In un’epoca in cui i tagli sono di rigore, anche il Giaguaro subisce una piccola sottrazione.
Perché assieme a un lifting facciale, che incattivisce l’espressione e aggiorna qualche dettaglio, arriva un motore giusto giusto per il periodo.
Trattasi del 4 cilindri 2,2 litri made by PSA, accreditato di ben 190 CV e accompagnato da una serie di migliorie tecniche per non sentirsi in affanno rispetto al fratellone V6.
Tanto per cominciare, il turbo è raffreddato ad acqua, così l’efficienza rimane sempre alta.
Poi, i tecnici di Coventry hanno accuratamente installato un serie di paratie antirumore sopra il motore e nei punti più “scomodi”, per tenere sotto controllo ogni eventuale fuoriuscita di decibel.
Buone nuove pure nel reparto ecologia, perché insieme al cambio automatico ZF a 8 rapporti, di serie, c’è anche il sistema stop&start.
Così, i dati dichiarati dalla Jaguar hanno un che di miracoloso: media di consumo, nel ciclo combinato, pari a 18,5 km con un litro di gasolio (vedremo se è tutto vero) ed emissioni di CO2 da vettura di classe media, con 149 g/km.
Il tutto condito con la giusta dose di comfort, precisione di guida, materiali pregiati e qualità costruttiva.
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