Honda Civic 2012 - Il frontale
  • pubblicato il 23-08-2012

Honda Civic: prove tecniche di seduzione

di Andrea Rapelli

Prove tecniche di seduzione

PAGELLA
Città
17/25
Fuori città
18/25
Autostrada
20/25
Vita a bordo
22/25
Prezzo e costi
18/25
Sicurezza
20/25
VERDETTO
115/150
Intro

Troppo facile basarsi solo sulle impressioni estetiche.

Perché, ad un’occhiata distratta, la Honda Civic numero nove sembrerebbe proprio un restyling bello e buono della serie precedente, nata nel 2006.

D’accordo, la calandra si tinge di nero e diventa più aggressiva, mentre gruppi ottici dal disegno rivisto adornano un posteriore decisamente meno futuristico.

Tuttavia, i tratti somatici salienti sono sostanzialmente gli stessi, così come le dimensioni della carrozzeria, che si modifica proprio poco: meno 2 centimetri in altezza e più 1 in larghezza.

La domanda, quindi, arriva puntuale (e scontata): cosa è cambiato? I tecnici giapponesi raccontano che, ascoltando le esigenze della clientela europea, hanno pensato di affinare la già buona base della Civic, rendendola soprattutto più confortevole.

Con interventi mirati per lo più sulle sospensioni posteriori: boccole ripiene di liquido per digerire al meglio gli scossoni e braccio longitudinale più rigido rispetto a quello della vecchia Type R.

I buoni propositi non finiscono qui, perché percorrendo un sacco di km nel Vecchio Continente si sono pure accorti che gli interni cominciavano a sentire il peso dell’età.

Così sono intervenuti con plastiche meno croccanti e assemblaggi più curati.

E poi nuove interfacce per l’elettronica di bordo, allestimenti rivisti...

Un bel lavoro di affinamento, fanno sapere dal Giappone.

Per provare ad affermarsi in un segmento fra i più combattuti e terreno, da sempre, dei costruttori europei, con Golf, Focus e compagnia bella a farla da padrone.

Ecco perché la Civic 2012 diventa ancora più occidentale.

Non resta che trascorrere un po’ di tempo in sua compagnia e vedere se le intenzioni degli uomini Honda sono diventate realtà.

Città

A vederla, tra le luci basse del tramonto, fa la stessa impressione della precedente: la Civic sembra ancora una navicella spaziale con le ruote.

L’accoglienza a bordo, però - ne parleremo più in dettaglio - è davvero gentile e premurosa.

Ok, le misure si percepiscono con qualche difficoltà ma, nel traffico, la compatta Honda è un bel posto dove stare.

Il lavoro generale sul comfort si sente: le sospensioni non rumoreggiano più sulle buche più accentuate, anche se la taratura non è comunque mollacciona. Il turbodiesel, poi, ai bassi regimi è proprio un gioiellino, con tanta verve appena dopo i 1.500 giri.

È un filo più difficile entrare in sintonia con lo Stop&Start (ne abbiamo provati di più veloci) e con i parcheggi: complice la già citata originalità della vetratura, soprattutto nella zona posteriore, in retro si procede un po’ a tentativi.

E i paraurti, bianchissimi, sono davvero vulnerabili...

Per fortuna i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, compresi nel prezzo, consentono di farsi un’idea su ciò che succede alle vostre spalle.

Ed evitare, così, di pagare le ferie al carrozziere di fiducia.

Fuori città

Le Honda degli anni Novanta, per capirci le Civic VTi che estraevano 160 CV da un normale millessei grazie al V-Tec, non torneranno più.

Sia perché sono cambiate le normative antinquinamento, sia perché in Giappone, per la Civic 2012, hanno scelto di spostare l’ago della bilancia sul comfort (sia acustico sia sospensivo) e sull’ecologia, tagliando emissioni e consumi.

Per accorgersene basta percorrere una strada tutta curve: ritrovare quella reattività tipica del model year 2006 è un attimo ma, per contro, c’è uno sterzo che appare meno preciso ai piccoli angoli, dal carico - e feeling - migliorabili.

Senza dimenticare le sospensioni, ammorbidite e inclini a coricarsi maggiormente nelle svolte al limite.

In un certo senso è un peccato, poiché la compatta Honda si butta in curva con un certo impegno e mantiene la traiettoria con notevole cipiglio.

Il guastafeste assume le sembianze del retrotreno, colpevole di non prendere mai parte al gioco, rimanendo fin troppo controllato.

Se da un lato è la sicurezza, come vedremo, a beneficiarne, dall’altro dovrete fare i conti con una tendenza al sottosterzo che vi terrà compagnia sempre, soprattutto quando decidete di forzare un po’.

Gli orfani della Type R, insomma, masticheranno amaro.

Irreprensibile, invece, il cambio: la leva scorre fluida e senza impuntamenti, con innesti precisi al millimetro.

Passi avanti per l’impianto frenante, che ora vanta una risposta al pedale più decisa e pronta rispetto al recente passato.

Autostrada

Un po’ inaspettatamente, vista l’indole peperina del modello precedente, questa Civic si comporta davvero benone in autostrada.

Tanto per cominciare, il motore, a velocità costante, non fa la voce grossa.

E parlano sottovoce pure i pneumatici, che ce la mettono tutta per evitare di disturbare.

Infine, se aggiungete il buon isolamento dai fruscii aerodinamici, non faticherete a capire il risultato del fonometro: 66 dB, valore che s’avvicina a quello di numerose berline.

Parlare a bassa voce, quindi, è possibile, così come potete contare su una certa morbidezza del reparto sospensioni: al fondoschiena giunge solo qualche colpo quando si passa sulle traversine.

Il cruise? Di serie c’è quello tradizionale: il sistema attivo (in combinazione con il dispositivo anticollisione CMBS) costa 1.950 euro.

Bene modulabilità della frenata e sicurezza percepita, mentre c’è qualche piccola riserva sull’autonomia.

Perché il serbatoio, collocato anteriormente, non è un mostro di capienza: 50 litri, infatti, sono un valore da piccola.

Fortunatamente, i 150 CV del 2.200 sono poco assetati.

Vita a bordo

Se non siete mai saliti su una Civic nuova generazione, sulle prime la plancia può spiazzarvi: due piani di lettura (sopra c’è il tachimetro digitale, sotto il resto) e qualche comando sparso.

Per l’occasione, oltre al palpabile miglioramento di materiali e assemblaggi, i progettisti hanno ripensato i comandi del clima, ora più semplici da comprendere e posti sulla console centrale.

Lo schienale, purtroppo, si regola a scatti e il volante non si muove molto: nonostante questo, si sta seduti in alto, con una buona visuale sul traffico.

Altro pregio, la flessibilità: nel segmento, la Civic è l’unica ad offrire i sedili posteriori “magici”, con la seduta che si alza verticalmente.

Lo spazio in altezza per i passeggeri posteriori, invece, latita un po’, al contrario di quello per le gambe.

Anche i colossi, infatti, riescono a trovare posto senza troppi contorsionismi, grazie soprattutto alle portiere posteriori che s’aprono di 90 gradi.

Last but not least, la capacità del bagagliaio soddisfa anche i padri di famiglia.

Perché il riposizionamento del serbatoio ha consentito di ricavare un vano generoso e davvero regolare, perfino con un valido doppiofondo.

Che può servire, nel caso, per ricoverare un ruotino di scorta, molto più utile rispetto al kit con compressore.

Prezzo e costi

L’avrete notato, inutile nasconderlo: la Civic costa tanto.

Perché, con 31.100 euro, la compatta jap si posiziona perfino più in alto della Golf Highline 2.0 TDI da 140 CV, che vien via a circa 4.500 euro in meno.

Il lato affascinante della cosa è che la dotazione di serie appare superlativa. C’è di tutto, dai 6 airbag con ESP al clima automatico bizona, dal navigatore satellitare con schermo touch all’impianto audio Premium, dai sedili in pelle al tetto panoramico in cristallo.

Insomma, per farla breve, ci sono da sborsare solo 500 euro per la vernice metallizzata (la tinta Milano Red è offerta senza sovrapprezzo).

Oppure, se tenete particolarmente alla sicurezza, potete scegliere - per 1.950 euro - il cruise control adattivo e il CMBS, il sistema di evitamento delle collisioni a bassa velocità.

Altro plus? Il consumo, perché durante i nostri test, guidando con un po’ di attenzione, la Civic ha fatto segnare una media di 18,2 km con un litro di gasolio.

Di questi tempi è un bel vantaggio.

Nella norma la garanzia, con i classici tre anni o 100.000 km e in chiaroscuro la tenuta del valore nell’usato, campo in cui le auto orientali, in genere, non brillano particolarmente.

Almeno nei nostri confini.

Sicurezza

Scorrendo il listino, sembra proprio che non ci sia nulla di cui lamentarsi.

Tanti airbag, controlli elettronici di stabilità e trazione, Hill Holder, fari allo xeno.

Del pacchetto sicurezza con CMBS e cruise abbiamo già detto ed è proprio questa l’unica integrazione disponibile.

Non resta, quindi, che verificare la sicurezza attiva.

Ci vuole davvero poco per capire che la Civic, come il model year 2006, è tuttora semplice da condurre, pure per coloro che non hanno grande esperienza di guida.

Al limite, infatti, si produce in un placido sottosterzo, contrastabile alleggerendo il gas.

A quel punto, nessuna reazione stramba della coda, comunque controllata - nelle situazioni più scabrose - da un ESP vigile, che agisce in sordina.

Segnale, insomma, di un telaio sano.

Nella norma i risultati fatti segnare nelle prove di frenata, con una risposta al pedale più pronta e consistente rispetto al passato.

Rimane il vecchio tallone d’Achille della Civic: quel portellone posteriore, tagliato a metà, che disturba la visuale nella parte posteriore.

D’accordo, ora c’è un tergilunotto, utilissimo nelle giornate di pioggia.

Tuttavia, complici i montanti generosi, in retro si è spesso costretti ad affidarsi ai sensori (di serie).

I nostri rilevamenti
  • Accelerazione
  • 0-50 km/h
    3,0
  • 0-80 km/h
    5,9
  • 0-90 km/h
    7,5
  • 0-100 km/h
    8,9
  • 0-120 km/h
    12,0
  • 0-130 km/h
    14,0
  • Ripresa
  • 50-90 km/h in 4a
    8,5
  • 60-100 km/h in 4a
    7,8
  • 80-120 km/h in 5a
    10,5
  • 90-130 km/h in 6a
    12,7
  • Frenata
  • 50-0 km/h
    9,5
  • 100-0 km/h
    39,6
  • 130-0 km/h
    59,5
  • Rumorosità
  • al minimo
    51
  • max clima
    75
  • 50 km/h
    58
  • 90 km/h
    62
  • 130 km/h
    66
  • Percorrenza
  • media
    18,2
  • Autonomia
  • a 50 km/h
    48
  • a 90 km/h
    87
  • a 130 km/h
    127
  • Giri
  • al volante
    2,1
  • Motore
  • a 130 km/h 6a
    2.200
Verdetto

La strada scelta dai tecnici per il rinnovamento passa dal restyling della carrozzeria e da profondi interventi meccanici.

In aggiunta ai pregi della Civic 2006 (flessibilità, affidabilità e consumi calmierati) ora si apprezzano la maggiore qualità nell’abitacolo e un comfort quasi da categoria superiore.

Peccato che la vocazione alla guida sia meno spiccata rispetto al passato.

E il prezzo, nel segmento, è uno dei più elevati.

Honda Civic: prove tecniche di seduzione

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