Un successo, per quanto “platonico”, l’Evoque l’ha già conquistato: poche novità di prodotto, negli ultimi anni, hanno attratto tanta attenzione.
Prima sui siti e sulle riviste, grazie alla pressante campagna di comunicazione messa in campo dalla Range Rover.
Poi su strada, con gli sguardi dei passanti fatalmente calamitati dal passaggio della vettura.
Non tutti di ammirazione, ovviamente.
Perché accanto a chi si lascia ammaliare da forme tanto ardite, da concept car più che da auto di serie, c’è anche chi, dietro tale esuberanza su ruote, legge subito il danno che le SUV, per definizione, arrecano all’ambiente.
Un peccato originale da cui l’Evoque cerca di liberarsi con dimensioni, consumi ed emissioni mai tanto basse per un modello della Casa inglese.
L’ultima nata esordisce, infatti, in un segmento in cui mai la Range Rover aveva osato prima: quello delle SUV compatte premium.
Una nicchia dove ci si confronta a suon di piacere di guida, esclusività, personalizzazioni, qualità (e listini sopra la media...).
Argomenti su cui la britannica promette di non essere seconda a nessuno, dato che l’obiettivo è quello di tradurre i platonici sguardi di approvazione in numeri di mercato senza precedenti.
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