Citroen DS3 Cabrio - Profilo
  • pubblicato il 12-07-2013

Citroen DS3 Cabrio: perde il tetto guadagna fascino

di Andrea Rapelli

Perde il tetto guadagna fascino

PAGELLA
Città
17/25
Fuori città
21/25
Autostrada
18/25
Vita a bordo
16/25
Prezzo e costi
18/25
Sicurezza
19/25
VERDETTO
109/150
Intro

L’ultimo atto della nobile famiglia DS, trèschice charmante, si chiama DS3 Cabrio.

Sorella discinta - se ancora non l’aveste intuito - della lussuosa piccola con il Double Chevron sul cofano, antagonista principale del Cinquino e della Mini.

I punti fermi? La capote rigorosamente in tela, tanto per cominciare.

Che scorre su montanti fissi, aumentando di soli 25-30 kg il peso.

E, poi, una certa dose di comfort.

Sia mai che ci si ritrovi a viaggiare in balia del vento, come accade su alcune ben più blasonate concorrenti.

Il tutto condito con buone possibilità di personalizzazione e una meccanica super collaudata, che deriva in buona parte da quella della pragmatica C3.

Il risultato promette un insieme di sensazioni ormai quasi rare: vento che accarezza i capelli senza scompigliarli e, allo stesso tempo, la possibilità di trasportare, almeno sulla carta, fino a cinque passeggeri senza complicar loro troppo la vita a bordo.

Alla ricetta bisogna poi aggiungere un pizzico di sportività, regalata dai 156 CV dell’1.6 turbo benzina e una guida che s’annuncia frizzante quanto basta, ricca di sfaccettature particolari, tutte da scoprire.

La prima cosa da fare, naturalmente, è premere il tasto per aprire la capote...

Città

Il gioco è semplice e funziona da antistress.

Prendi una giornata di sole, apri (elettricamente) la capote, regolala sulla posizione intermedia.

Così, anche in città, è come avere un enorme tetto apribile, che non compromette la sicurezza - la struttura protegge dai malintenzionati - ma allarga gli orizzonti.

Le differenze con la sorella chiusa? Qualcosa si sente, in termini di vibrazioni della scocca, sulle buche più dure.

Ma è tutto qui, perché il resto è très Citroën: l’1.6 THP da 156 CV garantisce scatti pronti al verde e la frizione non è così pesante come si potrebbe pensare.

Gli ammortizzatori, poi, rispondono secchi ma non arrivano mai alla maleducazione.

Cosa non va? I problemi maggiori compaiono all’odiato momento del parcheggio: il lunotto piccolo (e senza tergicristallo) obbliga alla prudenza nelle manovre.

Praticamente impossibili quando la capote è tutta aperta: così, ci si deve affidare all’immaginazione.

E ai sensori - di serie - ultimo baluardo prima del contatto.

Il rischio prende la forma di costose visite dal carrozziere, vista l’assenza di protezioni.

Infine, in chiave consumo, avrebbe fatto comodo il sistema stop&start.

Fuori città

Se la voglia di toccare un pezzetto di cielo viene già fra le mura, figuriamoci quando entrano in gioco i profumi della natura.

Il dito va al solito pulsante: 16 secondi da tutto chiuso a tutto aperto, anche fino a 120 km/h di tachimetro.

Il prezzo da pagare? Una certa quantità di rumorosi fruscii, soprattutto superati i 90 km/h.

Per il resto, è tutta goduria.

Da intendersi nel senso tranquillo e pacioso del termine.

Perché la DS3 viaggia forte, volendo.

Ma non è questo che chiede.

Potete guidare brillanti, godendovi traiettorie e prestazioni, ma il consiglio è quello di non esagerare.

Se il piede diventa molto pesante, infatti, la cabrio del Double Chevron comincia a coricarsi un bel po’ sulle ruote, risentendo anche di un certo sottosterzo, specie nell’uscita dalle curve più strette.

Nondimeno, le sensazioni che giungono ai polpastrelli dalla corona del volante raccontano di uno sterzo piuttosto progressivo, correttamente demoltiplicato, ma avaro di informazioni e un filo innaturale all’aumentare dell’andatura.

Il cambio manuale a sei rapporti, invece, richiede movimenti rapidi: più sarete veloci, meglio entreranno le marce.

L’1.6 turbo, vecchia conoscenza del gruppo PSA, fa faville ai regimi intermedi ed è anche piuttosto elastico.

Dote che, per godersi un saliscendi collinare, ha la sua importanza.

Autostrada

Già le vediamo, le facce perplesse dei detrattori: il tetto in tela farà rumore, entreranno spifferi e acqua... Nulla di più sbagliato. Perché la capote a triplo strato, progettata da Webasto, la stessa che fornisce Fiat, è un piccolo pezzo d’ingegneria: il meccanismo di apertura/chiusura è realizzato con attenzione certosina e i principali organi per la movimentazione risultano ben celati tra le pieghe della tela e nei montanti. Tutto ciò per dire che, a 130 km/h e con il tetto abbassato, i dB in abitacolo si avvicinano a quelli della versione chiusa. L’orecchio è disturbato più che altro dal rumore di rotolamento dei pneumatici, fastidioso alla lunga sugli asfalti drenanti. Niente male il lavoro del reparto sospensioni, una corretta via di mezzo fra rigidità e morbidezza. Il pedale del freno, invece, è fin troppo apprensivo: non si sente mai mancanza di mordente - e questo è un bene - ma il piede si deve abituare a cotanta ipersensibilità. Ciò detto, si può affrontare un viaggio discretamente lungo senza affaticarsi troppo. Almeno per i fortunati che occupano i sedili anteriori...

Vita a bordo

Già, i passeggeri posteriori. Dopo aver superato lo “pinna” all’ingresso, che li costringerà a piegare sensibilmente testa e collo, disporranno di una quantità appena sufficiente di centimetri. Ma lo spazio in verticale, causa presenza meccanismo del tetto, è minore rispetto alla sorella chiusa. Tanto che chi sfiora il metro e ottanta tocca facilmente le parti laterali del padiglione con la nuca. Ciò detto, la DS3 Cabrio è pure l’unica della sua categoria a poter ospitare 5 passeggeri (per brevi tragitti, aggiungiamo). Non solo, perché se il vano bagagli non appare molto sfruttabile - a causa della bocca d’accesso, alta poco più di un boccale di birra - almeno si possono abbattere separatamente gli schienali, ricavando quasi 1.000 litri totali. Per il resto, è la DS3 che tutti conosciamo: la finitura soddisfa nei materiali, un po’ meno negli assemblaggi (quasi impercettibili gli scricchiolii dovuti alla mancanza del tetto), mentre la disposizione dei comandi conserva il difetto del tasto hazard, posto troppo lontano da chi guida. Volendo togliersi un altro sassolino dalla scarpa, il sistema multimediale con vivavoce Bluetooth, lettore cd/mp3, prese aux/usb e navigatore satellitare sente il peso degli anni. Soprattutto in grafica e logica di funzionamento. Per averlo, inoltre, sarete costretti a sborsare ben 1.215 euro: meglio investirli in altri accessori.

Prezzo e costi

Con i suoi 24.250 euro, la DS3 Cabrio 1.6 THP Sport Chic si colloca esattamente a metà tra Fiat 500C 1.4 Lounge (19.250) e Mini Cabrio Cooper, proposta a 24.550 euro.

Con una dotazione di serie che richiede pochissime aggiunte: ci si può fermare alla vernice metallizzata e a qualche piccolo dettaglio di stile, come la stilosa capote in grigio Moondust.

Molto buoni i consumi: i 156 CV dell’1.6 THP permettono, se si agisce con dolcezza sul pedale dell’acceleratore, percorrenze medie nell’ordine dei 16,5 km/litro.

I voti peggiorano alla voce garanzia, perché Citroën - come tanti altri Costruttori del Vecchio Continente - si ostina a prevedere di serie i classici due anni di copertura a km illimitati previsti dalla legge.

Ancora presto, infine, per valutare la tenuta del valore: le (buone) premesse ci sono tutte.

Sicurezza

La DS3 avrà anche perso la... testa, ma sicuramente non per quanto riguarda il livello di sicurezza complessiva.

Perché se a salvaguardia degli occupanti ci sono ben sei airbag, i montanti fissi regalano tanta protezione in più negli impatti rispetto alle cabriolet classiche.

È lecito attendersi, quindi, un bel voto nei crash-test Euro NCAP (la sorella tutta chiusa prese, nel test effettuato quattro anni fa, il punteggio massimo).

Nulla da segnalare nemmeno sulle tarature dell’assetto, con un retrotreno sicuro perfino se si violentano volante e pedale del gas.

A proposito: schiacciandolo senza ritegno a centro curva, dovrete imparare a gestire una certa tendenza ad allargare la traiettoria, intuitivamente correggibile da tutti i guidatori solo alleggerendo la pressione sull’acceleratore.

Anche forzando la mano, insomma, la DS3 Cabrio non perde quella compostezza che contraddistingue pure la sorella con il tetto in lamiera.

Nella media delle concorrenti la grinta dell’impianto frenante, con un pedale fin troppo pronto e sensibile.

Non alla fatica, perché nelle nostre prove abbiamo registrato spazi contenuti e un’ottima resistenza al fading.

Il voto scende nella visibilità: ok davanti, compromessa, come abbiamo detto, dal lunotto piccolo dietro.

I nostri rilevamenti
  • Accelerazione
  • 0-50 km/h
    2,6
  • 0-80 km/h
    4,2
  • 0-90 km/h
    5,4
  • 0-100 km/h
    7,6
  • 0-120 km/h
    11,8
  • 0-130 km/h
    14,2
  • Ripresa
  • 50-90 km/h in 4a
    6,9
  • 60-100 km/h in 4a
    7,2
  • 80-120 km/h in 5a
    9,52
  • 90-130 km/h in 6a
    11,82
  • Frenata
  • 50-0 km/h
    9,2
  • 100-0 km/h
    39,1
  • 130-0 km/h
    61,1
  • Rumorosità
  • 50 km/h
    49
  • 90 km/h
    65
  • 130 km/h
    68
  • max clima
    73
  • Carburante
  • consumato
    70,7s
  • Distanza
  • percorsa
    1.166
  • Percorrenza
  • media
    16,5
  • a 50 km/h
    47
  • a 90 km/h
    87
  • a 130 km/h
    126
  • Giri
  • al volante
    2,1
  • Motore
  • a 130 km/h in D
    2.600
Verdetto

La bella stagione riempie i polmoni e la DS3 Cabrio sembra fatta apposta per riscoprire il piacere di guidare en plein air.

Con una capote che è un piccolo capolavoro di ingegneria, anche se dà qualche problema di visibilità.

Poi la DS3 offre una guida briosa, un comportamento stradale sicuro, consumi contenuti e un comfort da categoria superiore.

Per un mix davvero di alto livello.

Citroen DS3 Cabrio: perde il tetto guadagna fascino

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