Nuova Hyundai i20 2012
  • pubblicato il 06-03-2013

Hyundai i20: per risparmiare senza deprimersi

di Renato Dainotto

Per risparmiare senza deprimersi

IN BREVE
Il motore a tre cilindri coreano è un efficace antidoto alla sete di gasolio.Così si abbattono e molto i costi fIssi.Inoltre sorprende per vivacità.

La Hyundai i20 è l’utilitaria che non ti aspetti.

Perché, nella fascia più affollata del mercato, il marchio coreano - per quanto in crescita di prestigio - non è ancora così riconoscibile come accade con i brand europei.

Troppo spesso, chi deve cambiare auto esamina la cinque porte Hyundai solo in seconda battuta, dopo aver preso in considerazione le usuali protagoniste del segmento B.

Male, perché oggi la i20 ha un look moderno e simpatico, ma anche tecnologico, grazie alle luci diurne a led (optional).

La versione 1.1 CRDi è poi un’arma anti-crisi: il motore turbodiesel è uno dei più piccoli sul mercato (solo Smart è riuscita a fare di meglio) e offre prestazioni brillanti in cambio di poco gasolio.

Il frazionamento è a tre cilindri, ma ci si abitua in fretta: il propulsore vibra solo se viene messo sotto pressione, in ripresa, con la sesta sotto i 1.300 giri.

Sopra questo valore, il propulsore pulsa rotondo e morbido, con uno spunto che appaga. I freddi numeri del V-Box, durante i rilevamenti, confermano le sensazioni al volante: il motore prende giri rapidamente, anche con la quinta e la sesta.

L’allungo non è infinito, ma più che sufficiente per il tipo di vettura.

La spinta c’è, ma senza incidere sulle percorrenze: guidando attenti si viaggia sui 24 km/l, mentre pestando sul gas, con meno rispetto, non si scende sotto i 18 km/l.

Tanta brillantezza invoglia anche a giocare con le curve: l’assetto è ben tarato, assicura cioè la giusta dose di stabilità e maneggevolezza e non risulta in difficoltà sul veloce.

Le asperità prese con brio, tuttavia, non vengono del tutto smorzate e mettono sotto pressione le sospensioni. Per esempio, nei curvoni autostradali, quando si passa sulle traverse a 130 km/h, la traiettoria subisce una leggera deviazione nell’attimo in cui le ruote impattano sulle “stecche” dei viadotti.

Niente di pericoloso, state tranquilli, ma è l’esito di una capacità di assorbimento che palesa limiti evidenti.

La “sorella” Kia Rio (Kia è un marchio Hyundai), in questi frangenti, trasmette maggiore solidità, maggior efficacia.

In compenso, le ruote posteriori della i20 copiano bene il manto stradale nelle frenate al limite: anche in curva non c’è il rischio di deviare dalla traiettoria e l’ABS con l’ESP (di serie) sono pronti ad aiutare il guidatore.

La i20 offre altri utili ausilii: pur non avendo il sistema stop&start (presente sulla versione Blue Drive), c’è un ottimo indicatore di cambiata, che segnala il momento migliore per passare alla marcia superiore o inferiore, ma anche quale rapporto usare.

E il cambio si lascia maltrattare, assicurando sempre innesti precisi. Un’auto, dunque, interessante, il cui prezzo di 13.400 euro non è basso come un tempo, ma va riparametrato in base alla accresciuta qualità e alla buona dotazione.

Senza dimenticare il plus della garanzia a cinque anni (di serie) con chilometraggio illimitato.

Il motore, infine, ha un programma di manutenzione che prevede interventi ridotti, rappresentando così un’altra fonte di risparmio.

SCHEDA TECNICA
  • Velocità max
    160 km/h
  • Acc 0-100 km/h
    15,7 sec
  • Cons urb/extra/mix ì
    21,7/29,4/26,3
  • Autonomia
    1.183 km
  • Emissione CO2
    99 g/km
  • Bollo
    141,90 euro
  • Costi chilometrici ACI
    10.000 km annui/0,50 euro
  • 20.000 km annui/0,35 euro
  • 30.000 km annui /0,31 euro
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