Jeep Compass Frontale
  • pubblicato il 30-08-2011

Jeep Compass: cosi rivive lo spirito Yankee

di Adriano Tosi

Cosi rivive lo spirito Yankee

PAGELLA
Città
18/25
Fuori città
18/25
Autostrada
16/25
Vita a bordo
17/25
Prezzo e costi
16/25
Sicurezza
17/25
VERDETTO
102/150
Intro

Ristilizzata di recente, la SUV di accesso alla gamma Jeep abbandona il frontale a fari tondi della “selvaggia” Wrangler, in favore di un look molto più simile a quello della Grand Cherokee. Una scelta coerente col carattere della Compass, stradista più che dedita a mulattiere, e twist. A ulteriore conferma, la Compass è proposta anche depotenziata (136 CV contro 163) e a sola trazione anteriore. Per il resto, l’aggiornamento della vettura ha interessato il motore - ora 2.2 common rail - e gli interni. Tra le novità ci sono il volante, i rivestimenti più morbidi per i pannelli porta e l’illuminazione interna migliorata. Inserita in un segmento di mercato affollato, la Compass punta su una ricca dotazione. Abbiamo, però, provato la versione 4WD.

Città

Comfort, facilità di parcheggio, maneggevolezza: in città sono queste le doti che contano. Temi su cui l’americana si fa trovare preparata. Le sospensioni, per iniziare, pur non essendo morbidissime, smorzano qualsiasi tipo di asperità. Complici i pneumatici con spalla “55”, inoltre, non si avvertono mai dei colpi secchi nell’abitacolo, nemmeno quando si mettono le ruote sui binari del tram o sul pavé più irregolare. Peccato solo che non si possa avere il cambio automatico, anche a pagamento: il pedale della frizione e la leva sono particolarmente pesanti da azionare e, nel traffico, risultano presto stancanti. Fortunatamente, i 320 Nm di coppia del 2.2 sono subito disponibili (a 1.400 giri) e permettono di riprendere velocità senza bisogno di frequenti scalate. Non solo: grazie ai suoi 163 cavalli, il diesel by Mercedes assicura brillanti scatti da fermo. Lascia perplessi, invece, la mancanza dei sensori di parcheggio dalla lista optional. è vero che le dimensioni della Compass sono compatte, così come è innegabile che gli ingombri siano facilmente percepibili e i paraurti godano di buone protezioni. Ma il rischio di far danni alle altre auto è elevato.

Fuori città

Difficile credere di essere su una SUV, a qualche cm in più dall’asfalto rispetto alla media. Piatta sulle quattro ruote, non solo la Compass può contare su una buona tenuta di strada, ma mostra un’insospettabile verve nei cambi di direzione, rispetto alla media delle concorrenti. Anche perché, alla taratura sportiva delle sospensioni, si associa uno sterzo rapido, preciso e sensibile: la servoassistenza idraulica sarà anche meno efficiente rispetto a quella elettrica, in termini di consumi ed emissioni, ma per il momento è ancora imbattibile dal punto di vista del feeling. Affrontare una serie di curve si rivela un vero divertimento, supportati peraltro dalla prontezza del motore. Dai medi regimi alla zona rossa, il 2.2 è infatti brillante: in uscita di curva spinge con vigore, mentre la trazione integrale non ha problemi nel mettere su asfalto tanta vivacità. Unica nota stonata, in un quadro dinamico così riuscito e ben “accordato”, consiste ancora una volta nel cambio: le sei marce sono molto contrastate e soggette spesso a impuntamenti. Quanto all’offroad, non ci si possono attendere miracoli. La Compass può contare sul differenziale centrale bloccabile, ma gli angoli caratteristici (20° attacco, 32° uscita, 20° dosso) e l’assenza delle ridotte sconsigliano di azzardare troppo. In ogni caso, nulla di diverso rispetto a quanto accade con le concorrenti dirette.

Autostrada

Una SUV compatta può rappresentare la seconda auto di casa, ma anche la principale. Nel secondo caso, in particolare, diventa importante il comportamento autostradale. Va detto subito che la Compass non ha l’insonorizzazione fra i punti di forza. I fruscii si cominciano ad avvertire già a 100 km/h, mentre il CRD fa sentire senza troppi filtri la propria voce. Puntualmente, anche la strumentazione del Centro Prove “accusa”: il fonometro ha registrato 71 dB, a 130 km/h: un valore tra i più alti della categoria. Nulla da obiettare, invece, quanto ad assorbimento delle asperità, sulle traversine come negli avvallamenti. Si conferma elastico il motore: grazie anche a una sesta corta, si possono affrontare sorpassi e salite senza scalare. Infine, la modulabilità della frenata: il pedale inizialmente è poco reattivo, per poi dare tutto nella seconda parte della corsa.

Vita a bordo

Concretezza e praticità: le linee guida della Compass non vengono stravolte dal restyling. Da buona americana, la Jeep offre numerosi portaoggetti. Tipicamente USA sono inoltre i materiali di rivestimento: poco raffinati, ok, ma resistenti a “maltrattamenti” di ogni tipo. Più passa il tempo, inoltre, più si colgono piccoli dettagli che rivelano un accurato studio ergonomico. Per accendere le luci interne, per esempio, non si deve cercare il tasto sul padiglione: il pulsante è sul comando devioluci. Ancora, le alette parasole scorrono verso il centro del parabrezza, per non lasciarne scoperto nemmeno uno spicchio e assicurare una protezione totale dal sole. Quanto all’abitabilità, c’è abbondanza di cm in ogni direzione. Il bagagliaio? Non è fra i più capienti, ma il sedile anteriore destro abbattibile consente carichi extra.

Prezzo e costi

Nel segmento della Compass, il prezzo non rientra fra i parametri di scelta: con un budget di 30.000 euro le concorrenti sono tante. Nello specifico, la richiesta della Jeep è di 31.151 euro: una cifra che però è da considerare tutto compreso. Di serie sono previsti il cruise control, il vivavoce Bluetooth, i sedili in pelle riscaldabili, i cerchi in lega da 18”, i comandi sul volante... A pagamento, sulla Limited, restano la vernice metallizzata (550 euro), gli airbag laterali anteriori (450 euro), il Premium Pack (1.500 euro) e il tetto apribile (840 euro). I consumi? Non preoccupano: ovviamente, dati peso, dimensioni e trazione integrale, non si possono pretendere percorrenze da citycar, ma i 12,5 km con un litro di gasolio sono alla portata della Compass. Tutta da valutare la tenuta del valore: finora non è stata fortissima, a causa dello scarso successo commerciale, ma il restyling potrebbe giovare. Non si va oltre i due anni di legge per la garanzia.

Sicurezza

Fine 2005: Honda presentava, sulla SUV compatta CR-V, il cruise control adattivo e il sistema che avvisa il conducente sul rischio di tamponamento. Dispositivi sempre più diffusi su vetture di tutte le categorie (insieme alle telecamere per l’ausilio al sorpasso e al mantenimento della corsia), ma non ancora disponibili nel listino della Compass. Peccato. Non manca invece l’ESP (ma la compostezza della vettura difficilmente lo chiama in causa). Non male la frenata: per arrestarsi da 130 km/h, la Compass richiede 65,2 metri, dato fra i migliori del segmento. Compresi nel prezzo ci sono poi i poggiatesta anteriori anti “colpo di frusta” e i ganci Isofix. Non completissimo il “corredo” di airbag: di serie sono 4, quelli laterali anteriori si pagano 450 euro, mentre i laterali posteriori non sono disponibili.

Verdetto

Un cambiamento più di immagine che di sostanza. Perché se è vero che il nuovo motore assicura maggiore spinta, è vero anche che la rumorosità resta elevata. Invariata la dinamica, orientata più alla città che alla campagna, grazie al mix di assetto e sterzo. Peccato solo per il cambio, poco preciso e duro da azionare. La Compass si conferma una valida proposta per la famiglia, non particolarmente economica ma ben dotata e parca nei consumi.

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