità massima di 270 km/h, mentre la versione per il pubblico avrà una velocità limitata elettronicamente a 250 km/h.

Il motore ha una progressione che non diminuisce fino alla zona rossa del contagiri e il cambio DSG è un fulmine. Quasi perfetto, se non fosse che anche nella modalità Race il kick-down resta attivo e a un certo numero di giri passa automaticamente al rapporto successivo. La trazione in uscita dalle curve più strette è qualcosa di eccezionale: davvero difficile metterla in crisi pur con il Traction Control disinserito, e anche la stabilità del retrotreno non rende la guida impegnativa.

Piuttosto, se spinta al limite – e noi abbiamo avuto la fortuna di farlo nell’impegnativo Circuito Ascari – aiuta a chiedere la curva scivolando quel tanto che basta per agevolare l’inserimento. Per rendere l’idea della sua indole corsaiola, ricordiamo che la Golf R è l’unica versione all’interno della gamma che consente di escludere completamente i sistemi elettronici di assistenza alla guida.

Con la Golf R Variant ogni strada secondaria collinare o montana diventa uno spasso e il suo bello è la capacità di assicurare un comfort di marcia che non metterà mai in discussione la vostra scelta con il resto della famiglia. A meno che non si parli dei suoi costi di gestione, perché la Golf R Variant non è una familiare che si accontenta di poco. Del resto sa offrire davvero tanto.

SCHEDA TECNICA
  • Lunghezza
    4.58 m
  • Larghezza
    1.79 m
  • Altezza
    1,51 m
  • Motore
    Diesel Euro 6
  • Cilindrata
    1.968
  • Potenza massima
    184 CV tra i 3.500 e i 4.000 giri
  • Coppia massima
    380 Nm tra i 1.750 e i 3.250 giri
  • Cambio
    Automatico a doppia frizione DSG a 6 rapporti
  • Trazione
    Integrale 4Motion
  • Velocità massima
    219 km/h
  • Accelerazione 0-100 km/h
    7,8 secondi
  • Consumo medio
    5,0 l/100 km
  • Emissioni di CO2
    132 g/km
IDENTIKIT
Volkswagen Golf Variant: GTD, R e Alltrack, ecco come vanno

L'opinione dei lettori