Land Rover Range Rover Evoque
  • pubblicato il 28-03-2012

Land Rover Evoque: esempio di lusso sostenibile

di Adriano Tosi

Esempio di lusso sostenibile

PAGELLA
Città
18/25
Fuori città
20/25
Autostrada
20/25
Vita a bordo
20/25
Prezzo e costi
15/25
Sicurezza
17/25
VERDETTO
110/150
.
Intro

Un successo, per quanto “platonico”, l’Evoque l’ha già conquistato: poche novità di prodotto, negli ultimi anni, hanno attratto tanta attenzione.

Prima sui siti e sulle riviste, grazie alla pressante campagna di comunicazione messa in campo dalla Range Rover.

Poi su strada, con gli sguardi dei passanti fatalmente calamitati dal passaggio della vettura.

Non tutti di ammirazione, ovviamente.

Perché accanto a chi si lascia ammaliare da forme tanto ardite, da concept car più che da auto di serie, c’è anche chi, dietro tale esuberanza su ruote, legge subito il danno che le SUV, per definizione, arrecano all’ambiente.

Un peccato originale da cui l’Evoque cerca di liberarsi con dimensioni, consumi ed emissioni mai tanto basse per un modello della Casa inglese.

L’ultima nata esordisce, infatti, in un segmento in cui mai la Range Rover aveva osato prima: quello delle SUV compatte premium.

Una nicchia dove ci si confronta a suon di piacere di guida, esclusività, personalizzazioni, qualità (e listini sopra la media...).

Argomenti su cui la britannica promette di non essere seconda a nessuno, dato che l’obiettivo è quello di tradurre i platonici sguardi di approvazione in numeri di mercato senza precedenti.

Città

Più larga della Ferrari 458 Italia, più stretta solo della Lamborghini Aventador e di pochissime altre supercar: l’Evoque sarà anche la più compatta della storia Land Rover, grazie ai 436 cm di lunghezza, ma quanto a larghezza è decisamente oltre la media: 197 cm.

Un ingombro che emerge sia in manovra (nonostante i sensori di parcheggio, di serie) sia nelle strette vie delle città, quando le fiancate scorrono pericolosamente vicino ai muri.

Non solo: quelle forme che tanto colpiscono, una volta a bordo ostruiscono la visuale.

Il lunotto e i finestrini posteriori sono ridotti ai minimi termini, mentre gli specchietti, per recuperare, sono così grandi da occultare la vista verso il tre quarti anteriore.

Stupisce invece il comfort, elevato anche sui fondi più rovinati, così come la prontezza ai comandi del gas: le riprese sono vigorose da qualsiasi regime.        

Fuori città

Promessa mantenuta: quel dinamismo comunicato dalle ruote ciclopiche, i passaruota scolpiti e la carrozzeria “schiacciata” verso l’asfalto trova conferma non appena si inizia una strada di montagna.

Il merito è del mix sterzo-assetto, ben accordato ai fini del piacere di guida.

Il primo è veloce nel dirigere l’avantreno verso il punto di corda: bastano pochi movimenti di braccia per trovarsi là dove lo sguardo è diretto (peccato solo per il feeling, piuttosto limitato), mentre le sospensioni contengono il rollio entro livelli da sportiva, permettendo di passare da una curva all’altra con una rapidità insospettabile e tale da tenere il passo di alcune vetture di segmento C più smaccatamente sportive.

Tanto telaio è supportato a dovere da motore e cambio.

Il 2.2 biturbo spinge da qualsiasi regime, mentre l’Aisin a 6 rapporti si rivela puntuale nella scelta delle marce: privilegia il relax quando il piede è leggero, ma capisce immediatamente il cambio di passo quando si affonda il gas.

Per i più esigenti, inoltre, il listino Land Rover contempla anche l’Adaptive Dynamics con ammortizzatori MagneRide a controllo elettronico: 1.250 euro.

Autostrada

Le ruote da 20 pollici non promettevano nulla di buono, in tema di comfort.

Invece, proprio come in città, le asperità più secche (leggi traversine) vengono digerite senza problemi, mentre le sospensioni offrono un ottimo smorzamento negli avvallamenti. N

on solo: nonostante i pneumatici di grandi dimensioni, la rumorosità di rotolamento rimane fuori dall’abitacolo.

In compenso sorprende, in negativo, l’insonorizzazione del motore.

Il 2.2 ha sempre la voce piuttosto “grossa” e il funzionamento ruvido ai bassi come agli alti regimi limita una souplesse altrimenti ai livelli di una berlina di alta gamma.

Peccato, infine, che in listino non sia presente il cruise control adattivo.  

Vita a bordo

Si tratta a tutti gli effetti di una coupé: ciò significa che per prendere posto dietro si devono scavalcare i sedili anteriori e che è richiesta una certa agilità, in considerazione anche dell’altezza da terra.

Una volta preso posto, però, lo spazio non manca: 4 persone alte 185 cm siedono comode e solo gli spilungoni devono fare i conti con il tetto spiovente, dietro.

Ottimo il livello delle finiture, quasi infinite le possibilità di personalizzazione (6 materiali per gli inserti, 16 diversi sedili...).

Infine, il bagagliaio: con 575 litri assicura spazio per il weekend in doppia coppia.

Prezzo e costi

Audi Q3 e BMW X1: sono queste le rivali della Evoque, nonostante le dimensioni della Range (in particolare la larghezza) potrebbero far pensare a Q5 e X3, appartenenti in realtà a un segmento superiore.

Al di là dei cm, ad accomunarle - a parità di motori e dotazione - c’è anche il listino: cifre impegnative per tutte, con un conto finale che arriva a 50.000 euro in men che non si dica.

Se poi non ci si vuole privare di nulla, come nel caso del nostro esemplare da 190 CV, cambio automatico, pelle a profusione, cerchi da 20”, ecc. allora il conto finale si impenna.

Per il resto, i consumi si attestano intorno ai 10,8 km/l, mentre il prestigio del marchio dovrebbe impedire forti svalutazioni sul mercato dell’usato.

Sicurezza

La baby Range Rover ha ottenuto le 5 stelle EuroNCAP, ma delude parzialmente in frenata (tanti i 10,7 metri da 50 km/h e i 41,5 da 100, meglio da 130 km/h: 62,6 metri), oltre a lasciare troppo spazio all’intuito in tema di visibilità, come detto nel capitolo relativo alla città.

Trattandosi inoltre di un progetto nuovo e molto ambizioso, stupisce l’assenza, anche fra gli optional, del sistema anti-tamponamento (in grado cioè di riconoscere gli ostacoli e di intervenire sui freni).

Quasi a prova d’errore la stabilità: le reazioni sono composte e prevedibili persino nei bruschi cambi di direzione, mentre un rassicurante sottosterzo (il muso allarga la traiettoria) indica il sopraggiunto limite di aderenza.

Verdetto

Una Range Rover a tutti gli effetti per esclusività e “presenza” su strada, l’Evoque rappresenta una validissima alternativa alle sorelle più grandi che rischiano di essere messe fuori mercato da cilindrate e consumi non più adatti a questi tempi di austerity (e maglie del fisco molto strette...).

Il tutto con un design inconfondibile e una tecnologia di alto livello, che assicura piacere di guida e doti offroad (quasi) da Land Rover autentica.

I nostri rilevamenti
  • Accelerazione
  • 0-50 km/h
    2,85
  • 0-100 km/h
    8,94
  • 0-130 km/h
    15,44
  • Ripresa
  • 20-50 km/h in DS
    2,45
  • 50-90 km/h in DS
    4,82
  • 80-120 km/h in DS
    s
  • 90-130 km/h in DS
    8,74
  • Frenata
  • 50-0 km/h
    10,7
  • 100-0 km/h
    41,5
  • 130-0 km/h
    62,6
  • Rumorosità
  • al minimo
    42
  • max clima
    71
  • 50 km/h
    58
  • 90 km/h
    63
  • 130 km/h
    68
  • Carburante
  • consumato
    145
  • Distanza
  • percorsa
    1.250
  • Percorrenza
  • media
    10,8
  • a 50 km/h
    45
  • a 90 km/h
    85
  • a 130 km/h
    124
  • Diametro
  • di volta
    11,3
  • Giri
  • al volante
    n.d.
  • a 130 km/h in D
    2.100
Land Rover Evoque: esempio di lusso sostenibile

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