Alfa Romeo Giulietta - White - Design
  • pubblicato il 30-07-2012

Alfa Romeo Giulietta: fascino a parte vediamo cosa sa fare davvero

di Fabio Babini

Fascino a parte vediamo cosa sa fare davvero

IN BREVE
Gli ingredienti per un sano track day ci sono: il motore potente e il cambio a doppia frizione con paddle al volante.Insomma, un’Alfa più cattiva del solito.Come si comporterà? Scopriamolo insieme tra i cordoli del circuito di Adria.

Sono ottantanove anni che l’Alfa Romeo fa battere il cuore agli alfisti e ai piloti.

Per l’esattezza dal 1923, quando Ugo Sivocci e Antonio Ascari portarono due Alfa Romeo RL al primo e al secondo posto della Targa Florio, dopo quattro tornate al fulmicotone lungo il circuito siciliano delle Madonie (108 km a giro).

Fu più di una vittoria: diedero della gran polvere a tutti...

Il terzo classificato, Ferdinando Minoia su Steyr 4000, arrivò dopo 14 minuti dal primo e 12 dal secondo.

Da quel giorno non c’è stato ragazzino, appassionato di auto o pilota che non abbia fantasticato di vincere una gara con lo stemma del Biscione al centro del volante.

Lo stesso Enzo Ferrari venne contagiato da questa “malattia” e abbiamo visto dove è arrivato, iniziando appunto con l’Alfa Romeo...

Quando dalla redazione di “Panoramauto” mi hanno convocato ad Adria per provare la Giulietta 1.4 MultiAir TCT, ho accettato con entusiasmo e curiosità.

E avrete già capito perché.

Non solo per il fascino che questo marchio continua a esercitare ma anche perché volevo mettere alla frusta il nuovo motore con distribuzione MultiAir e capire se il cambio a doppia frizione TCT è davvero veloce come una trasmissione da corsa.

Vedremo.... Arrivato in pista, ho trovato nel paddock, ad aspettarmi, la prima sorpresa: la Giulietta del test aveva un impatto estetico notevole.

Il colore rosso metallizzato e i generosi cerchi con design a turbina creano una combinata, seppur non appariscente, che cattura l’occhio: pura sportività, senza ostentazione.

Bello, di buon gusto.

Ma visto che non siamo venuti fino a Rovigo per lucidare le cromature, è tempo di accendere il motore e dare il via alle danze.

La Giulietta si avvia con un rombo sommesso, lontano dallo storico brontolio del bialbero, ma nemmeno rauco e tisico come molti motori della concorrenza. Entrando in pista, come sempre, ho pinzato i freni per sentire se sono a posto: ragazzi, che botta!

Il pedale è reattivo e le pinze sono generose non solo nelle dimensioni e nello scenografico color rosso Alfa: la decelerazione è tosta.

E allora via, ho iniziato a darci dentro per trovare il limite.

Due cose mi hanno subito entusiasmato. L’inserimento in curva è facile e rapido, con poco sottosterzo.

Poi la coda, che segue fedelmente l’avantreno anche quando non la si rispetta. Insomma, un bel mix tra tenuta di strada e stabilità, un equilibrio sempre difficile da raggiungere.

Il motore, invece, non mi appassiona: verso il limitatore perde un po’ di smalto e manca quello strappo dell’ultimo cavallo prima della cambiata.

Il cambio, invece, è rapido e reattivo quasi come uno da corsa: peccato che i paddles al volante siano piccoli e con i guanti si faccia fatica a richiamare le marce.

Il manettino DNA è fantastico e trasforma la vettura da brillante a cattiva.

Purtroppo non toglie del tutto l’ESP: il controllo allenta la presa ma, quando si esagera, arriva la mano amica dell’elettronica.

In pista è fastidioso, ma in strada diventa un amico prezioso per la sicurezza. Giulietta: mi sei proprio piaciuta.

SCHEDA TECNICA
  • Motore
    anteriore, 4 cilindri in linea
  • Potenza
    125 kW/170 CV a 5.500 giri
  • Coppia
    250 Nm a 2.500 giri
  • Cambio
    robotizzato a 6 rapporti
  • Trazione
    anteriore
  • Velocità max
    218 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    7,7 secondi
  • Consumo misto
    19,1 km/l
  • Emissioni CO2
    121 g/km
  • Dimensioni
    4,35/1,80/1,47 m
  • Bagagliaio
    350/1.150 l
IDENTIKIT
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