Infiniti EX laterale
  • pubblicato il 08-07-2011

Infiniti EX: compatta piace di più

di Andrea Rapelli

Compatta piace di più

PAGELLA
Città
19/30
Autostrada
25/30
Fuori città
22/30
Vita a bordo
21/30
Prezzo e costi
21/30
Sicurezza
20/25
VERDETTO
128/175
Intro

«Bella questa coupé! Di che marca è?» Basterebbe una frase così, pronunciata da un passante “rapito”, a racchiudere il mezzo miracolo che sono riusciti ad estrarre dal cilindro i designer Infiniti. Perché, inutile ripeterlo, l’impatto estetico colpisce subito: linee affusolate, tondeggianti, quasi plasmate dal vento. E, soprattutto, non piegate sotto un gigantismo - di cui soffrono, invece, certe rivali - che ormai appare sempre più fuori luogo, anche sulle SUV. Se è vero, e lo è, che questa EX (ecco, magari un nome un pelo più fantasioso l’avrebbe meritato) non è striminzita nei centimetri, bisogna riconoscere che dissimula davvero molto bene i suoi 4,65 m di lunghezza. Anche su strada, preferendola sempre rispetto allo sterrato: d’accordo, la trazione è integrale ma, come vedremo, il setup di sterzo e sospensioni privilegia l’asfalto liscio, più che mulattiere e guadi. Con prelibatezze tecnologiche degne di nota: telecamere che inquadrano tutti i lati dell’auto, navigatore con Guida Michelin integrata, impianto Bose... E ancora, la sicurezza, con occhi elettronici che sorvegliano la dinamica di marcia e cruise control intelligente.

Città

Non è pachidermica

D’accordo, le SUV non saranno le preferite di chi si deve muovere in città. Tuttavia, alla prova dei fatti, vengono utilizzate come piccoli scuolabus da mamme-chic, che le guidano pure verso il supermercato o i negozi del centro. E allora se le dimensioni della EX non impensieriscono più di tanto, va detto che i sensori di parcheggio, di serie, insieme alle telecamere tutt’intorno all’auto, sono un bell’aiuto in manovra. Usciti dal posteggio, il mix sterzo-cambio conquista: il primo è sufficientemente rapido (anche se, a volte, non mostra un ritorno lineare) e il secondo offre dolcezza nel passare al rapporto successivo, unita ad una risposta briosa al minimo tocco sul pedale dell’acceleratore. Il sorriso s’incrinerà quando, sulla vostra strada, si paleseranno i famigerati dossi rallentatori, che restituiranno alle vertebre dei passeggeri impatti rigidi, poco in linea con l’immagine confortevole della SUV giapponese. Fortuna che, almeno dal punto di vista sonoro, il timbro cupo migliora le cose e i morbidi sedili in pelle “ovattano” un po’ i colpi.

Autostrada

Posizione privilegiata

Cruise control (attivo e con funzione freno) settato a 130 km/h, sguardo “lontano”, l’asfalto drenante delle tre corsie che scorre silenziosamente sotto i grossi pneumatici da 18 pollici: l’anima della EX, come spesso accade per questa tipologia di auto, vien fuori soprattutto nei viaggi lunghi. Dove potrete contare sulla brillantezza del V6 alle piccole pressioni dell’acceleratore, nonchè sull’ottimo isolamento dai decibel provenienti da aria e asfalto: a 130 km/h, questa Infiniti ha fatto segnare 68,7 dB sul display del fonometro, risultato migliore, tanto per fare un esempio, rispetto al valore della BMW X3 (69,3 dB) o della Volvo XC60 (69,7). Non possiamo nascondervi che in piena accelerazione s’avverte una certa, fastidiosa, rombosità proveniente dal propulsore ma la frenata, in compenso, rassicura, con una modulabilità che non presta il fianco a critiche. Oltretutto, gli angeli “custodi” elettronici fanno del loro meglio per proteggervi e l’autonomia del generoso serbatoio da 80 litri permette di dormire sonni tranquilli.

Fuori città

Artigli affilati

Solitamente, i motivi d’acquisto di una SUV sono molteplici. Nella quasi totalità dei casi tra questi figurano elementi come spazio, praticità, comfort, sicurezza, visibilità, posizione di guida alta... Difficile che il cliente-tipo delle sport utility le scelga in base al piacere di guida: se lo fa, significa che s’aspetta qualcosa in più, fra le curve, rispetto alla media delle concorrenti. E, in questo caso, possiamo dire che il nostro ipotetico cliente ha visto giusto: fra i tornanti la taratura rigida dell’assetto permette di prendersi qualche libertà in più rispetto alle solite SUV e, se il cambio non strabilia, si può comunque apprezzare la spinta vigorosa dei 238 CV del V6 turbodiesel (0-100 in 8,2 secondi), scaricati a terra da una trazione che tende a privilegiare il retrotreno. Perciò non vi resta altro da fare che godervi lo sterzo, non precisissimo ma dal feeling sincero e concentrarvi così sulla strada, forti di limiti di tenuta in curva piuttosto elevati. Anche senza ricorrere a troppe diavolerie elettroniche... Ricordate che interpretare il carattere del motore non è difficile: basterà cambiare (a proposito, i paddle al volante non ci sono) ben prima della zona rossa, causa una certa mancanza di verve in alto. Difetti? Lo sterzo talvolta non riallinea bene all’uscita delle svolte strette, il cambio è un filo lento e, forse, i più smaliziati potrebbero desiderare una maggiore cattiveria agli alti regimi... Ma, per una sport utility che pesa, in ordine di marcia, quasi 2.000 kg, non ci si può proprio lamentare: chapeau!

Vita a bordo

In cerca di centimetri

Se gli spazi in larghezza sono da SUV, quelli in altezza restituiscono l’impressione di essere su una berlina, soprattutto nella parte posteriore. Ciò significa che, qualora dietro si accomodassero tre cestisti, avranno vita piuttosto grama, con la testa a sfiorare il padiglione. La colpa? Del design, perché una coda così seducente dal punto di vista estetico si sposa piuttosto male con le esigenze pratiche. Discorso analogo per la capacità del bagagliaio: 24 punti, per una sport utility, sono pochi. Ancora una volta, la matita ferisce più... della progettazione, nel senso che il portellone così spiovente limita molto lo spazio verticale. Fortunatamente, basterà utilizzare borse morbide per ridurre al minimo il “disagio”. Senza aspettarsi particolari trucchi nella flessibilità, vi basti sapere che, grazie ad un comodo tasto, si possono abbattere gli schienali posteriori senza far fatica. Capitolo finiture: dovunque si posi l’occhio (e il dito) non si ravvisano sbavature, sia nella plancia sia nelle parti più nascoste. Semmai, ci si può lamentare del fatto che qualche comando sia stato sparso qua e là, in posizioni poco... “sensate”, come il pulsante dell’hazard, mescolato assieme a quelli del sistema Connectiviti+.

Prezzo e costi

Listino importante

Inutile nasconderlo: la EX si fa pagare. E cara, per giunta. Perché, spulciando il listino, perfino le più agguerrite - e storicamente più costose - rivali tedesche (leggasi Audi Q5 e BMW X3) riescono ad essere più economiche. Certo, bisogna tener presente che i 57 mila euro e spiccioli della Infiniti portano in dote un motore a gasolio potente e una dotazione da sceicchi, specie nell’allestimento GT Premium, top di gamma. Che offre praticamente tutto il necessario, spingendosi quasi nel superfluo: ci sono interni in pelle, navigatore, regolazioni elettriche per i sedili, specchi ripiegabili, clima automatico... Con pressoché nulle - rispetto alle concorrenti - possibilità di personalizzazione, eccezion fatta per inserti interni e tinta. Se l’assegno non si stacca a cuor leggero, non si può nascondere che nel capitolo consumi c’è qualche ombra: passi il fatto che la Casa (come spesso accade) dichiari percorrenze maggiori, ma le medie si assestano intorno ai 10 km con un litro di gasolio, ben lontane dalla teutonica efficienza di certe concorrenti. Menomale che la garanzia, di 3 anni o 100.000 km, non presta il fianco a critiche, mentre la tenuta del valore nel tempo è ancora un’incognita.

Sicurezza

Elettronica, mon amour

La pletora di sistemi, tutti compresi nel prezzo (e disponibili solo sulla GT Premium), basterebbe già a convincere i più scettici. Il Forward Collision Warning vi avvisa se viene rilevato un rischio d’impatto anteriore; il Lane Departure Warning, che lavora in simbiosi con il Lane Departure Prevention, segnala l’abbandono involontario della corsia e aiuta a rientrare in traiettoria, applicando una leggera frenata sulle ruote opposte; infine, il Blind Spot Warning vi avvisa qualora, in fase di sorpasso, dovesse sopraggiungere un’auto nell’angolo cieco. Ok, l’Euro NCAP non ha ancora fatto scontrare la EX contro le barriere ma, considerate le premesse, e le cinque stelle conquistate dalla sorellona FX, non c’è da preoccuparsi. Nemmeno al capitolo stabilità, dove l’ESP sorveglia e mette una pezza sugli errori degli automobilisti più disinvolti. Che dovranno, però, porre una certa attenzione alla frenata: i 69 metri rilevati, necessari per fermarsi da 130 km/h, non sono un risultato di cui andar fieri, soprattutto se si considera che la X3 si è inchiodata dopo soli 61,2 metri. Responsabili, in parte, le gomme M+S, che hanno giocato a sfavore della giapponese.

Verdetto

Fuori dal coro, questa Infiniti. Seduce, prima di tutto, con una linea affusolata, accattivante, a tratti sportiva. Poi ammalia con interni accoglienti e una quantità di dispositivi elettronici da far invidia ad un’astronave. Senza dimenticare la guida, brillante anche sui percorsi tortuosi, e la dotazione, completa. Che fa tuttavia da contraltare ad un prezzo elevato, unito a poche possibilità di personalizzazione, e a consumi... importanti.

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