Land Rover Freelander vista frontale
  • pubblicato il 08-07-2011

Land Rover Freelander 2: per un mondo più free

di Andrea Rapelli

Per un mondo più free

PAGELLA
Città
19/30
Autostrada
23/30
Fuori città
21/30
Vita a bordo
23/30
Prezzo e costi
20/30
Sicurezza
24/30
VERDETTO
130/180
Intro

Ore 8.00: accompagnare i figli a scuola. Ore 9.00: appuntamento in cantiere, per controllare lo stato dei lavori. Ore 13: pranzo di lavoro in centro. Ore 17.00: partenza per un weekend di riposo in campagna. Un tranquillo venerdì di “paura” insomma, con l’agenda grondante d’impegni. Alcuni, certo, piuttosto impegnativi, dove è facile sporcarsi le ruote e bisogna poter contare su un’auto all’altezza. Ecco perché una Land Rover non è fatta solo per passeggiare in centro. E, se fra le vie dello shopping - lo vedremo - non sfigura, dopo il recente maquillage facciale ha guadagnato anche in tecnologia: sotto il cofano trovano posto due inediti 2,2 litri a gasolio, da 150 e 190 CV (quest’ultimo del nostro test) abbinato di serie al cambio automatico e all’alternatore che, in frenata, ricarica la batteria. Naturalmente rimane quel piccolo miracolo che è il Terrain Response, magica manopola capace di adattare la Freelander 2 a tutti i tipi di terreno. Per questo, che ci si trovi su asfalto o su ripide mulattiere, questa Land è sempre a suo agio. Con un comfort sempre all’inglese. Da poco, si può avere anche a 2 ruote motrici, per tagliare consumi e CO2.

Città

Non è compatta

Il venerdì, si diceva. Se poi c’è lo sciopero dei mezzi pubblici, per dirne una, la città diventa veramente un inferno. E allora fa comodo sprofondare dentro i morbidi sedili in pelle, chiudere la porta e premere il tasto Start, per poi buttarsi nel traffico caotico. Che la Freelander affronta senza batter ciglio: certo bisogna fare i conti con la lentezza dell’automatico in fase di partenza e prendere l’occhio alle dimensioni, comunque importanti per le strette vie metropolitane. Tuttavia, una volta registrati questi “parametri”, la convivenza quotidiana tranquillizza. Anche dal punto di vista dell’assorbimento, non morbidissimo ma ben filtrato, e della visibilità. I parcheggi? Non impensierisce la manovra, quanto la ricerca di uno spazio adeguato ad accogliere i 2 metri di larghezza e i 4,50 di lunghezza della SUV inglese. Che, come vogliono le ultime tendenze, fa volentieri a meno delle protezioni in plastica nera dei paraurti: per fortuna, data l’altezza notevole, saranno gli altri a dover avere... “paura” di voi.

Autostrada

Tranquilla e rilassata

Secondo banco di prova, le tre corsie che vi si srotolano oltrepassata la sbarra del casello. Avrete poco da preoccuparvi: raggiunti (piuttosto in fretta, grazie alla progressione del 2.2) i 130 km/h scoprirete, prima di tutto, un buon isolamento dall’aria e dal rumore dei pneumatici sull’asfalto drenante. Anche se lontano dai risultati delle migliori: tanto per fare un esempio, la BMW X3 ha stampato 69,3 dB, contro i 72 e rotti della Land che, quindi, conquista “solo” tre stelle. Va meglio nell’assorbimento di traversine e avvallamenti, dove le sospensioni reagiscono senza scossoni o sussulti, a tutto vantaggio dei passeggeri. Quando arriva la necessità di riaccelerare dopo un rallentamento, il carattere vivace del propulsore viene leggermente mortificato dalla pigrizia dell’automatico nell’effettuare il kickdown. Ok, invece, l’autonomia - grazie agli 80 litri di serbatoio - e la modulabilità dei freni, esente da critiche. Dobbiamo esprimere però qualche riserva al capitolo sicurezza percepita: se comfort e dimensioni fanno bene alla psiche di chi viaggia, non si può nascondere la mancanza di alcuni sistemi di sicurezza che altre rivali possono vantare, come il cruise control attivo con funzione freno.

Fuori città

Vi stupirà

Sul misto state certi che la Land non si farà cogliere impreparata, a cominciare dall’asfalto tortuoso e pieno di saliscendi. Sì, perché il set-up dell’assetto ricercato dagli ingegneri d’oltre Manica non trascura l’handling: certo, quando si viaggia molto spediti c’è del rollio in eccesso, ma le curve vengono superate con notevole disinvoltura, soprattutto se si considera che l’oggetto in questione è una SUV con forti tendenze fuoristradistiche e che pesa, in ordine di marcia, circa 1.800 kg. Principale artefice dell’idillio fra voi e la strada è senza dubbio lo sterzo, servoassistito idraulicamente, preciso e dal feeling di risposta notevole. D’accordo, in alcune occasioni potrebbe rivelarsi un pelo leggero, ma si tratta, in fondo, di prenderci la mano. Bene anche il motore, con 190 CV disponibili a spingere soprattutto intorno ai regimi intermedi, pur senza essere bruschi nell’erogazione. Il “guastafeste”, in questo caso, prende le sembianze del cambio automatico a sei rapporti: passa dolcemente da una marcia all’altra, ma dimostra sempre una lentezza che, nell’uso più brillante, può dare fastidio. In fuoristrada? Avrete poco di cui temere, grazie a trazione integrale con giunto Haldex, Terrain Response e “angoli” caratteristici di tutto rispetto: quello d’attacco è pari a 31°, che diventano 34 per l’uscita. Notevole anche la profondità di guado, che raggiunge i 50 centimetri.

Vita a bordo

AVANTI, C’È SPAZIO

Tinta “sabbia di Ipanema” per la carrozzeria e interni in pelle Windsor color crema: insieme fanno più di 2.000 euro aggiuntivi, tuttavia il beneficio per l’occhio è tangibile. Così, quasi spiazzati da tanta accoglienza, una volta seduti al posto guida potreste far fatica ad accorgervi del design un po’ “pesante” della plancia, o dei piccoli risparmi che sono stati fatti alla voce finitura, soprattutto nelle zone poco visibili. D’accordo, perdonati. Molto più facile, tuttavia, riconoscere le ottime possibilità di regolazione di volante e sedile, oppure che il sistema d’intrattenimento ha qualche anno di troppo sulle spalle: la radio, pur potendo contare su tasti grandi e facilmente individuabili, ha un display piccolo e minimalista, mentre lo schermo del navigatore, touch, ha una logica di funzionamento datata. Detto questo, c’è solo da rallegrarsi per la disponibilità di centimetri in ogni direzione: la larghezza dell’abitacolo è tra le più alte della categoria, così come lo spazio in altezza. Lascia un po’ spiazzati il fatto che tanta abbondanza non si traduca in un vano bagagli “cavernoso”, penalizzato da passaruota troppo sporgenti e da un lunotto purtroppo non apribile separatamente.

Prezzo e costi

QUALCHE OPTIONAL DI TROPPO

Dando un veloce sguardo al listino, è un attimo scoprire che la Freelander, nell’allestimento HSE (il più completo), è una fra le SUV compatte più economiche sul mercato. Per conferma, vi bastino i prezzi di alcune fra le rivali che abbiamo selezionato nel box qui a fianco. Purtroppo, c’è un però: la dotazione deve essere integrata. Facciamo un esempio: vi piacerebbe spendere circa 44.000 euro e doverne sborsare altri 50 per il terzo appoggiatesta posteriore, oppure 400 per il clima automatico, 440 per i fari allo xeno adattivi e 260 per la ruota di scorta di dimensioni normali? Anche il capitolo consumi presenta qualche ombra: nel corso della nostra prova, che comprende tratti urbani, extraurbani e autostradali, non siamo riusciti a percorrere più di 11,5 km con in litro di gasolio, destinati ad assottigliarsi con facilità nei percorsi urbani. Se i tagliandi di manutenzione sono previsti a cadenze non troppo lunghe (ogni 24.000 km) potrete sempre contare su tre anni/100.000 km di copertura sui difetti di fabbricazione, tre sulla verniciatura e sei sulla corrosione passante. Infine, la tenuta del valore: come ogni Land Rover che si rispetti, anche la Freelander non delude le aspettative dei clienti del marchio, che non avranno sorprese al momento della rivendita.

Sicurezza

Elettronica cercasi

Cominciamo dal voto più basso, via il dente via il dolore. Tre stelle alla dotazione, anche se la Freelander può vantare sette airbag e i classici sistemi di controllo della stabilità di serie, ma bisogna registrare la mancanza, pure a pagamento, dei più recenti gadget elettronici: stiamo parlando di controllo angolo cieco in sorpasso, cruise control attivo, avvisatore di cambio accidentale di corsia... Fortunatamente, potete contare su una resistenza nella prova di crash - testata dall’Euro NCAP - di ben cinque stelle. E su doti dinamiche di alto livello, con un assetto vivace ma sano, ben controllato dall’elettronica. Senza dimenticare la “protezione” in fuoristrada, con l’Hill Descent Control che frena automaticamente nelle discese più ripide. Tutto rose e fiori, dunque? Purtroppo no perché, nella frenata 130-0 km/h, questa Land è arrivata lunga: la nostra strumentazione ha registrato 75,89 metri, circa 14 in più (per esempio) rispetto alla Mercedes GLK 320 CDI. Come spiegare un risultato così negativo? Tranquilli: molta della “colpa” va imputata alle gomme invernali calzate dal nostro esemplare. Ormai non è più tempo di winter...

Verdetto

Macchina razionale, questa Freelander 2. Con il restyling si è adeguata ai tempi che corrono, ma non ha perso - per fortuna - le qualità da efficace fuoristradista, dote fondamentale per ogni Land Rover. Il tutto, senza trascurare la guida sull’asfalto. Che cosa le manca? Qualche dispositivo elettronico per la sicurezza, tipo i sistemi di frenata assistita. Il listino è invitante rispetto alle rivali, per quanto bisognoso di qualche integrazione.

Land Rover Freelander 2: per un mondo più free

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