Citroen C4 laterale
  • pubblicato il 08-07-2011

Citroën C4: ritorno alla tradizione

di Renato Dainotto

Ritorno alla tradizione

PAGELLA
Città
22/30
Autostrada
26/30
Fuori città
22/30
Vita a bordo
22/30
Prezzo e costi
23/30
Sicurezza
24/30
VERDETTO
139/180
Intro

Finalmente la Citroën torna a progettare e costruire Citroën. Ovvero, in questi tempi difficili, dove per vendere non si può sbagliare un dettaglio, la Casa francese è tornata a lavorare sul suo DNA, concentrando lo sviluppo della nuova C4 intorno alla voce comfort di marcia. Un obiettivo ambizioso perché, per abbattere i costi, le sospensioni pneumatiche sono rimaste nei cassetti ancor prima di tirare la prima riga sul foglio bianco. Gli ingegneri francesi hanno così cesellato semplici parti meccaniche: bracci, molle e ammortizzatori. E ci sono riusciti perché la nuova C4 viaggia sulle sconnessioni come Aladino sfrecciava sul tappeto volante. Buche, asperità, crepe dell’asfalto: i colpi vengono ben smorzati e l’auto scorre senza trasmettere scossoni e rumorosità. Una svolta conservatrice che si ritrova anche nella linea dove i volumi sono ben equilibrati come i tagli che corrono sulle lamiere che appaiono meno estrosi. Così i “Citroënisti” dovrebbero tornare a casa.

Città

L’effetto velluto piace

Se Citroën deve essere allora che sia una degna discendente della DS cioè con sospensioni dalle spalle forti in grado di reggere qualsiasi colpo senza trasferirlo a guidatore e passeggero. E così è a bordo della nuova C4, dove le ruote passano su buche assorbendo quasi tutti i colpi. Lo sterzo, poi, a bassa velocità è leggero e aiuta a muoversi nel traffico in scioltezza. Passare da una colonna ferma a una fila che scorre è un attimo, grazie anche all’ottima visibilità anteriore. I progettisti di altri costruttori dovrebbero sedersi dentro questa auto per “imparare” come si fa a dare una buona visione al guidatore. Resterebbero stupiti ma, poi, potrebbero replicare che a tanta bontà verso il fronte di marcia non corrisponde altrettanta visibilità in manovra e di lato dove lunotto piccolo e montante centrale grande rubano molto alla capacità dell’occhio di estendere la visione. Ci si accorge di questi limiti non appena si deve parcheggiare. Per fortuna ci sono i sensori di parcheggio anteriori e posteriori e un sistema che sotto i 20 km/h misura gli spazi disponibili e avverte il guidatore quando ci sono abbastanza cm per infilarvi l’auto. Non è come il parcheggio automatico, ma aiuta; utile soprattutto a dare più sicurezza a chi si sente un po’ imbranato. Ultima nota per il cambio. Il sistema robotizzato ha un buon funzionamento ma rispetto a una trasmissione a doppia frizione è meno delicato nell’innesto. Una lode invece al sistema Start&Stop: efficiente nel riavviare l’auto. Peccato per il cambio robotizzato lento, a volte incerto nel scegliere la marcia in fase di ripresa e in questi frangenti arriva lo strattone.

Autostrada

Prendetela comoda

Inseriti nella corsia più veloce in pochi secondi la C4 raggiunge i 130 km/h. Il cambio robotizzato snocciola le marce e raggiunge la sesta con il motore che lavora senza farsi sentire con prepotenza. Nell’abitacolo si viaggia in ottime condizioni di comfort. Le sospensioni si mantengono davvero efficienti nell’isolare dalle asperità e all’orecchio giungono solo 70 dBA. Un numero che non fotografa la reale situazione: la rombosità si diffonde meglio che su altre vetture che hanno fatto registrare questo stesso valore. Lo sterzo a queste andature si irrigidisce e alla fine risulta un po’ artificiale nelle risposte. La sicurezza è garantita da una buona stabilità (con l’ESP non disinseribile sopra i 50 km/h) e da due dispositivi elettronici. Uno sorveglia il guidatore e lo avverte con uno scossone sotto il sedile se oltrepassa la carreggiata senza mettere la freccia (ottimo contro il colpo di sonno) e l’altro dà l’allarme se da dietro arriva un’auto e si trova nell’angolo cieco dello specchio.

Fuori città

Sicura, ma troppo soffice

Nella guida fuori porta il motore è perfetto: brillante in partenza e con un buon allungo. In ripresa ha la giusta dose di fiato e in più non beve. Cosa chiedere ancora. Beh, forse una trasmissione più efficiente. La CMP-6 della Citroën va bene nell’uso turistico ma se il ritmo sale è un po’ lenta e, a volte, non interpreta bene i desideri del guidatore. C’è pure la selezione manuale dei rapporti, ma il controllo non è totale: raggiunto il limite massimo dei giri il sistema cambia marcia da solo (avverte il guidatore un attimo prima con il contagiri che diventa tutto rosso) e se in ripresa si vuole tenere una marcia alta non c’è storia, il cambio scala da solo. L’intelligenza artificiale avrebbe anche ragione, così la spinta migliora e i consumi scendono. Tuttavia se uno vuole fare da solo, la posizione M è in realtà una modalità manuale assistita. Nelle curve l’auto entra ed esce bene, ma le sospensioni cedono leggermente nella fase d’inserimento. Raggiunto il limite di aderenza, l’auto tende a sottosterzare (le direzionali scivolano e il muso punta l’esterno), ma l’ESP riporta l’auto in traiettoria.

Vita a bordo

Ogni cosa al suo posto

L’abitabilità anteriore è buona soprattutto in altezza. La poltrona del guidatore ha ampie regolazioni e il piantone si registra sia in altezza sia in profondità. La strumentazione offre l’illuminazione regolabile e può variare progressivamante nella colorazione dal bianco al blu in 6 passi. Di serie il sedile del guidatore è dotato di regolazione lombare elettrica nonché della funzione di massaggio. Dietro, lo spazio per tre adulti non è ottimale perché la parte centrale del sedile è più rigida. Le porte posteriori, poi, sono un po’ piccole: le persone con le gambe lunghe devono ruotare maggiormente il bacino per salire e scendere. I vani portaoggetti sono tanti. Alla base del cruscotto, davanti alla leva del cambio, c’è un pozzetto con sistema di rinfrescamento e chiusura a serranda che può contenere 4 bottiglie da 50 cl. E c’è anche un piccolo supporto estraibile di fronte alla presa per l’iPod, così il lettore ha una collocazione stabile, sicura e occultabile. I comandi principali sono tutti a portata di mano, quelli secondari, invece, bisogna trovarli nella fitta serie di pulsanti che affollano il volante e la plancia. Serve un po’ di abitudine. Il display al centro della strumentazione fornisce una miriade di informazioni. Peccato manchi il termometro del motore: i motoristi francesi si sentono molto sicuri sulla affidabilità della loro creatura!

Prezzo e costi

Argomenti forti

Questa versione della C4 costa 24.201 euro. Si tratta della 1.6 e-HDi Airdream Exclusive, cioè dell’allestimento più ricco abbinato al motore 1.6 turbodiesel da 112 CV con cambio robotizzato. Un prezzo competitivo. La versione che abbiamo testato ha, però, una dotazione appesantita di 2.700 euro solo per la presenza di due pack: il “Detection” (avvisatore superamento carreggiata, fari allo Xeno, rilevatore pressione pneumatici e sedili riscaldabili) e il “Concert” (navigatore satellitare e impianto Hi-Fi Denon). E poi bisogna aggiungere le ruote da 17 pollici per altri 400 euro. Totale 3.100 euro. Il prezzo, lievitato a 27.000, non è più “popolare”. I consumi tuttavia sono ottimi. Questo motore non beve in alcuna condizione di guida. Anche se si preme molto sul gas.

Sicurezza

Davvero completa

La dotazione standard è completa. Sei sono gli airbag (frontali, laterali e per la testa), come per la maggior parte delle concorrenti, ma in più sulla C4 troviamo il sistema di sorveglianza dell’angolo morto degli specchi esterni. E poi l’ESP, il climatizzatore automatico, i tergicristalli automatici e gli ancoraggi Isofix per i seggiolini dei bambini. I fari fendinebbia hanno la funzione cornering, che illumina la zona buia davanti all’auto nelle svolte strette: sono davvero utili. Con il pack Detection sono abbinati ai fari allo Xeno che seguono le curve, così l’efficienza raddoppia. Dal punto di vista della dinamica di marcia, la C4 ha buoni limiti di aderenza, con una rassicurante stabilità anche nei cambi di direzione improvvisi. In frenata gli spazi sono contenuti, ma il pedale, molto sensibile in stile Citroën, a volte risulta difficile da modulare. Però nelle frenate d’emergenza reagisce subito e rassicura chi guida. E nelle decelerazioni violente le doppie frecce si accendono da sole, segnalando il pericolo alle vetture che sopraggiungono. I dispositivi di ausilio alla guida funzionano correttamente, come la spia gialla negli specchi esterni: si illumina quando un’auto, proveniente da dietro, si trova nell’angolo cieco. E se poi si cambia corsia senza inserire la freccia, il sedile del guidatore vibra, a patto che le corsie siano segnalate dalla linea di mezzeria. Merito dell’ASL che di fatto limita i pericoli del colpo di sonno.

Verdetto

La nuova C4 è un progetto interessante. La linea è più gradevole della precedente versione, il comfort di marcia è migliorato e la richiesta di gasolio del motore 1.6 e-HDi si conferma bassa. L’abitabilità posteriore, invece, non è da primato e il cambio robotizzato si fa sentire troppo nelle selezioni delle marce. Il prezzo base rappresenta un buon punto di partenza ma con i pack tecnologici sale. Tenetene conto anche perchè la svalutazione... pesa.

Citroën C4: ritorno alla tradizione

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