Jaguar XJ vista frontale
  • pubblicato il 13-07-2011

Jaguar XJ: la svolta dei quarant'anni

di Andrea Rapelli

La svolta dei quarant’anni

PAGELLA
Città
22/30
Autostrada
25/30
Fuori città
23/30
Vita a bordo
23/30
Prezzo e costi
22/30
Sicurezza
19/25
VERDETTO
134/175
Intro

Ce n’è voluto di tempo ma, alla fine, i quattro cari, vecchi e ammiccanti fanali tondi della XJ sono andati in pensione. Con tutto il resto della macchina, si capisce. Per lasciare il posto ad una nuova pagina nella storia Jaguar, 75 anni di passione. Riempita con “inchiostro” di un certo livello, come si addice ad una clientela che conserva, da sempre, certe (alte) aspettative. Il telaio, per esempio, interamente in alluminio, è stato costruito con metodi propri dell’industria aerospaziale e ha consentito di risparmiare 200 kg. Aggiungete un diesel piuttosto prestazionale, interni degni della regina Elisabetta (volendo, c’è anche la versione a passo lungo) e avrete un’ammiraglia degna del giaguaro che porta sul cofano. Senza dimenticare comfort, guida ed ecosostenibilità (il 50% della carrozzeria deriva dal riciclaggio). Ve la raccontiamo. Pronti?

Città

Un pò ingombrante

Le prime avvisaglie che ci si sta per mettere al volante di un’automobile non comune arrivano dalla chiave: trattasi di monolite pesante (circa un etto) e grande quanto un telefonino. Fortunatamente, potete comodamente tenerla in tasca, perché l’XJ s’apre e s’avvia con un dito. Lo “struscio” per le vie del centro, va detto, non è fra le operazioni più gradevoli che potrete sperimentare al volante di questa berlinona inglese: saranno i 5 metri e spiccioli di lunghezza, o la scarsa percezione degli ingombri, sta di fatto che bisogna aguzzare vista e udito per cavarsela senza danni nel caos metropolitano. Certo, lei fa di tutto per mettervi a vostro agio, con un assetto che non disturba - anzi, massaggia - le vertebre e un cambio automatico vellutato, a cui manca la funzione auto-hold (nelle soste il freno s’attiva automaticamente) per tenere frenata l’auto nelle soste. Poi, il motore: che spinta! Raggiunta quota 1.800 giri, 600 Nm di coppia investono le ruote posteriori e scattare al semaforo richiederà una buona dose di self-control... Che servirà anche in parcheggio: ci sono i sensori, ma la “camera” posteriore costa 300 euro. Ben spesi.

Autostrada

Viaggi imperiali

Meglio chiarire subito: difficile trovarle difetti in quest’ambito. Perché, come avrete già intuito, il terreno principe di questa futuristica XJ non può che essere il nastro autostradale. Dove dimensioni e prestazioni trovano magicamente un senso, senz’altro più che in città. E allora via, basta impostare il cruise control (quello attivo si paga 1.870 euro) e la berlinona inglese sembra poter continuare all’infinito, cullando i passeggeri, almeno fino a quando non finiscono gli 82 litri del serbatoio, che comunque garantiscono percorrenze di un certo rilievo: la media autostradale segnalata dal computer di bordo indicava, a 130 km/h, 13 km con un litro di gasolio. Pur non brillando per silenziosità (66 dB a velocità codice) questa grossa “Jag” permette di chiacchierare amabilmente con i vostri compagni di viaggio o, in alternativa, di ascoltare la propria musica preferita con precisione e fedeltà cristallina, soprattutto se si sceglie l’impianto audio Bowers& Wilkins da 20 altoparlanti (scenderemo in dettaglio più avanti). Il V6 “c’è” sempre e il pedale del freno, piacevolmente consistente, sa il fatto suo. Tutto ciò a cui dovrete stare attenti è non premere troppo sul pedale dell’acceleratore.

Fuori città

Quando serve sa graffiare

Chi conosce un po’ di storia Jaguar saprà benissimo che, da sempre, tutte le auto di Coventry posseggono un DNA brillante, a tratti sportivo, degno convivente di un comfort regale. Ebbene, possiamo affermare che 75 anni di storia (e successi) non hanno scalfito l’indole aggressiva del “giaguaro”. Prima di affrontare il misto, d’obbligo giochicchiare con i tasti sul tunnel: quello con la bandiera a scacchi è il prescelto. Premendolo, la strumentazione digitale s’illumina di rosso, le cambiate si velocizzano (anche tramite i paddle, volendo), il pedale dell’acceleratore diventa più pronto e le sospensioni s’acquattano sull’asfalto. Solo lo sterzo rimane sempre... “lui”: preciso lo è, pronto un po’ meno, leggero sempre. Proprio per questo, talvolta, le informazioni che arrivano ai polpastrelli non sono così dettagliate come si vorrebbe. Tuttavia, un’ottima consolazione è affondare il piede sul gas, perché la sensazione di cattiveria dei 275 CV del V6 biturbo diesel è forte e, anche se il peso, nello stretto, si sente, difficilmente s’avverte d’essere al volante di un’auto goffa e impacciata. Semmai, i più smaliziati potrebbero sentire la mancanza di un sistema a quattro ruote sterzanti (la BMW serie 7, per esempio, può averle) che avrebbe regalato quel pizzico di maneggevolezza in più alla berlinona d’oltremanica.

Vita a bordo

Salotto buono

Entrate e lustratevi gli occhi: ciò che vedrete riflette il lusso. Vi potrete soffermare sulle fattezze delle finiture, da cinque stelle, oppure giocare con lo schermo “touch” del navigatore satellitare (un filo lento a recepire gli ordini, per la verità) che, per 2.270 euro, offre la funzione Dual View: mentre voi navigate, il passeggero alla vostra destra può guardare la tivù (a proposito, il sintonizzatore costa 1.280 euro). Per il resto, pelle pieno fiore ovunque, con una miriade di combinazioni di tinte e colori, anche per quanto riguarda gli inserti disponibili, in radica, quercia, ebano, olmo, fibra di carbonio... Grande attenzione anche al suono: l’impianto Bowers&Wilkins, 3.030 euro, comprende 20 altoparlanti e, per offrire un’emozione acustica di rilievo, è stato progettato in stretta collaborazione con i designer degli interni. Ma come si sta a bordo di questa Jaguar? Comodi, anche dietro, dove ad una disponibilità di centimetri ottima per le spalle segue uno spazio adeguato per le ginocchia. Peccato che il bagagliaio sia penalizzato da schienali posteriori non abbattibili e dall’assenza della sacca portasci, accessori non disponibili nemmeno nella lista degli optional.

Prezzo e costi

Buoni argomenti

Se parliamo di versioni “base” (posto che di questo s’intenda, su auto di tale levatura) l’XJ è la seconda più cara del quartetto delle meraviglie, completato da Audi A8, BMW serie 7 e Mercedes classe S, che conquista la palma di più costosa del gruppo. Rispetto però alle prime due, la Jaguar offre più CV (una ventina) e una dotazione di serie leggermente più completa, con tetto apribile, navigatore touchscreen. Semmai, l’acquirente potrebbe notare la mancanza di certi optional che si trovano nei listini delle tedesche, come il Night Vision di BMW o l’Attention Assist di Mercedes, senza dimenticare la trazione integrale o la possibilità di una botola per i carichi passanti. In ogni caso, la lista accessori della Jag non è affatto scarna. Qualche consiglio: fate un pensiero su cerchi in lega da 19” (1.530 euro), clima quadrizona (500), ruota di scorta (100), telecamera posteriore (360), cruise control attivo (1.870) e, per finire in bellezza, lo straordinario impianto audio B&W da 3.030 euro. La tentazione di scegliere la Portfolio, che arricchisce un filo la dotazione, c’è, tuttavia, a parità di motorizzazione, sarete costretti a sborsare ben 8.350 euro in più. Non male i consumi: lontani, come spesso accade, dal dato dichiarato (14,3 km/l) si assestano intorno ai 10 con un litro. Ok pure la garanzia, di tre anni a km illimitati, mentre la tenuta del valore nel tempo è ancora tutta da decifrare.

Sicurezza

Bada al sodo

In attesa di conoscere il responso delle barriere Euro NCAP, possiamo cominciare col dirvi che, se dal punto di vista della sicurezza attiva l’XJ è equipaggiata di tutto punto, come si conviene ad una berlina di tale rango, bisogna però segnalare che, nel listino, manca qualche chicca elettronica presente sulle rivali. Questa Jaguar offre, infatti, oltre ai classici sistemi come il controllo di trazione e stabilità, il cruise control attivo con avviso del pericolo di tamponamento (1.870 euro), fari adattivi con abbaglianti intelligenti (940) e il monitor per l’angolo cieco (660). Tutto bene, ma alcune rivali fanno meglio: si pensi al Pre Safe di Mercedes, o ai sistemi di visione notturna di BMW e Audi, senza dimenticare il pur semplice Lane Assist. Nulla da eccepire, invece, su stabilità e tenuta: il passo lungo e un’elettronica attenta tengono a freno gli eccessi di chi guida. Bene, anzi benissimo, nelle frenate - da 130 km/h l’XJ si è fermata in 60,8 metri - la berlina di Coventry soffre però di visibilità posteriore difficoltosa.

Verdetto

State cercando una berlina ma siete stufi delle “solite” tedesche? Questa Jaguar può fare al caso vostro. Perché, al classico DNA british, unisce contenuti di primaria importanza. Certo, le alternative teutoniche possono offrire qualche gadget elettronico in più e un’immagine solida - così come il valore nel tempo - ma la XJ risponde con prestazioni feline e guida brillante, condite con un comfort “regale”. Proprio come il prezzo...

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