Bmw Serie 1 Tre quarti anteriore
  • pubblicato il 26-10-2012

Bmw Serie 1: tre buoni motivi per puntare sul benzina

di Adriano Tosi

Tre buoni motivi per puntare sul benzina

PAGELLA
Città
19/25
Fuori città
20/25
Autostrada
22/25
Vita a bordo
19/25
Prezzo e costi
17/25
Sicurezza
19/25
VERDETTO
116/150
Intro

Piccola sì, ma solo nel prezzo.

Certo, trattandosi di una BMW, piccolo è un concetto relativo: l’assegno da staccare per la 116i Urban è di 29.320 euro.

Una cifra già impegnativa, eppure tra le più contenute all’interno della gamma della Casa bavarese. La turbodiesel di pari potenza, la 118d (che in realtà ha qualche CV in più, 143 contro 136), costa invece 31.020 euro.

Una differenza importante, che si recupera solo se si macinano parecchi chilometri all’anno, perché se è vero che il propulsore a gasolio è campione di consumo - 22,7 km/l dichiarati - è vero anche che l’1.6 a benzina della 116i non è certo assetato: 18,2 km/l secondo quanto dichiara BMW.

Considerazioni economiche a parte, l’1.6 è dotato di tutta la migliore tecnologia bavarese, dalla sovralimentazione TwinPower Turbo all’iniezione diretta, dalla distribuzione Vanos alla tecnologia Valvetronic.

Le premesse per un comportamento da vera BMW ci sono dunque tutte. Verifichiamole.

Città

A scorrere la lista degli optional montati sulla vettura in prova si stenta a credere che si tratti di una serie 1.

Variable Sport Steering, assetto adattivo M, cambio automatico a 8 rapporti: da un lato, va dato atto a BMW di non aver lesinato tecnologia anche per la più piccola di Casa.

Dall’altro, nella valutazione dinamica del veicolo, non si può non tenere conto che tali soluzioni pesano sul conto finale per ben 3.790 euro.

Detto questo, in città la 116i si districa con l’agilità di una citycar e transita sulle sconnessioni imperturbabile come un’ammiraglia.

Merito, nell’ordine, dello sterzo a rapporto di demoltiplicazione variabile (si svolta senza incrociare le braccia) e dell’assetto a controllo elettronico: in posizione

Comfort, il pavé sembra un’illusione ottica.

A questo clima disteso contribuiscono poi l’elasticità del motore e il cambio dai passaggi di marcia vellutati.

Fuori città

Messaggio agli appassionati di BMW: non vi allarmate.

Nonostante le ultime righe del capitolo città, la serie 1 non ha smarrito la sue predilezione per le curve.

Basta spostare il setup su Sport per crederci.

Le sospensioni e lo sterzo diventano immediatamente più consistenti, il cambio scala almeno una marcia, mentre le risposte del motore guadagnano reattività: trasformista.

Chi ha sempre guidato BMW si sentirà a casa.

Piatta sulle quattro ruote, la vettura si tuffa in curva con pochissimo angolo di volante e, quando si va a dare gas, la trazione posteriore permette di chiudere la traiettoria con rara efficacia.

Non manca, per i più smaliziati, lo step Sport+: l’ESP interviene più tardi (premendo l’apposito tasto si può escludere del tutto), lasciando al guidatore il piacere di gestire qualche sovrasterzo di potenza.

Quanto al motore, con 136 cavalli non è certo un portento, ma fa il suo dovere da 1.000 a 6.000 giri (nonostante la potenza massima venga erogata già a quota 4.400), aiutato dagli 8 rapporti dello Steptronic, puntuale nella selezione automatica dei rapporti e rapido in quella manuale sequenziale.

Difetti? Lo sterzo, filtrato dai chip, è un po’ artificiale.

Autostrada

Rischiamo di essere ripetitivi, ma l’assetto adattivo M e l’automatico fanno ancora una volta la differenza.

Il primo annulla le traversine dei viadotti, così come gli avvallamenti.

Il secondo valorizza alla perfezione il motore, sfruttandone la disponibilità di coppia a velocità costante e la brillantezza in caso di sorpasso.

E se un 1.600 a benzina vi sembra piccolo per affrontare lunghi viaggi, leggete qua: a 130 km/h il fonometro registra solo 64 dB, un valore più basso addirittura rispetto a quello di alcune ammiraglie; segno che la meccanica non è per niente sotto stress.

Peccato solo, dunque, per l’assenza, anche tra gli optional, del cruise control adattivo.

Vita a bordo

Le BMW non si sono mai distinte per l’abitabilità; la serie 1 conferma la regola, ma quattro adulti viaggiano comodamente, almeno fino a 185 cm di statura.

Per starci, il quinto deve essere invece un bel po’ più basso, a causa dell’ingombro del tunnel della trasmissione.

Capitolo qualità: rispetto alla vecchia, la nuova serie 1 fa segnare passi avanti nei materiali.

Alcuni rivestimenti duri al tatto si trovano ancora, ma in zone meno estese.

Ottimo l’assemblaggio, così come l’ergonomia: la complessità dei sistemi di bordo richiede un po’ di apprendimento, ma i comandi principali sono ben allineati.

Prezzo e costi

Audi (A3), BMW, Mercedes (classe A): anche in questo campo, la sfida è circoscritta ai tre marchi tedeschi a cui si aggiunge l’outsider Lexus CT 200h, l’ibrida giapponese per i più sensibili alle tematiche verdi.

In attesa di conoscere il listino della nuova A3 a 5 porte (atteso entro fine anno), la classe A si rivela più economica: 26.850 euro per la 180 BlueEFFICIENCY Premium, leggermente meno potente della 116i (122 CV), ma con una dotazione paragonabile.

Per il resto, la bavarese beve con morigeratezza - un litro se lo fa bastare per 14,5 chilometri - e la tenuta del valore negli anni non dovrebbe costituire un problema, dati il livello tecnologico e la forza del marchio.

La garanzia? Non oltre i due anni.

Sicurezza

Lo specifichiamo per chi ancora fosse diffidente verso la trazione posteriore: il progresso di pneumatici, telai ed elettronica ha reso a prova di errore anche questo schema meccanico.

Nel caso specifico della serie 1, inoltre, la sicurezza è testimoniata dall’accelerazione laterale (0,98g): un numero che certifica la grande tenuta di strada della tedesca.

Tra le migliori mai rilevate anche la frenata: 37,2 m da 100 km/h, 58,6 m da 130 km/h. La lacuna della 2 volumi BMW è rappresentata dall’assenza di sistemi di ausilii alla guida come il cruise control adattivo o il sistema anti-tamponamento.

Completo il corredo di airbag (8); stonano, invece, i 50 euro richiesti per il comando di disattivazione dell’airbag del passeggero.

I nostri rilevamenti
  • Accelerazione
  • 0-50 km/h
    3,5
  • 0-80 km/h
    5,2
  • 0-90 km/h
    7,8
  • 0-100 km/h
    9,3
  • 0-120 km/h
    12,1
  • 0-130 km/h
    14,9
  • Ripresa
  • 50-90 km/h in D
    4,9
  • 60-100 km/h in D
    4,3
  • 80-120 km/h in D
    6,1
  • 90-130 km/h in D
    7,1
  • Frenata
  • 50-0 km/h
    9,2
  • 100-0 km/h
    37,2
  • 130-0 km/h
    58,6
  • Rumorosità
  • 50 km/h
    56
  • 90 km/h
    60
  • 130 km/h
    64
  • max clima
    65
  • Carburante
  • consumato
    89
  • Distanza
  • percorsa
    1.290
  • Percorrenza media 14,5 km/l
  • media
    14,5
  • a 50 km/h
    47
  • a 90 km/h88
    88
  • a 130 km/h
    127
  • Giri
  • al volante
    2
  • Motore
  • a 130 km/h in D
    2.800
Verdetto

Benzina contro gasolio: gli italiani preferiscono il secondo, in segmenti come quello della BMW serie 1.

Una scelta perfettamente condivisibile, data la fiacchezza dei motori a Ciclo Otto in commercio fino a poco tempo fa.

La 116i dimostra, però, che certi schemi sono saltati.

Accelerazione e ripresa non hanno nulla da invidiare a quelle dei migliori diesel, mentre il consumo è di poco superiore: salvo alte percorrenze, la 116i è la scelta vincente.

Bmw Serie 1: tre buoni motivi per puntare sul benzina

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