Kia Rio Tre quarti anteriore
  • pubblicato il 27-12-2011

Kia Rio: la coreana che ti conquista con lo sguardo

di Paolo Gavazzi

La coreana che ti conquista con lo sguardo

PAGELLA
Città
14/25
Fuori città
16/25
Autostrada
17/25
Vita a bordo
18/25
Prezzo e costi
19/25
Sicurezza
18/25
VERDETTO
102/150
Intro

È l’ultimo stadio della metamorfosi, come nelle lezioni di scienze alle scuole medie. La mutazione è quella del marchio Kia che, da bruco, si è ormai trasformato in una bella farfalla. L’ultimo stadio è rappresentato proprio dalla Rio, che fu utilitaria, wagon, veicolo low cost spazioso, ma senza pretese. Ora la Rio è una concretissima proposta del segmento B che rischia di dare fastidio alle “teste di serie” di questo settore del mercato, Fiat Punto Evo e Ford Fiesta in primis. Perché le carte in regola, il prodotto coreano, questa volta le ha proprio tutte. Anche se, naturalmente, qualcosa può ancora essere migliorato. Abbiamo voluto strapazzare l’ultima nata di casa Kia per vedere se la nostra era un’impressione dettata solo dall’estetica (decisamente gradevole, anche se non del tutto originalissima, frontale a parte, che è la vera bandiera del rinnovamento del marchio) o se realmente si tratta di un prodotto concreto. Come motore abbiamo scelto il 1.2 a benzina che, a detta dei vertici della Casa, è destinato a recitare la parte del protagonista in questa nuova avventura, anche rispetto ai due diesel (1.1 da 75 CV e 1.4 da 90 CV) proposti in alternativa. Vediamo come ha risposto la vettura alle nostre sollecitazioni.

Città

Benché la Rio sia destinata alle esigenze più disparate di un pubblico eterogeneo, la città è il suo vero terreno d’elezione. E la prova lo conferma. La compatta Kia è discretamente a suo agio negli spazi urbani, trova parcheggi con facilità e “naviga” bene nel traffico. Purtroppo, il motore 1,2 litri con 85 CV (non piccolo di cilindrata) ha un’erogazione più fluida che aggressiva: non c’è da aspettarsi un’auto pronta a gareggiare con gli scooteristi al verde del semaforo. Se risulta più pigro del downsized TwinAir della Ypsilon, è allineato a quello di altre utilitarie come la Suzuki Swift 1.2. Lo confermano i tempi di ripresa da 20 a 50 km/h in seconda: se la Ypsilon, grazie al turbo, schizza via in 2,35 sec, la Rio ne richiede 3,98 come, più o meno, la Suzuki (3,62). Il quattro cilindri coreano risponde meglio oltre quota 2.500 giri. Negli ambienti urbani, comunque, ci si sposta agevolmente, con un apprezzabile comfort generale, garantito dalle sospensioni che assorbono le asperità del fondo: pavé, binari, buche. Ultimo aspetto, i parcheggi: la visibilità posteriore limitata non gioca a favore delle manovre (gioie e dolori del design). E le protezioni della carrozzeria praticamente non esistono. Per giunta, non sono previsti i sensori per la Rio.

Fuori città

Quello della vettura in prova è l’unico motore a benzina della gamma. È un 1.245 cc con distribuzione a sedici valvole e variatore di fase che eroga 85 CV in modo un po’ disomogeneo. Ma, come si accennava poco sopra, quella con cui abbiamo a che fare è una vettura dal temperamento tranquillo, non certo da guidare in atteggiamento spregiudicato. Detto questo, il quattro cilindri è più che proporzionato per il tipo di auto che si propone di essere la Rio ed è pertanto ingiusto strappazzarlo per chissà quali emozioni. Quindi non possiamo che apprezzare il fatto che la coreana mantiene quello che promette. Anzi, lo 0-100 viene coperto in 12,7 secondi: addirittura meglio dei 13,1 dichiarati. Il tempo di 12,6 secondi per riprendere da 50 a 90 km/h in quarta non è male. Allineato alla concorrenza. È ovvio che un’erogazione poco lineare costringa spesso a ricorrere alla leva del cambio. Per fortuna la trasmissione della Rio si dimostra efficace: gli innesti sono morbidi, appena contrastati e con una sincronizzazione a prova di scalata al limitatore. Lo sterzo con assistenza elettrica è leggero in manovra e a bassa velocità: rende l’auto maneggevole e rapida nel passare da una curva all’altra. È anche poco demoltiplicato e così, lungo i percorsi tortuosi, non si deve continuare a lavorare di braccia. Quanto alla sensibilità, è un discorso a parte: il comando ha una risposta artificiale soprattutto sul veloce dove reagisce con lentezza: cosa che però rende l’auto più sicura.

Autostrada

Nel complesso, viaggiare in autostrada non mette certo timore. Anzi. Forse era più opportuna una migliore insonorizzazione, ma la rumorosità è tutto sommato accettabile. Il motore si sente solo alle velocità più elevate. Più avvertibile il rotolamento dei pneumatici, mentre si apprezza il “contenimento” dei fruscii. Sempre parlando in termini di comfort, le sospensioni svolgono discretamente il loro compito, anche se sui piccoli raccordi la Rio rimbalza un po’ nella fase di estensione delle ruote. Insomma, al volante di questa utilitaria si possono raggiungere velocità da limite quasi senza accorgersi. In fatto di consumi la vettura è onesta: ad andatura codice il computer segnala 15,4 km/l. L’autonomia non preoccupa anche se il serbatoio non è fra i più capienti, con i suoi 43 litri. Comunque, si riescono a percorrere dai 600 agli 800 km. Nel complesso, la Rio non dà l’idea di essere un carroarmato, prerogativa riservata alle tedesche, ma neppure un’auto di seconda scelta.

Vita a bordo

Carrozzeria a cinque porte (la tre è prevista fra qualche mese) e passo bello lungo: due caratteristiche che fanno della Rio un’auto ben sfruttabile anche da una famiglia. Lo spazio a bordo è tutto sommato generoso, certo non si può pretendere di viaggiare in cinque per lunghissimi tratti: dietro, c’è spazio per le gambe e in larghezza due persone stanno benissimo. Generosa anche la disponibilità di vani e tasche portaoggetti. E al posto di guida della nostra versione EX Plus non c’è da lagnarsi. La regolazione del sedile è possibile anche in altezza e il volante si può registrare persino in profondità. Peccato che la console centrale con i comandi della climatizzazione sia un po’ bassa e il ginocchio destro possa toccarla creando qualche fastidio. Gli strumenti sono al posto giusto, ben visibili. Così come i comandi, chiari e vicini. Qualità e finiture. Sulla nostra versione, la più ricca, c’è qualche raffinatezza come gli inserti in alluminio o il volante rivestito in pelle, mentre nel complesso le plastiche sono un po’ più economiche rispetto a quelle delle concorrenti. Eppure, anche qui si avverte il miglioramento della qualità Kia. Le bave sono assenti, viti a vista non ce ne sono e i montaggi appaiono curati. A conferma di questo, anche in movimento non abbiamo avvertito forti scricchiolii. Insomma, anche da questo punto di vista il miglioramento del prodotto Kia pare indubitabile.  

Prezzo e costi

Cresce la qualità (complessiva), migliorano i prodotti e la “farfalla” Kia non può più avere prezzi da “bruco”, questo è elementare. La Rio, comunque, ha un listino discretamente articolato che parte dagli 11.900 euro della 1.2 base (LX). La versione che abbiamo provato, come detto, è la più ricca fra quelle a benzina e costa 14.000 euro. Un prezzo tutto sommato in linea con le concorrenti più accreditate in questa fascia di mercato. A questo punto bisogna valutare la dotazione: qui sono di serie il clima manuale, gli specchi riscaldabili, la radio e i cerchi in lega da 16”. Le differenze con la concorrenza diretta sono pertanto minime. È un affare o no, insomma? Bisogna vedere quanto si svaluterà: ora è presto per dirlo, anche se i buoni presupposti ci sono. Sensazionale è invece l’ormai nota garanzia Kia di sette anni, valida anche sulla Rio. Il consumo medio è ben lontano da quello dichiarato: nel nostro test abbiamo registrato una percorrenza media di 17,1 km/l (buona), contro i quasi 20 promessi dai coreani.

Sicurezza

Iniziamo con la dotazione. E qui il voto è positivo. Tutte le Rio si propongono con sei airbag, ABS e ESP e addirittura i fari diurni a led. In più la nostra EX Plus monta anche i fendinebbia con fascio autoorientativo. In termini di comportamento stradale, l’esame complessivo è superato. Del resto, la Rio è una vettura coerente. Nel senso che, di per sé, la frenata non è potentissima, ma è proporzionata alle prestazioni discrete del 1.2. Lo dimostra il fatto che la vettura si ferma entro i canonici 40 metri (margine di sicurezza per le auto destinate al grande pubblico). Quanto all’assetto, la Rio si mantiene sempre piuttosto neutra e affronta senza particolari patemi ogni tipo di curva. Pur con sospensioni anteriori morbide, l’inserimento non è pronto, si avverte un evidente sottosterzo. Anche per questo motivo si ribadisce un uso più che ragionato della vettura. In compenso, in rilascio le reazioni sono tutto sommato prevedibili e non eccessive: insomma, tutto sotto controllo e c’è sempre l’ESP. Anche nel caso di una frenata di emergenza in curva, nessuna paura: la Rio rimane stabile e in traiettoria. Ultimo aspetto, la visibilità. Se davanti non c’è troppo da lamentarsi, lateralmente e soprattutto al posteriore la visuale è limitata.

I nostri rilevamenti
  • Accelerazione
  • 0-50 km/h
    3,45
  • 0-100 km/h
    12,17
  • 0-130 km/h
    21,18
  • Ripresa
  • 20-50 km/h in 2a
    3,98
  • 50-90 km/h in 4a
    12,6
  • 80-120 km/h in 4a
    13,19
  • 90-130 km/h in 5a
    22,90
  • Frenata
  • 50-0 km/h
    9,6
  • 100-0 km/h
    39,5
  • 130-0 km/h
    61,5
  • Rumorosità
  • al minimo
    55
  • max clima
    69
  • 50 km/h
    58
  • 90 km/h
    61
  • 130 km/h
    67
  • Carburante
  • consumato
    99
  • Distanza
  • percorsa
    1.700
  • Percorrenza
  • media
    17,1
  • a 50 km/h
    46
  • a 90 km/h
    87
  • a 130 km/h
    127
  • Diametro
  • di volta
    10.4
  • Giri
  • al volante
    2,6
  • Motore
  • 130 km/h 5a
    3.500
Verdetto

La quarta serie della Rio è la perfetta testimonial del rinnovamento Kia. Lo si percepisce già dall’immagine ed è confermato nell’abitacolo, così come in marcia. Certo, qualche miglioramento serve ancora, per esempio in alcune plastiche economiche. Ma la nuova Kia Rio è una proposta seria, non più di secondo piano, dalla buona guidabilità, sicura e con una maxi-garanzia. Il prezzo? Cresciuto, inevitabilmente.

Kia Rio: la coreana che ti conquista con lo sguardo

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