Servirebbero i sensori di distanza

Città

Benché la Rio sia destinata alle esigenze più disparate di un pubblico eterogeneo, la città è il suo vero terreno d’elezione. E la prova lo conferma. La compatta Kia è discretamente a suo agio negli spazi urbani, trova parcheggi con facilità e “naviga” bene nel traffico. Purtroppo, il motore 1,2 litri con 85 CV (non piccolo di cilindrata) ha un’erogazione più fluida che aggressiva: non c’è da aspettarsi un’auto pronta a gareggiare con gli scooteristi al verde del semaforo. Se risulta più pigro del downsized TwinAir della Ypsilon, è allineato a quello di altre utilitarie come la Suzuki Swift 1.2. Lo confermano i tempi di ripresa da 20 a 50 km/h in seconda: se la Ypsilon, grazie al turbo, schizza via in 2,35 sec, la Rio ne richiede 3,98 come, più o meno, la Suzuki (3,62). Il quattro cilindri coreano risponde meglio oltre quota 2.500 giri. Negli ambienti urbani, comunque, ci si sposta agevolmente, con un apprezzabile comfort generale, garantito dalle sospensioni che assorbono le asperità del fondo: pavé, binari, buche. Ultimo aspetto, i parcheggi: la visibilità posteriore limitata non gioca a favore delle manovre (gioie e dolori del design). E le protezioni della carrozzeria praticamente non esistono. Per giunta, non sono previsti i sensori per la Rio.

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26/12/2011 21:52
27/12/2011 11:00
kia, rio, utilitaria
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