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Siamo a quattro: dopo la Dodge Journey rimarchiata Fiat Freemont, la Chrysler 300 ribattezzata Thema e la Voyager sempre con stemma Lancia, ora Sergio Marchionne ha deciso di importare dagli USA un’altra vettura, la Chrysler 200 Cabriolet.

Rinominandola Flavia, un modo per rievocare un modello di successo della Lancia, di grande gusto, disegnato da Vignale nel 1962.

È chiaro che l’operazione è quasi sfrontata: piuttosto che investire per nuovi modelli di nicchia, meglio prendere quello che già c’è e provare a venderlo dandogli un po’ di italianità.

Nel caso della Freemont l’operazione ha funzionato e bene, per la Thema (dove la concorrenza coi tedeschi è diretta) molto meno.

Per la Flavia il compito è meno arduo: in Italia le cabrio valgono l’uno per cento del mercato e costano molto.

Però fanno immagine e per notarle bastano poche centinaia di vetture.

Dalla sua, la Flavia può permettersi un prezzo invitante, 37.900 euro, quando per una BMW serie 3 cabrio si comincia a ragionare da 44.500 euro.

E poi va detto che la cabriolet Lancia ha una sua personalità vistosa che discende dalle origini yankee (la linea di cintura è davvero alta), per i colori proposti (solo bianca o grigia, per ora) e per gli interni in pelle bicolore.

Insomma, una vettura appariscente e, in questo, un po’ lontana dallo stile sobrio, elegante e sportivo che fu di Lancia.

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12/10/2012 19:30
12/10/2012 19:30
flavia, lancia, cabrio
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Tags: cabriolet cabriolet , Flavia Flavia , Lancia Lancia