Audi S5 Cabrio - In motion
  • pubblicato il 02-11-2012

Audi S5: prendi una cabrio e maltrattala in pista

di Fabio Babini

Prendi una cabrio e maltrattala in pista

IN BREVE
Scampagnate in collina, passeggiate sul lungomare: di solito, alle cabrio si chiede questo.Il nostro tester, invece, ha pensato bene di portare la pepata “scoperta” dei Quattro Anelli tra le curve del circuito di Adria.Ecco come è andata.

Una cabrio per il test mensile sulla pista di Adria? I ragazzacci di Panoramauto devono aver esagerato con la birra, ho pensato.

Di solito - tranne qualche caso sporadico - sono auto buone per i lungomare, non per staccare il tempo sul giro in circuito.

Poi, quando quella che sembrava una normalissima Audi A5 TDI rossa si è avvicinata, ho capito tutto: ciclopici cerchi in lega con pinze freno ipertrofiche, quattro scarichi posteriori, cornice del parabrezza e specchi esterni satinati...

Non c’è dubbio, si tratta di una S5! Dopo aver tirato un bel sospiro di sollievo - già mi vedevo a “remare” come un matto tra i cordoli - cominciano a frullarmi in testa un paio di idee stuzzicanti: grazie al V6 turbo la verve dovrebbe essere assicurata e, con la trazione integrale quattro, non dovrei aver problemi a scaricare la potenza in uscita dalle curve più strette...

Bando alle esitazioni: casco in testa, capote giù per rinfrescare le idee e via!

I primi giri servono a prendere le misure: rispetto alla Suzuki Swift Sport provata sul numero di agosto, qui ci sono altre dimensioni e altri pesi.

Su una pista tortuosa come Adria, 1.880 kg in ordine di marcia si sentono tutti, anche con le sospensioni a controllo elettronico e l’Audi Drive Select impostato su dynamic.

Che fanno molto per dissimulare i kg in eccesso ma, alla fine, mi trovo sempre a entrare più piano in curva di quel che potrei: spesso la S5 tende ad allargare la traiettoria impostata.

Una sensazione che avverto soprattutto in fase d’ingresso nei tornantini, dove devo insistere un po’ per farla girare.

Va molto meglio nel capitolo motore, con il V6 turbo da 333 CV che dimostra di avere un bel caratterino: pieno soprattutto ai medi regimi, non disdegna di girare nei dintorni della zona rossa, mantenendo una brillantezza degna della S sulla mascherina.

Poco da eccepire anche sul cambio a doppia frizione S-Tronic.

Piuttosto rapido nelle cambiate, meriterebbe una diversa logica di funzionamento: in manuale, quando si “sbatte” contro il limitatore, la centralina non mantiene il rapporto, passando automaticamente alla marcia superiore.

Mi è piaciuto anche lo sterzo, preciso e progressivo, semmai leggermente migliorabile nel feeling.

Cosa non mi ha soddisfatto? I freni: senza dubbio le temperature esterne, decisamente più tunisine che venete, non hanno aiutato.

Tuttavia, è bastato tirare qualche staccatona per far sì che l’impianto si surriscaldasse, costringendomi, ogni tanto, a fare dei giri tranquilli per consentire il raffreddamento di dischi e pastiglie.

Una delle ragioni per cui continuo a preferire le “scoperte” per gite tranquille (a tratti anche brillanti) rigorosamente fuori dai cordoli.

Magari con un bella musica in sottofondo e in dolce compagnia.

SCHEDA TECNICA
  • Motore anteriore long.
    V6, 2.995 cc
  • Potenza
    245 kW/333 CV a 5.500 giri
  • Coppia
    440 Nm a 2.200 giri
  • Cambio
    automatico a 7 rapporti
  • Trazione
    integrale
  • Velocità max
    250 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    5,4 secondi
  • Consumo misto
    11,8 km/l
  • Emissioni CO2
    199 g/km
  • Dimensioni
    4,64/1,85/1,38 m
  • Bagagliaio
    320 l
IDENTIKIT
Audi S5: prendi una cabrio e maltrattala in pista

L'opinione dei lettori