L’assetto è da pista

Fuori città

Dicevamo: una Hyundai tagliente, agile, reattiva. Sviluppata anche per i gusti degli automobilisti occidentali, molto esigenti. E allora, guidando, le prime sensazioni che giungeranno alle vostre terminazioni nervose saranno contrastanti. Inizialmente, quando la strada è liscia come un biliardo, vi rallegrerete per come la Veloster vira piatta e s’inserisce velocemente in curva, con il posteriore che prende volentieri parte al gioco. Lo sterzo rimane sempre un po’ distaccato (anche se preciso) e rende talvolta difficili le piccole correzioni mentre l’1.6 sfodera una certa grinta solo nella parte alta del contagiri: l’aiuto di un bel turbo gli avrebbe fatto certamente comodo. Ma forse in futuro arriverà una versione più potente. Il cambio va bene: preciso, con la corsa corta della leva. Il limite principale? Sta tutto nell’assetto. Perché, quando la strada si fa sconnessa, questa Hyundai fatica a mantenere la linea impostata con il volante. Il motivo è sempre lo stesso: ammortizzatori troppo rigidi e bloccati nell’escursione che fanno saltellare l’auto.

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16/12/2011 14:59
16/12/2011 14:59
hyundai, veloster, auto sportiva
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